Quando una città, un territorio, un Ente pubblico hanno persone e personaggi lungimiranti l’economia fa passi avanti e concreti che restano alle future generazioni, come Franco Molinari direttore dell’Ente provinciale del Turismo di Matera che per oltre un trentennio tracciò il solco per avviare e animare il Lido di Metaponto. Una intuizione che portò a insediamenti privati e ricettivi, i primi della fascia jonica. A ricordarcelo con una agile pubblicazione ” Storia di Metaponto Lido (comune di Bernalda)” che riprende una nota del 24 ottobre 1982 è Mario Ambrico, ora novantenne, per tanti anni dipendente dell’Ept e persona ” dinamica”, propositiva verso la valorizzazione del territorio. Ricordiamo le produzioni cartografiche contrassegnate dall’elefantino con le ali dell’epm, l’organizzazione di mostre tematiche, di incontri, idee lungimiranti come il museo del costume o della dotazione di un ostello per la gioventù, portato avanti come fiduciario territoriale dell’Aig. Un ”benemerito ” anche lui anche per la ricerca sulla storia cittadina, con suo figlio Franco, in relazione alla presenza nell’immediato dopoguerra di reparti dell’esercito polacco a Matera al seguito delle truppe alleate . Ricerche e,sopratutto, contatti che sono valsi a entrambi riconoscimenti e onorificenze del governo polacco in occasione di una cerimonia svoltasi a Matera nel giugno 2015. E la ‘instancabile’ voglia di ricerca, andando indietro con la memoria e con la esperienza sul campo a portato alla pubblicazione, con dati interessanti sugli Ept voluti da una legge dello stato fascista e che trovò nel dottor Franco Molinari (che militava nella Gioventù universitaria fascista) un valido funzionario e attuatore del progetto. E Mario Ambrico ricorda l’episodio che portò, tra il 1935 e il 1936, il federale fascista di Matera ( non citato) e il direttore dell’Ept Molinari a ”pensare” lo stabilmento di Metaponto. Accadde mentre rientravano a Matera dopo aver passato una giornata a Policoro nel castello del barone Berlingieri, dopo una battuta di caccia. I due raggiunsero Metaponto per visionare lo stato dei lavori di un canale realizzato dal Consorzio di Bonifica e lì il federale rivolgendosi a Molinari disse ” …adesso spetta a te Camerata di far nascere, costruire uno stabilimento balneare per la gioventù littoriana, bisogna portarli al mare e imparare a nuotare e godere di questo limpido mare”. In macchina Molinari gli rispose che con le scarse risorse del bilancio dell’Ept non si poteva realizzare. Per il Federale non era un problema e ne avrebbe parlato con la Banca Ferrandinese per un mutuo. Cosa che fu fatta insieme a una domanda inoltrata a Capitaneria di porto di Taranto, al Demanio marittimo, Intendenza di Finanza, Corpo forestale dello Stato per l’occupazione dell’arenile e la conseguente costruzione dello stabilimento. E fu così che lo stabilimento venne costrutito nel 1937. Cominciarono le gite domenicali organizzate con l’Enal (ente nazionale assistenza lavoratori) da Matera per le prime nuotate o ”calate” in acqua, utilizzando come salvagente, camere d’aria nere di veicoli. A Metaponto vennero anche da Taranto, in treno, le esperte nuotatrici delle Giovini Italiane, per insegnare la pratica natatoria alle giovani materane. Ambrico ricorda che a volte da Matera partiva un autista con la sua Fiat Ardita portando bibite della fabbrica Lasala, famosa per gazzose, spuma e aranciata. ghiaccio, mortadella, pane e provolone… per una sana alimentazione in riva al mare. Tempi pionieristici anche per la ristorazione. Lo scoppio della seconda guerra mondiale mise fine alle gite al mare e lo stabilimento dell’Ept venne utilizzato da profughi del nord e dell’est europeo o da famiglie ebree in attesa di imbarcarsi per la Palestina. Ambrico ricorda un giorno del 1945 quando quelle famiglie baciarono la sabbia di Metaponto prima di salire sui barconi per raggiungere al largo le navi inglesi che li avrebbero portati nella Terra Promesse. Era una svolta e l’Ept rientrò in possesso dello stabilimento, che venne ceduto in fitto all’imprenditore edile bernaldese Disummo il quale costrui su terreno demaniale casette in tufo da affittare per il periodo estivo. Si mossero i privati e il dentista Francesco Padula di Matera, costrui la sua villetta. Da cosa nasce cosa e da Matera furono attivate le prima corse bus estive per Metaponto Lido. Il Genio Civile costrui un fabbricato per ospitare il ProntoSoccorso e lo stesso Ept- utilizzando un mutuo- diede impulso all’attività ricettive costruendo tre palazzine che diedero vita all’albergo Lido gestito da Pietro De Nicola che subentrò alla gestione Masciandaro. Di lì a poco, nell’aprile del 1957, fu pubblicato un decreto che metteva a disposizione un terreno venuto fuori dopo che il mare si era ritirato e che andava registrato nelle nuove mappe marittime. Per il direttore Molinari fu la scintilla per abbozzare il piano regolatore di Metaponto Lido con la definizione delle procedure amministrative e l’assegnazione dei primi lotti. Sorsero così agli agli inizi degli anni Sessanta l’hotel Turismo, il cinema Arena -Grande, il grand’Hotel Sacco, l’Hotel Oasi e furono realizzate le relative infrastrutture. L’Ente provinciale del Turismo creò il campeggio Internazioanle, gestitto dalla famiglia Di Lorenzo, e poi passato ai fratelli Avallone. Con il piano regolatore venne realizzato anche il lungomare e l’Hotel Kennedy. Restò in piedi un vecchio contenzioso con il demanio per la vendita dei lotti di 180 cittadini. Il resto è storia d’oggi.