L’erba del vicino è sempre la migliore. Sì se la cura del verde e quindi dell’arredo urbano lasciano o a desiderare, ma quando si hanno gli strumenti in casa per invertire la tendenza è bene usarli. Come la facoltà di architettura dell’Università degli studi di Basilicate e con un Dipartimento, il Dicem, che continua a fare un ottimo e interessante lavoro progettuale e di rete a 360 gradi. Se gli enti locali attingessero a piene bene da quanto riescono a fare “gratis” ragazzi e docenti per suggerire, provocare, disegnare, ricucire brani di città e di territorio che devono superare ”limiti” e ”contraddizioni” funzionali, urbanistiche e architettoniche faremmo muovere anche l’economia. Ma la mediocrità e l’opportunismo amministrativo per le varianti ”on demand”, a domanda compensativa di taglio elettorale, lasciano le cose come stanno o le complicano. Guardatevi in giro. A Piazza Mulino è in corso, fino al 10 luglio, una bella mostra di disegni, mappe e plastici che con la metafora del ”carro trionfale” ha tirato tante belle e interessanti idee per riqualificare un lungo percorso che dal rione Piccianello porta a piazza Mulino, ma finora la repubblica autonoma del Palazzo di Città non si è vista…Tranne poche eccezioni. I dati del Censis dovrebbe stimolare un minimo di attenzione. Ma si pensa all’archittettura di visibilità da campagna elettorale, che affossa Comune e fondazione Matera 2019. Per questo il Censis ci pone ultimi in graduatoria…Posizione strameritata

LA CLASSIFICA SUL SITO DEGLI ARCHITETTI

Come tutti gli anni, il Censis (Centro Studi Investimenti Sociali) ha pubblicato le classifiche delle università italiane per cui è ormai divenuto un riferimento. Come riferisce il Censis stesso, le classifiche sono elaborate “attraverso la valutazione degli atenei (statali e non statali, divisi in categorie omogenee per dimensione) relativamente alle strutture disponibili, ai servizi erogati, al livello di internazionalizzazione e alla capacità di comunicazione 2.0“. Complessivamente si tratta di 40 classifiche, ma noi vogliamo concentrarci su quelle che si riferiscono alle facoltà di architettura, a pochi giorni dalla notizia che il MiBACT ha ulteriormente diminuito i posti a disposizione.

Qualche mese fa, invece, erano stati pubblicati i risultati dell’ultimo QS World University Rankings, con le classifiche delle migliori università al mondo, e per l’ambito dell’architettura (in cui il Massachusetts Institute of Technology si è guadagnato la prima posizione), nella top 50 abbiamo trovato solo il Politecnico di Milano e quello di Torino, rispettivamente al quattordicesimo e quarantaseiesimo posto. I criteri di valutazione, però, erano diversi, e le conclusioni del Censis appaiono molto diverse.

Le classifiche Censis sono tre: una mette in luce il punteggio generale ottenuto dalle varie facoltà, una la progressione di carriera e la terza i rapporti internazionali.

Migliori Facoltà Architettura 2017, magistrali a ciclo unico

Questa classifica esamina le Facoltà di architettura e quelle di ingegneria edile-architettura. Come si può vedere dallo schema allegato, al primo posto generale si colloca la Facoltà di Architettura di Ferrara (110 punti), seguita da quella della Basilicata (94 punti) e da quella di Brescia (92,5 punti). Ferrara risulta al primo posto anche per quanto riguarda la progressione di carriera (ex aequo con Caserta) e per quanto riguarda i rapporti internazionali.

Migliori Facoltà Architettura 2017, triennali

Questa classifica esamina invece le triennali del “gruppo disciplinare” di architettura, quindi scienze dell’architettura, scienze della pianificazione territoriale, urbanistica, paesaggistica e ambientale, scienze e tecniche dell’edilizia e disegno industriale. Qui vediamo al primo posto la Facoltà di Sassari (104,5 punti), prima anche per quanto riguarda i rapporti internazionali, seguita dal Politecnico di Milano (102 punti) e dalla IUAV di Venezia (98,5 punti). La IUAV però ha totalizzato il punteggio migliore per quanto riguarda la progressione di carriera (110 punti).

Classifiche Censis, metodologia

Come riporta il Censis, “La valutazione delle singole aree didattiche degli atenei statali si basa sull’analisi di 2 famiglie di indicatori: progressione della carriera degli studenti e internazionalizzazione. Il punteggio di ogni singola famiglia, a sua volta, è il frutto di una opportuna aggregazione di una serie di indicatori, specifici per ciascuna famiglia di valutazione. Il voto finale, infine, è la media aritmetica dei punteggi di sintesi delle due famiglie di valutazione. La valutazione degli Atenei è avvenuta attraverso l’analisi di cinque famiglie di indicatori: i servizi, le borse di studio e i contributi, le strutture, il sito web e l’internazionalizzazione. Per ulteriori dettagli sulla metodologia è possibile registrarsi sul sito del Censis e scaricare la nota metodologica completa (oltre alle classifiche complete di tutte le università).