C’era una lunga fila già dalle 20,00 in Piazza San Giovanni a Matera, ieri sera. Erano i numerosissimi spettatori accorsi per assistere al nuovo spettacolo corale a firma di Ulderico Pesce: “Case senza luce, Matera”. Prevedibile per il numero dei soggetti coinvolti nel progetto? Forse si, ma comunque la location non poteva che essere quella : il cortile dell’ex Ospedale San Rocco, luogo in cui aleggiano gli spiriti dei tanti che furono ristretti in quelle celle -quando esso fu anche carcere- e di molti dei quali fatti rivivere proprio all’interno dello spettacolo.

Ed ecco allora dopo una mezzoretta la generosa decisione di non deludere nessuno e, ai tanti che non sono potuti entrare, si è dato appuntamento alle 23,00, per un bis della performance.

Chi è rimasto fuori ha comunque potuto assistere all’incipit della rappresentazione che è partito dall’esterno, dalla piazza San Giovanni già in penombra. Ed ecco  le inquietanti note di una “faccetta nera” canticchiata da un fascista in orbace che arringa il pubblico inveiendo contro chi aveva osato ribellarsi in quel 1940 all’ordine costituito.

Ed in particolare contro quegli ammanettati che stavano giungendo dietro di lui:  gli arrestati di San Mauro Forte -presi dalle loro case di notte- a qualche giorno da quella sommossa popolare, ricordata semplicemente come “lo sciopero del 40“, seguiti da un gruppo di scampanatori (della  Pro Loco sanmaurese) a dare suono e colore territoriale,  diretti ad essere imprigionati in quel luogo di pena.

Questo il prologo della rappresentazione che poi si è svolta nel cortile e di cui leggerete nel resoconto ufficiale che pubblichiamo a seguire. Un bouquet di singole storie accomunate dall’essere “lottatori”  e che fanno del Materano, a partire dal 1940, come dice Ulderico Pesce  “l’area più rivoluzionaria d’italia, prima contro il fascismo e il nazismo, poi contro i latifondisti“.

Ma anche di storie di resilienza quotidiana utili a sorridere ed altre a narrare l’evoluzione della futura Capitale europea della cultura, dalla vergogna dei tuguri dei Sassi di allora a Città moderna.

Ulderico Pesce anche in questa operazione di taglia e cuci della storia lucana,  materana nella fattispecie, dimostra la sua enorme capacità di cogliere l’importanza simbolica delle storie in cui si è imbattuto e, con il pieno coinvolgimento di risorse autoctone, farle diventare poesia, spettacolo e riflessione collettiva.

Case senza luce, Matera: il capolavoro multimediale di Ulderico Pesce in scena nell’ex ospedale San Rocco

“Ci sono emozioni che non si possono raccontare, perchè si possono percepire solo dal vivo. Nell’ex ospedale San Rocco, già carcere di Matera è riuscito a trasmetterle n maniera viscerale lo spettacolo “multimediale” “Case senza luce, Matera” di Ulderico Pesce.

In scena Ulderico Pesce, Lara Chiellino e Eva Immediato sono stati magistralmente coadiuvati da Raffaele Epifania, Franco Matera, Giuseppe Calia, Saverio Pietracito, Franco Burgi, Patrizia Minardi, Maria Iacovuzzi, Diego Maragno, Giulia Cifarelli, Carmela Cifarelli, Nicola Cardinale, Anna Onorati, Roberto Pietracito. Particolarmente apprezzate anche le esecuzioni musicali di Daniela Ippolito, Pierangelo Camodeca, Amalia Palermo, Eleonora Ierone, Vincenzo d’Orai, Monica Petrara, Giuseppe D’Amico, Alberico Larato, Mirko Palmieri mentre hanno svolto con grande professionalità il ruolo di acrobati e fuochisti Pasquale Larocca, Antonella Petrazzuolo, Lorena Di Bello, Alessandra Spaltro, Gabriele Agamennone e Esther Santarsiero.

Ha curato le coreografie Mary D’Alessio. Sono stati utilizzati anche i campanacci di San Mauro Forte, un’Ape Tour Matera 2 di Ines Schiavone mentre Vito Gallo ha offerto il service luci e Nicoletta Pangaro si è occupata dell’organizzazione dello spettacolo, affidato al regista Ulderico Pesce, supportato dall’assistente Nicola Ferrari.

Patrizia Minardi, dirigente ufficio sistemi culturali e turistici della Regione Basilicata, ha stupito in particolare il pubblico con una performance eccellente con cui ha descritto i Sassi di Matera in posizione sospesa, calandosi con una corda da uno dei balconi dell’ex carcere verso il basso. Impeccabile anche l’interpretazione di tutti gli attori coinvolti da Ulderico Pesce, assoluto “deus ex machina” di questa rappresentazione che racconta la genesi della città dei Sassi e storie di provincia che meritano di essere conosciute.

“Case senza luce Matera” è uno spettacolo che racconta varie fasi storiche della città di Matera, dagli abitanti dei Sassi, nelle case senza luce, allo sfollamento nei nuovi quartieri e di alcuni paesi dell’area che si sono distinti per essere stati leader della lotta di “occupazione delle terre” quali San Mauro Forte, Montescaglioso, Tricarico, Ferrandina e Irsina. L’evento si svolge nel luogo che prima fu monastero e poi divenne il carcere dove furono rinchiusi molti occupatori di terra tra i quali Rocco Scotellaro, Anna Avena e Antonia Miccio, che partorì in carcere Pasquale Cirillo l’8 novembre 1940.

La scena del parto, che arriva nella parte finale dello spettacolo, è semplicemente straordinaria. Proprio Pasquale Cirillo a distanza di 78 anni è tornato per la prima volta nel luogo in cui ha vissuto per 13 mesi insieme alla mamma regalando una magnifica sorpresa al pubblico che ha gremito la corte dell’ex ospedale San Rocco grazie all’invito di Ulderico Pesce.

In scena anche altri “lottatori” che faranno del Materano, a partire dal 1940, l’area più “rivoluzionaria” d’italia, prima contro il fascismo e il nazismo, poi contro i latifondisti.

Le porte delle celle sono rimaste integre. Quelle di un tempo. Davanti a quelle porte prendono vita Luisa Levi, che nel 1935, per prima, parlò dei Sassi di Matera attraverso l’opera del fratello Carlo, il “Cristo si è fermato a Eboli”. Lo spettacolo rievoca anche Togliatti, che nel 1948 fece un comizio storico a Matera, Albino Sacco che con Olivetti, Levi, Mazzarone, Scotellaro ed altri, costruì il primo progetto per ridare dignità agli abitanti dei Sassi.

Molto apprezzate anche le interpretazioni di due personaggi femminili: Anna Aveva, l’occupatrice di Montescaglioso che, su una terra, vide l’assassinio di Giuseppe Novello ad opera della polizia, venne arrestata e portata nel carcere di Matera e Antonia Miccio, che nel 1940, con altri 130 sanmauresi, si oppose al fascismo assalendo il Comune. In quel frangente ci fu una sparatoria dove persero la vita due manifestanti e lei venne ferita, incarcerata, costretta a partorire nel carcere di Matera.

Uno spettacolo che fa riflettere ma che fa anche sorridere grazie alla presenza di due personaggi contemporanei, due signore materane. La prima ha avuto una svolta lavorativa dopo l’apertura di un B&B nei Sassi mentre un’altra non vede l’ora che muoia la suocera per entrare in possesso del Sasso dove aprire un B&B che permetterebbe ai figli emigrati a Cernusco sul Naviglio di ritornare a Matera.

Sono narranti anche momenti importanti della vita della città tra cui l’arrivo dei monaci basiliani e la nascita dei monasteri, della trasformazione di un monastero in carcere, la chiusura dei Sassi, la costruzione dei primi borghi rurali, fino a raggiungere la Matera moderna.

Lo spettacolo è frutto di un laboratorio teatrale di 430 ore che l’equipe del Centro Mediterraneo delle Arti, diretto da Ulderico Pesce, ha tenuto a Matera. Un laboratorio in cui si è sperimentato il metodo teatrale “organico” concepito da Stanislavskji; in cui sono stati rintracciati e studiati documenti storici utilizzati poi a fini spettacolari.

Uno spettacolo con ingresso gratuito che Ulderico Pesce ha deciso di replicare immediatamente per non deludere un centinaio di persone che non sono riuscite ad entrare alla “prima” dello spettacolo. Un gesto di grande generosità particolarmente apprezzato da materani e visitatori della città dei Sassi.”