Spesso essere donna in situazione di handicap significa subire un doppio tipo di discriminazione, una come disabile e una come donna. Una discriminazione multipla, come è facile intuire, che si riscontra nel lavoro, nell’istruzione, nella vita affettiva e sessuale.

Il femminile, l’handicap e il potere terapeutico e di denuncia della scrittura saranno gli argomenti della serata, organizzata da Altrimedia Edizioni in collaborazione con l’associazione Cittàchelegge,  sabato 7 Novembre alle ore 18,00 in Casa Cava.  

L’occasione sarà la presentazione del terzo libro di Carmen Pafundi “La ragazza sull’aquilone” nato dalla penna sensibile dell’autrice.

“Donne, scrittura, disabilità”, temi centrali anche del libro della scrittrice di origini lucane, saranno affrontati nel corso di un dibattito moderato dal giornalista Vito Bubbico, a cui prenderanno parte, Carmen Pafundi, Agata Altavilla e Maria Rosa Viggiano, queste ultime quali lettrici dell’Associazione Cittachelegge.

Carmen Pafundi è alla sua terza opera letteraria e volendosi definire sottolinea:

“Romanzieri dichiarano, o di alcuni si dice, che tutti i loro romanzi sono in realtà parti o prosiegui di un unico grande romanzo, e forse è così. Se penso al mio primo romanzo, – ha dichiarato l’autrice Carmen Pafundi –  Un albero di cachi sono stata (Altrimedia Edizioni, 2012), anche se poi non è il primo che ho scritto, e dunque al suo singolare titolo, certo che esso può definirsi le radi- ci, l’albero dal quale sono poi nate le mie storie:Le donne della merceria Alfani, nel 2013, e La ragazza sull’aquilone, oggi, 2015.  Partendo da radici profonde, antiche e semplici, lucane, come le mie, sono diventate quelle di protagonisti, immaginari, ma con un vissuto possibile e realistico; e da radici sono diventati rami e frutti, fra i quali nascondersi o arrampicarsi, o sotto i quali si sono ricamate e intessute storie e cose, per diventare, questa volta, un aquilone: elemento reale, che diventa ancora una volta similitudine di tante realtà possibili. Infatti, La ragazza sull’aquilone è la Fantasia, e in particolare di un autore narratore, La ragazza sull’aquilone è il sogno inespresso di una donna in carrozzina, La ragazza sull’aquilone è luogo, un’isola del Meridione, La ragazza sull’aquilone è una storia d’amore.”

“Questo è un romanzo in cui la sorte, ancora una volta, come nello stile dell’autrice, non fa sconti ai vari protagonisti, che hanno ancora radici lucane profonde, immerse nella terra aspra, scura, ma poi si fanno strada verso la luce, diventano alberi dal tronco possente, dalla corteccia dura da scalfire e ruvida da abbracciare. Ovviamente – ha concluso l’editore  – il filo che li tiene, che tutto tiene, è in mano al narratore che così scrivendo si diverte e trova il proprio riscatto perché, come dice l’autrice “dipingo e scrivo, perché non so ballare. Buona vita.”