Per il 2019 non si farà in tempo perchè se ne è perso tanto in polemiche e per scelte precise, spesso poco legate al territorio, che hanno ignorato un pezzo importante- quello del comprensorio murgiano da Matera ad Altamura- da migliaia di anni sepolto dai mari e con una flora e una fauna che hanno lasciato impronte e fossili ovunque. E’ il caso di quel che resta della balena Giuliana, per la quale il Comune ha previsto un impegni di spesa, che la liberi dalle casse…dopo il ritrovamento dei fossili lungo la diga di San Giuliano (Matera) e poi delle impronte di dinosauri nella Cava Pontrelli e della presenza di ” Ciccillo” l’uomo di Altamura, in attesa anche loro che le vicende umane consentano la loro valorizzazione. Sono i ”resti” e le testimonianze più vive di quel lontano periodo, ma ce ne sono delle altre relative a flora e fauna ospitate per esempio nel museo archeologico ”Domenico Ridola” di Matera che andrebbero fatte conoscere. E’ il sogno nel cassetto ma anche la richiesta del geologo Mario Montemurro ospite d i una frequentatisssima serata alla Lopa e del fuoco di fila di domande dell’acuto “riccardosauro” Riccardo Riccardi, passato per una volta dalla storia di umane nobili famiglie a quelle della zoologia plurizampe e pluripinne. Un viaggio nel tempo che ha interessato non poco, vista la presenza negli ipogei di tanti apppassionati. E allora la domanda sorge naturale con tanto di effetto eco da notte dei tempi: Tra i dinosauri di Altamura e la balena Giuliana cosa c’è? Il mostro di Lochness…non l’ha ancora visto nessuno, ma un tesoro di storia e di vita che attende di essere valorizzato.” Tra i due – dice Montemurro- c’è un legame rappresentato dal nostro territorio . Le balene appartengono al territorio bradanico. Matera ha due gambe una sul territorio bradanico e l’altra su quello murgiano. Il primo era il mare delle balene, quello murgiano dei dinosauri dove hanno lasciato le loro impronte in un fondale marino basso. Ecco che luoghi diversi, molto distanti fra di loro che però la geologia ha riunito in un luogo, il nostro paesaggio tra la Murgia e quello Bradanico. La Murgia originatasi in latitudini tropicali, di 100 milioni di anni fa, ha fatto un lungo viaggio durato 65 milioni di anni ed è arrivata fin qui, dopodichè la Murgia è diventata con l’azione della tettonica un fondale marino nuovo . Le parti sommerse dal mare sono diventate fondo marino. Quelle, invece, emerse sono diventate due isole. Qui circa 1,8 milioni di anni fa, quando la balena Giuliana si aggirava da queste parte nuotava in un canale che riuniva l’Adriatico al Mediterraneo, girando intorno a queste isole del passato”. E’ il momento di scendere a terra e di mettere insieme le realtà fossili di Matera ed Altamura . ” Le impronte dei dinosauri sono state scoperte nel 1999- aggiunge Montemurro. Probabilmente saranno fruibili nel 2019, visti i progetti messi in campo. La nostra balena è stata scoperta nel 2000 ma non sappiamo se nel 2019 sarà possibile vederla. Detto questo circa la differenza sul modo di trattare queste risorse paleontologiche la diceva lunga su come stiano le cose, perchè se le impronte dei dinosauri costituiscono il futuro di Altamura per la nostra balena invece, è stata probabilmente messa in ombra da altre eccellenze. La Balena è comunque uno dei fossili del territorio. In realtà ci sono altri esempi di quello che c’era un tempo qui, che hanno fatto lo scenario del passato. E insieme a loro ci sono i reperti del Museo Ridola. Quello che ci manca è mettere in mostra quello che abbiamo. Altri ce lo invidierebbero. Da qui l’ Ipotesi di un museo paleontologico..” Da lassù benedizioni e approvazione dell’archeologo Domenico Ridola. Si proceda.