Il coordinamento per l’uomo di Altamura, noto con l’affettuoso diminutivo di ”Ciccillo” tiene desta la questione della tutela e della valorizzazione con una manifestazione in programma il 1 novembre con una marcia a piedi o in bici, con bimbi e amici a quattro zampe al seguito se vi va, da piazza Duomo a contrada Lamalunga. Con l’auspicio che la Madonna del Buoncammino, che ha un santuario lungo il percorso, tuteli tutte le creature dell’area murgiana, a cominciare da Ciccillo. La giornata è contrassegnata dal tema ” CIccillo non perdere la testa, stiamo arrivando” e lo slogan ”1 novembre. Tutti santi a Lamalunga per salvare l’uomo di Altamura”. Una conferma ulteriore dopo il ”Ni” della Soprintendenza della Puglia,che subordina una possibile analisi scientifica dei fossili a una verifica del come e se la cosa si possa fare. Il coordinamento, composto da cittadini e associazioni, la pensa diversamente e punta a una valorizzazione in loco dell’Uomo pià vecchio del mondo. La questione, comunque, ha oltrepassato la Murgia, gli Appennini e sta per varcare le Alpi. Ciccillo da Altamura però non ha nessuna intenzione di muoversi…Del resto il 1 novembre deve accogliere quanti gli vogliono bene e ci tengono al suo stato, sia pure fossile, di salute.

COMUNICATO STAMPA

Confronto deciso e ampio sulla vicenda dell’Uomo di Altamura.

L’audizione presso la Commissione cultura del Consiglio Regionale convocata dal Presidente Santorsola su sollecitazione del Consigliere Regionale Enzo Colonna che ha visto, tra gli altri, la partecipazione del Coordinamento Europeo “Salviamo l’Uomo di Altamura”, ha finalmente indotto la Soprintendenza Archeologica e il Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali a manifestare, verbalmente, la sua posizione in merito al progetto “KARST”, che prevede l’asportazione del cranio dell’Uomo di Altamura dalla sua sede naturale, che lo ha protetto per 150 mila anni. I rappresentanti del Ministero, Dott. La Rocca e Dott.ssa Vantaggiato, hanno dichiarato che la rimozione rappresenterebbe la fase conclusiva del progetto e sarebbe effettuata solo dopo le opportune valutazioni inerenti alla conservazione del reperto. Insomma, una posizione pilatesca che non può essere per nulla condivisa dal Coordinamento, dall’intera opinione pubblica né dal mondo scientifico e speleologico. Per questo, il Coordinamento, che sin dalla sua costituzione ha rifuggito qualsiasi forma di sterile allarmismo, esigendo e continuando unicamente ad esigere di conoscere fino in fondo la vera natura del progetto del prof. Manzi, che da una parte si presenta come progetto di ricerca scientifica, dall’altra si trasforma in un progetto di valorizzazione e musealizzazione, per di più “esterna”, che non spetta al mondo della Ricerca Scientifica, chiede che sia fatta chiarezza.

Insomma, un progetto che deve essere decisamente rimodulato come sostengono anche autorevoli studiosi e ricercatori da noi interpellati e che nella parte finale deve assolutamente essere cambiato, perché non è per nulla accettabile a causa della sua pericolosità, data l’irreversibilità della prevista attività di rimozione dello scheletro fossile.

Intanto il Coordinamento, con determinazione, continuerà a sviluppare, e questa volta con più forza, l’azione di denuncia e di mobilitazione collettiva. Il 1’ novembre non è che la prima manifestazione pubblica a cui seguiranno altri momenti di sensibilizzazione.

Eric Jozsef Altamura 20 ottobre ‘17