Hanno le idee chiare e il culto per la bellezza del BelPaese ce l’hanno dentro e lo manifestano negli sguardi e nelle misurate, ma ferme parole, con le quali a Matera hanno chiuso i lavori dell’VII congresso nazionale di archeologia medievale, che ha segnato per presenze e qualità dei temi trattati un concreto contributo per valorizzare le tante ”risorse” diffuse sui territori. E il neo presidente della società degli archeologi medievalisti italiani, Paul Arthur, con humour inglese e salentino…, in quanto direttore della scuola di specializzazione in archeologia all’Università di Lecce, è motivato su quello che c’è da fare affinchè le Istituzioni investano nel settore. Non sarà solo- come ci racconta- in quanto potrà contare, e lo abbiamo constatato, su un nuovo e motivato direttivo e sui tanti iscritti alla Sami, con tanti giovani preparati che vogliono valorizzare la gran mole dei ”beni” culturali diffusi sulla penisola a cominciare da quelli ”medievali” per finire a quelli rupestri sui quali Francesca Sogliani direttrice della scuola di specializzazione in archeologia dell’Università di Baslicata ha annunciato un ”nuovo” percorso di lavoro che consentirà di saperne di più con il contributo di esperti ed esperienze dell’ area mediterranea. Archeologi in trincea comunque, come amano fare, con la pazienza e la voglia di fare che li contraddistingue quando operano in questo o quel sito e senza ricorrere a strumenti invasivisi. E così, come ci ha detto il past presidente della Sami, Giuliano Volpe, i congressisti hanno approvato due mozioni che hanno messo ”le mani” nelle piaghe di alcune ferite che vanno sanate con ”volontà e senso di responsabilità”. Le riportiamo entrambe. Riguardano l’invito rivolto al Ministro per i Beni Culturali,Alberto Bonisoli, che sarà a Matera il 21 settembre all’Auditorium per la presentazioe del programma di eventi culturali per 2019, e al Parlamento italiano ratifichi finalmente la Convenzione del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società siglata a Faro nel 2005 e sottoscritta dall’Italia nel 2013. L’altra mozione ha espresso sostegno e solidarietà alla direttrice del Museo di Taranto aEva Degl’Innocenti raggiunta da ingiustificabili attacchi da vari ambienti nei confronti degli archeologi medievisti.

PARLAMENTO RATIFICHI LA CONVENZIONE DI FARO
I partecipanti all’VIII Convegno Nazionale di Archeologia Medievale della SAMI – Società degli Archeologi Medievisti Italiani, svolto a Matera dal 12 al 15 settembre 2018, auspicano vivamente che il Parlamento italiano ratifichi finalmente la Convenzione del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società siglata a Faro nel 2005 e sottoscritta dall’Italia nel 2013. Invitano in particolare il ministro Alberto Bonisoli e i Presidenti delle Commissioni Esteri e Cultura del Senato e della Camera dei Deputati ad attivarsi perché la Convenzione sia al più presto ratificata e si augurano che i principi di tale Convenzione, che sollecita una partecipazione attiva delle ‘comunità di patrimonio’, ispirino le future politiche nel campo della tutela e alla valorizzazione del ricco patrimonio culturale del nostro Paese

ARCHEOLOGIA DISCIPLINA GLOBALE: L’APPORTO DEI MEDIEVISTI
I partecipanti all’VIII Convegno Nazionale di Archeologia Medievale della SAMI – Società degli Archeologi Medievisti Italiani, svolto a Matera dal 12 al 15 settembre 2018, esprimendo soddisfazione per la presenza nei ranghi del MiBAC, grazie all’ultimo concorso,
di archeologi medievisti, attivi nelle soprintendenze, nei musei e parchi archeologici e in vari altri istituti, oltre che alla direzione di un importante museo autonomo come quello di Taranto, esprimono preoccupazione e sconcerto per alcuni ingiustificabili e inqualificabili attacchi da vari ambienti nei confronti degli archeologi medievisti, in particolare della collega socia Eva Degl’Innocenti, alla quale manifestano solidarietà e sostegno.
Sottolineano l’importanza della presenza di specialisti del Medioevo, insieme a quella di altri ambiti, per una più efficace e globale tutela e valorizzazione dell’intero patrimonio archeologico italiano, la cui notevole e cospicua componente postclassica è stata a lungo sottovalutata. Auspicano, pertanto, che si prevedano a breve nuovi concorsi per archeologi e altri specialisti dei beni culturali nel MiBAC, effettuati con ancor più qualificate procedure selettive, per dotare il Ministero delle varie figure necessarie, comprese quelle dei medievisti.

DA MATERA UN PROGETTO SUGLI INSEDIAMENTI RUPESTRI

Con oltre 150 chiese rupestri, e tra queste la cripta del Peccato Originale nota come ” La cappella Sistina del Rupestre” e la chiesa di Santa Maria La Valle che in tanti chiamanto per le dimensioni e l’architettura ” La cattedrale del Rupestre” , asceteri, complessi cenobitici e altri segni dell’archeologia e delle funzioni del tempo Matera, che annovera i rioni Sassi e il parco rupestre tra Beni tutelati dall’Umanità, si appresta a diventare un ulteriore punto di riferimento tra gli studiosi per un modello moderno di studio e di approccio agli insediamenti. Non solo aspetti religiosi e culturali, ma anche produttivi e residenziali, per approfondire la ricerca sulla civiltà e sui siti rupestri dell’area mediterranea con un lavoro interdisciplinare di esperti. E’ una delle indicazioni e dei progetti emersi nel corso dell’ VIII congresso nazionale di archeologia medievale,organizzato dalla società degli archeologi medievalisti italialiani (Sami), e concluso a Matera dopo quattro giorni di relazioni, proiezioni,visite guidate e dibattiti all’interno del chiesa del Cristo Flagellato e con la disponibilità del Polo Museale della Basilicata. Una vetrina importante per la Basilicata che ha illustrato, come ci ha detto Francesca Sogliani, direttrice della Scuola di specializzazione in Beni archeologici della Basilicata,dati e risultati raggiunti nelle diverse campagne di scavo e offerto spunti, stimolanti, per accrescere l’attenzione sui siti rupestri che sono tra le maggiori attrattive culturali e turistiche della capitale europea della cultura per il 2019. Gli archeologi sono abituati a guardare oltre e a essere lungimiranti. Se lo fossero anche i politici le cose per il BelPaese andrebbero meglio e non guasterebbe se qualcuno di loro trascorresse una giornata in ”trincea” a osservare le tracce del passato.Chissà eviteremo cantonate e scantonate come quelle sul MarTa di Taranto e le ricorrenti domande sul ”che e come fare?” per rendere produttivi i siti archeologici. Ma stiamo ai fatti e al progetto di studio sul rupestre. ” L’esigenza di saperne di più sul rupestre – ha detto Francesca Sogliani, direttrice della scuola di specializzazione in Beni Archeologici dell’Università di Basilicata – stimola la costituzione di una rete di ricercatori sui siti rupestri del Mediterraneo,e Matera è tra questi, per avere una chiave di lettura completa che tenga conto dell’economia, degli scambi oltre che degli aspetti religiosi degli insediamenti. L’apporto di nuovi strumenti di indagine, per esempio, può fornire ulteriori informazioni sugli affreschi e sugli autori come sta dimostrando la proficua collaborazione che abbiamo avviato con l’università di Salonicco” . Siamo certi, conoscendo la costanza della prof.ssa Francesca Sogliani, dei colleghi e i risultati raggiunti con la Scuola, verranno fatti e risultati. Gli studiosi, intanto, si sono dati appuntamento per il prossimo congresso Sami a Sassari. Dal rupestre alla civiltà nuragica, visto che venerdì 14 Matera ha ospitato l’ultima tappa del progetto Unesco delle Province del Mezzogiorno, che comprende Su Nuraxi, un insediamento umano risalente all’età nuragica che si trova , in territorio di Barumini (Sassari). Coincidenze ? Collegamenti? La parola agli archeologi…Ma di questo ne parleremo in altro servizio.