Orientarsi e orientare senza dimenticare la memoria dei luoghi che prendono il nome da personaggi illustri e non, da eventi o date che Matera ha il dovere di custodire e valorizzare. E’ il caso della toponomastica cittadina, troppo spesso poco esaustiva, per stimolare sopratutto i giovani a saperne di più. Problema di costi? Pigrizia ? Scarsa lungimiranza culturale. Non ci meravigliamo. Troppo spesso la mano destra non sa quello che fa la mano sinistra e viceversa…visto che i muri, e quindi strade e piazze, sanno di far parte di “Matera capitale europea della cultura 2019”. Servirebbe una regia e un pizzico di programmazione in più per evitare di girare intorno al problema. Legare per esempio, nell’ambito dei pluriannunciati progetti di rete di cablatura di Telecom, Fastweb e Open Fiber, la consultazione con APP(licazioni) o altro sistema on line, la storia di via De Robertis, Via XX Settembre , via Buozzi e D’Addozio (nei rioni Sassi) o di via Ilvento, via Racioppi e altre ancora nei quartieri (specie quelli realizzati con le leggi di risanamento dei Sassi),dei borghi (La Martella con il teatro Quaroni ha riaperto il dibattito) o nelle aree industriali contribuirebbe a creare itinerari turistico culturali interessanti, legati alla evoluzione sociale ed urbanistica della nostra città. Siamo agli inizi del dibattito e, chissà, che iniziative lodevoli come il ciclo di incontri, promossi dal circolo La Scaletta “Dove hai detto che abiti? Le nostre strade, la nostra storia” non possa portare in questa direzione, futuro e volontà dell’Amministrazione comunale permettendo. La presenza di molti concittadini nell’ex Chiesa del Cristo Flagellato di piazza San Rocco, per la presentazione dell’iniziativa, ha offerto tanti spunti di dibattito e curiosità, scontata, per la proiezione della corposa iconografia di personaggi locali messi insieme nel documentario ““Tasselli di storia, persone e personaggi” da Nino Vinciguerra. Un appassionato del genere, e cultore della storia cittadina, del quale avevamo apprezzato alcune anticipazioni sui social. Senz’ altro quanti non hanno potuto visionare il documentario avranno altre occasioni per vederlo. E, magari, a valle di incontri che il Circolo La Scaletta, calendarizzerà già dal prossimo mese di maggio cominciando dal filosofo materano, che visse e operò a Firenze, Eustachio Paolo Lamanna, del quale quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario dalla morte. Nel programma figurano anche Nicola Festa, i Persio, Giambattista Pentasuglia, Onofrio Tataranni, Cesare Firrao, Francesco Paolo Volpe, Gioacchino Cappelluti,  i fratelli Duni,  Eleonora Bracco e Domenico Ridola. Per materani, studiosi e turisti sarà l’occasione per conoscere in maniera approfondita personaggi che danno il nome a strade e piazze. Lo si farà con l’apporto di esperti, discendenti, materiale documentale, fotografico e filmati oltre che attraverso le opere. Nel progetto – come informa una nota del circolo La Scaletta- sono previste la trascrizione del contenuto degli incontri e la ripresa video come documenti destinati  a costituire un archivio di facile consultazione, a disposizione dei cittadini materani ma anche delle scuole di ogni ordine e grado. Il materiale raccolto sarà diffuso, grazie alla rete e ai canali dei Lucani nel Mondo, anche ai tanti materani residenti all’estero che sentono fortemente l’esigenza della conoscenza delle proprie radici. E citiamo in proposito, in questo solco, i validi e interessanti lavori realizzati da Angelo Sarra sulla Toponomastica dialettale dei rioni Sassi e in passato, prima con i suoi allievi e poi da solo, da Antonio Giampietro con un almanacco e un lavoro su luoghi e personaggi della Lucania