L’unione fa la forza e quando si mettono in campo volontà e buone pratiche problemi come ”svuotamento e depauperamento dei piccoli centri”, tra emigrazione e degrado, possono essere affrontati in concreto partendo da una risorsa che non dobbiamo mai sprecare: la memoria e l’identità di un territorio e di una comunità. E quello che hanno avviato, sottoscrivendo una intesa per un archivio del territorio,i Comuni di Irsina, Ferrandina, Grassano e Miglionico oltre a Pomarico, può essere- anzi lo è- un esempio di buone pratiche da moltiplicare o allargare, se preferite, agli altri piccoli e grandi comuni della Basilicata. Del resto il problema, pur in contesti differenti, è lo stesso. Fino a ieri erano carta straccia, documenti, volumi polverosi, che occupavano spazio e basta, e oggi per merito dei volontari e degli appassionati come l’associazione ” Giuseppe Camillo Giordano” di Pomarico sono un patrimonio da recuperare e valorizzare. E magari salvando tutto quel materiale dal degrado, dall’umidità o dall’azione devastatrice dei topi. Il tavolo di lavoro di Pomarico, il secondo consecutivo, è servito ad ascoltare esperienze e sensibilità diverse e ad aprire le pagine della memoria a percorsi di valorizzazione dagli itinerari impensabili e con ricadute anche sulla ”rivitalizzazione’ turistica ed economica dei nostri paesi. Perchè da cosa nasce cosa, come attivarsi per restaurare due antichi volumi, un monumento, un percorso urbano o la casa natale o un luogo simbolo della identità e della comunità di riferimento ed è quello che sta capitando a Pomarico partendo da una pagina di storia sofferta come la ”Grande guerra” e che sarà oggetto di collaborazione nell’intesa sottoscritta con gli altri comuni.

E così documenti, atti, pubblicazioni e alcune preziosità, come due preziosi manoscritti del ‘ 600 da restaurare, costituiscono la memoria e l’identità della comunità di Pomarico (Matera) contenute nell’archivio comunale, recuperato e ordinato dall’associazione culturale ” Giuseppe Camillo Giordano”. L’archivio,che annovera 600.000 documenti, e ospitato presso il palazzo Marchesale, è stato presentato nel corso del ”tavolo di lavoro” sul tema ” Echi dal fronte di Pomarico. La grande guerra tra carte, fotografie e il Monumento’. Tra i documenti di interesse ritrovati figurano i già citati due grossi manoscritti dal ‘600 ,riferiti a realtà che hanno operato anche fin all’Unità d’Italia, come il ”Monte dei Maritaggi” una organizzazione laica che si occupava di fornire doti a fanciulle indigenti. Interessanti,accanto alla ingente documentazione anagrafica,prodotte nei secoli dalle Università ai Decurionati alle Municipalità, i dati sui confinati politici del periodo fascista, e sull’operato delle donne levatrici. Il lavoro di classificazione ha consentito di recuperare anche un libretto del 1917 che racconta delle gesta di un ufficiale dell’esercito italiano,il pomaricano Rocco Sisto, morto a Savogna (Udine) nel 1916 durante la grande Guerra. “E’ nostro obiettivo – ha detto il presidente dell’associazione “Giuseppe Camillo Giordano, Giovanni Palumbo- attraverso tavoli di lavoro con esperti, appassionati valorizzare e mettere in rete il patrimonio di una comuntà e di un territorio, che rappresentano una eredità da far conoscere e tramandare”. Un colpo d’ala ispirato al cognome… che Gianni porta e alla passione coltivata,da ornitologo e naturalista, tanto da scrivere un libro sui Rondoni e partecipare a progetti in Italia e all’estero. E come non ricordare l’amicizia con l’etologo ed ecologo Danilo Mainardi. Potremmo continuare con il passato (gli archivi servono anche questo) ma oggi conta il presente e il futuro…in attesa del terzo tavolo di lavoro e che la collaborazione con gli altri quattro comuni dia i primi frutti.