B come Briganti, Basilicata e Bennato…Eugenio. Il concerto di giovedì 19 luglio organizzato a Matera dall’ Istituto ”Jacques Maritain”, sul piazzale del Castello Tramontano, con un bel colpo d’occhio dopo le precedenti e risicate presenze di pubblico per i concerti del dj JamieXX e della cantante Annalisa, ha confermato l’ attualità di temi come Il Sud e i Sud deL Mondo,del riscatto sociale, delle tradizioni e di un “Mediterraneo tra arte e intercultura” che non va buttato a mare… Ed Eugenio con le esperienze di ricerca continua, che lo hanno portato a valorizzare tanta parte del repertorio della cultura e della musica meridionale e mediterranea , è la persona giusta per concretizzare un progetto davvero valido e interessante come quello della scuola delle tradizioni musicali del Mediterraneo, aperta ai giovani dei tanti ”Sud” che attraversano o si fermano nella nostra bella terra che meriterebbe ben altro futuro. Ma che deve liberarsi della zavorra (questa sì da buttare a mare) della mediocrità e degli opportunismi del familismo immorale, che l’hanno devastata e impoverita. Siamo certi che, dopo aver visto all’opera Mogol e quello che si intende fare per valorizzare l’opera del compianto Salvatore Infantino, e per l’impegno che verrà da segretario generale dell’Istituto internazionale Jacques Maritain Giuseppe Curcio della dirigente regionale per i Sistemi culturali e turistici Patrizia Minardi , che la Scuola aprirà i battenti nei tempi giusti. Nel frattempo restano le tante sonorità ascoltate e rappresentate, con un armonico mix di voci, luci e passi di danza che hanno coinvolto i tanti fans che hanno assistito al concerto. Con tanto spazio dato all’ultimo lavoro Da che Sud è Sud” , composto da 12 brani che attraversano mezzo mondo, tante culture in un viaggio che tocca i porti dell’accoglienza o del rifiuto. Un tour musicale descritto in un diario di viaggio che dal Nord Africa arriva da noi, con le tante storie di speranza, disperazione che ogni viaggiatore o migrante si porta dietro e con una eredità da ”sans papier” , senza documenti, fino a toccare le rotte dell’Oriente, tra misteri, leggende, colori, profumi e da qui nelle Americhe. Sono i tanti Sud del Mondo, che bussano alla porta della vecchia Europa bloccata da opportunismi, protagonismi, sovranismi o combattuta tra paternalisimi, buonismi e isterismi. E così sul palco del Parco del Castello si sono susseguiti brani con una storia e una identità precise, affidate a lingue diverse: dal dialetto all’italiano, dall’arabo al francese, dallo spagnolo all’inglese con i ritmi di ciascuna cultura. Le esibizioni, per citarni alcuni, della graziosa figlia italo francese Eugenia, di Francesca Del Duca, che canta in inglese, Mohamed che canta in arabo con intonazioni classiche e moderne, hanno offerto un ventaglio di quelle che possono essere le potenzialità di crescita culturale, sociale ed economica dell’intercultura. Non possiamo non dimenticare i musicisti che accompagnano Eugenio da anni e i tanti brani eseguiti nel concerto di Matera, con una medley di saluto che ha resto omaggio alle radici della ricerca e della tradizione musicale meridionale: da Tammuriata Nera ( NCCP) a Napule è ( Pino Daniele) ai tanti brani di quasi mezzo secolo di attività professionale. Non poteva mancare la Basilicata con l’omonimo brano, poi ” Briganti si more” con un omaggio alla figura di Ninco Nanco, catturato con un tradimento o stratagemma se preferite, ”perchè doveva morire”. Ma spazio anche alla poesia con la presenza del poeta Carmine Donnola, che ha recitato versi dedicati ad Antonio Infantino. Una grande figura dal cuore mediterraneo, internazionale,da ricordare e Bennato – di casa in Basilicata- vi contribuirà con la passione, la sensibilità e la creatività che gli riconosciamo.