Franco Palumbo sarebbe stato contento, e suo figlio Giuseppe ce lo ha confermato, per la bella festa organizzata per scherzo …”Abbarabbis” , con la disponibilità dello scorso inverno di Giuseppe, da Anna e Iolanda le dinamiche animatrici della libreria per bimbi ”365 storie” di via San Biagio. Un evento festoso, organizzato, a pochi metri dalla casa natale di Franco ” Jucchhj d’argint”, occhi d’argento, il soprannone di famiglia, dove il piccolo materano giocava, disegnava, si incantava, fantasticava nel sentire quelle storie che vedevano protagonisti flora, fauna, cose e persone dei rioni Sassi.E così per la festa di vicinato, oltre a suo figlio Giuseppe noto disegnatore di fumetti dalla simpatia contagiosa che trasferisce con tanta umiltà a grandi e piccini, si sono dati da fare seduti sulle chianche di via san Biagio con matite, pastelli, penne e fogli bianchi altri valenti disegnatori come Romeo Gallo , Marcantonio Bianco , Danilo Filippo Barbarinaldi ,Gianfranco Giardina , Giulio Giordano , Antonio Mirizzi ,Salvatore Centoducati . Raffaele Pentasuglia (l’autore del carro trionfale che ha tagliato la barba per un voto o un ex voto non sappiamo) e Pino Creanza. E con loro uno stuolo di bimbi dai tre anni in sù che sui tavolini della ” 365” hanno abbozzatto formiche, gatti, mucche, fiori, casette,cani, mostrando i lavoretti a mamma e papà, soddisfatti dei disegni da incorniciare o da porre al giudizio di Giuseppe Palumbo. L’eterno ragazzone che trova nuova linfa creativa, quando si tuffa nella dimensione semplice e fantasiosa della carovana dei bimbi. E così tra i Giuseppe di famiglia, accompagnato dalla mamma Mariangela e dal papà Pierluigi, che ha insistito per una dedica con il personaggio di Ramarro e un cavaliere del 2 luglio, i Daniele, Stefania, Giorgio, Michele e via vociando, è emersa tanta voglia di disegnare e di ascoltare le “Fiabe materane”. Quelle poesie raccolte nel volume ” U rispir du vicinonz- Canzoniere materano” scritte da Franco Palumbo, uno dei fondatori del circolo La Scaletta, e tra le persone più impegnate nell’azione di promozione culturale di Matera e della Basilicata. Ed è stato bello ascoltare i piccoli leggere, con comprensibile difficoltà, i versi in dialetto ripresi poi nella dizione esatta da Giuseppe Palumbo. Bambini, comunque interessati.Ma occorrerebbe fare di più per tramandare e tutelare le tradizioni linguistiche locali, vista la totale assenza di questo tema per Matera 2019, ricordando suggerimenti e azioni di quanti si sono spesi per questa causa oltre a Palumbo, il maestro Emanuele Ricciardi, Vito Leo Sabino, fino a due eccellenze itineranti e impegnate come Angelo Sarra e Antonio D’Ercole. Lo stesso va fatto per i canti, come in tanti hanno avuto modo di apprezzare nella improvvisata esibizione del ”Malatesta Folk”, che ha portato valore aggiunto alla festa di via San Biagio. Iniziativa da ripetere, magari chiudendo temporaneamente al traffico la strada per impedire ad alcuni sciagurati ( che non avevano alcuna emergenza da soddisfare) di transitare in auto e moto tra bimbi e famiglie. Giriamo la segnalazione e l’esigenza agli amministratori comunali, affinchè le zone pedonali siano davvero una realtà in gran parte del centro e con un ferreo rispetto degli orari. Ma nei fatti… E vorremmo che in centro, a beneficio di bambini, famiglie, cittadini e turisti si possano organizzare iniziative come ”Abbarabiss” in tutta tranquillità, ”socializzando” nella dimensione dello ”0.0” che alcuni (e senza conoscerne il significato) scambiano per resilienza, smart, sostenibilità e via ciarlando. Roba da associazione ” Chiacchiere à ‘bbacant ‘ onlus” a vuoto…come si dice in dialetto . Chiacchiere e fantasia che ci portano ai disegni ammirati per strada dei professionisti del fumetto e di quelli che un giorno potrebbero diventarlo. La creatività dei disegnatori, come Giuseppe Palumbo, ci riporta alla fantasiosa realtà che si tratti di Diabolik e di un nuovo personaggio da ”confine” al quale sta lavorando, senza dimenticare i ricordi del passato a cominciare dal papà Franco. ” Bella iniziativa, perchè -dice Giuseppe- dedicata a mio padre Franco Palumbo, che è nato in fondo a questo strada. Qui giocava, fr’ntcava e altro. E,allora, scoprire che in questa strada c’è la libreria per ragazzi di Matera è stata l’occasione per riportare Franco Palumbo qui e raccontare le fiabe, che abbiamo raccolto in un cofanetto stampato da La Stamperia. La poesia alla quale sono più affezionato è “la formica che si voleva maritare”,una poesia tradizionale dei Sassi che mio padre ha scritto e che io ho disegnato. Ce ne sono 12… nel canzoniere”. E Giuseppe non esclude che possa venire una sorpresa per la gioia di grandi e piccini. ” Sgamando negli archivi paterni – dice Palumbo- abbiamo trovato alcuni inediti e quindi probabilmente avremo un altro volumetto di fiabe, versi e disegni”. Chissà per Natale. Nel frattempo Palumbo va avanti con i suoi personaggi. ” Continuo con Diabolik- racconta- se non sono monacelli sono diavoli e poi è in lavorazione una nuova storia per Sergio Bonelli editore. E’ una nuova serie che si chiama ‘Il Confine’ del quale disegnerò il primo numero. E’ ambientato al confine tra Italia e Francia”. Ventimiglia ? “No, Bardonecchia- risponde”. Ci troveremo un materano Ambrosecchia? Chissà. Mettiamoci alla recchia…