Un fotografo appassionato della nostra terra, come Nico Colucci, un architetto e urban design di esperienza come Armando Sichenze e 16 giovani professionalità creative che hanno aperto un ventaglio di itinerari alternativi, suggestivi, da scoprire e da riscoprire se ci si fa guidare dal sesto senso di quello che è clandestino nella sostenibilità, sempre più a rischio dei nostri centri. E così le foto di 16 architetti di varie regioni sono servite a cogliere le forme e i segni degli ambienti di vita quotidiana, ricchi di storia, tradizione o poco noti dei 131 comuni di Basilicata, tanto da essere raccolti nella pubblicazione, curata da Armando Sichenze, ” Architetture clandestine.Secret Architetture. Viaggio nelle Città-Natura della Basilicata”. Il lavoro ,pubblicato da Edizioni Giannatelli, è stato presentato a Matera nella sala Laura Battista della Biblioteca provinciale , con la descrizione delle 300 pagine illustrate e con testi in italiano e in inglese, quanto di interessante e inedito riservano le 131 città natura della regione, partendo da un lavoro conoscitivo condotto 20 anni prima con Ina Macaione, architetto e disegnatore urbano. e realizzato nel biennio 2016-2017 con i 16 architetti fotografi tenendo conto di quattro aspetti che rendono unici i centri lucani : tempo, forma, magia e spazio. La pubblicazione, utile per i viaggiatori in cerca di contesti inediti o quasi, parte dai I rioni Sassi di Matera, patrimomio dell’Umanità, con i quartieri edificati con le leggi speciali e gli studi di urbanisti illuminati per passare alle piazze, chiese, castelli delle diverse epoche di centri del Materano, che hanno conosciuto la presenza di ordini, monastici, le dominazioni greche, arabe, spagnole, romane, con il loro scrigno di opere d’arte e di contesti ambientali e riti arborei unici, da Miglionico, a Tursi, Tricarico, Accettura. Le ”sequenze” del libro si soffermano su Potenza con l’icona del ponte Musmeci, simbolo di ingegneria e architettura innovativa moderni, sulle città e luoghi dei monumenti fortificati e ricchi di storia come Melfi, Venosa, Castel Lagopesole, i centri del Vulture e delle comunità arbereshe o della storia postrisorgimentale, tra i boschi, i fonti e i laghi del Vulture. La visita guidata raggiunge il comprensorio delle Dolomiti Lucane da Pietrapertosa a Campomaggiore, fino a percorrere le stradine di fondovalle dei quattro fiumi lucani che portano ai centri grandi e piccoli della Val d’Agri ,del Pollino e del Lagonegrese tra siti archeologi, santuari e simboli di una regione, in parte da scoprire per la sua sostenibilità. Fatevi un po’ di conti e programmate il tour. Basterà un anno sabbatico o cominciare dai finesettimana.