A Matera, ormai, non ci sono più negozi dove comprare dischi o cd. Resiste lo spazio all’Ipercoop nonostante la concorrenza del web con i tanti siti e social che consentono di scaricare gratis o di condividere canzoni e musica ” a gò gò” .

Un segno dei tempi che porta a guardare con simpatia la stagione dei punti vendita cittadini e le attese per le nuove uscite,che facevano registrare picchi impensabili con i festival di Sanremo, Disco per l’estate, Festivalbar e ancora prima con il Cantagiro, senza dimenticare la fase pionieristica delle radio private.

Dischi di Pede, in via delle Beccherie n.43, dove è ora lo Studio Arti Visive di Franco Di Pede, è stata per oltre un decennio dal 1972 alla prima metà degli anni Ottanta un punto di riferimento per gli appassionati di tutto lo scibile musicale: dai dischi a 45 e a 33 giri in vinile agli spartiti agli strumenti musicali.

E l’occasione per fare un passo indietro a quegli anni ce l’ha data Franco Di Pede con una mostra dedicata a Giorgio Gaber, del quale abbiamo pubblicato un altro servizio. Nell’occasione Franco ha portato anche due foto in bianco e nero, che ricordano l’attività del dinamico papà Cosimo Damiano, morto alla veneranda età di 104 anni dopo aver maturato esperienze lavorative in Italia e negli Stati Uniti. ” Avevamo già in Corso Umberto – ricorda Franco Di Pede- una attività di vendita di elettrodomestici e consigliai di aprire un nuovo esercizio con tabella 14, l’unico dotato di licenza per la vendita di dischi e strumenti musicali. Venne rilasciata dall’ex sindaco Franco Gallo. Nel negozio c’erano papà e una commessa. Realizzammo anche una cabina di ascolto dei dischi.Ci rivolgevamo a Bari dal fornitissimo negozio ”Ranieri” e portavamo a Matera a tempo di record tutte le novità del momento: da Rita Pavone a Nini Rosso a Paul Anka, da Bruno Lauzi a Battisti, da Adriano Celentano con la etichetta Clan agli Aphrodite’s Childes, ai tanti nomi e gruppi del rock and roll e ai primi del jazz. Non vi dico cosa accadeva con Sanremo con gli aficionados di Rita Pavone, Gigliola Cinquetti, Rosanna Fratello, Gianni Morandi, i Pooh...”

E qui ricorda anche dei siparietti con battute in buona fede di alcune fans che dai rioni Sassi salivano al negozio e chiedevano : ” Principale… che me lo fai sentire un po’ da dietro?...”. Che era il lato ”B” del disco che andava per la maggiore.

Alcuni chiedevano i poster. Altri, come i gruppi musicali, compravano testi e spartiti in modo da imparare e fare le serate. E poi c’erano gli acquisti di strumenti musicali come tastiere ( Meazzi, Bontempi, Farfisa e altri) , chitarre ( Eko), banjo, flauti, nacchere, bacchette e tanto altro e poi giradischi che hann segnato la storia dei giovani di quegli anni da Geloso a Irradio a Voxson.

L’apertura della sezione strumenti musicali – aggiunge Franco Di Pede- venne fuori su mia sollecitazione. Del resto avevo imparato a suonare la chitarra da un tal Felice, di origini baresi, che era uno dei dipendenti del giornalaio Michele Pizzilli immortalato in una celebre foto di Henry Cartier Bresson. Questo Felice, un simpaticone, faceva da strillone e vendeva giornali porta a porta negli uffici. E così vendemmo anche gli strumenti musicali che portarano alla costituzione di una banda musicale detta di ” Scannajatt”. Mio padre per un po’ guidò il comitato festeggiamenti per Sant’Eustachio, quando era arcivescovo mons. Giacomo Palombella. Papà era alla ricerca di risorse e di novità e fu così che con l’apporto di un giovane maestro di banda, Martemucci, che arruolò nell’avventura un po’ di giovani. Provavano qua sù…e mio padre fornì gli strumenti. Il maestro acquistò le divise e quell’anno la banda partì davanti al negozio con una celebre marcia. La banda ebbe una breve parentesi e quella esperienza finì in gloria. Il negozio di dischi era fornitissimo di produzioni dei grandi nomi della letteratura incisi sulle etichette Ricordi, Decca, La Voce del Padrone. Ne conservo ancora, insieme all’arredamento del negozio, a dischi e strumenti. Chiudemmo a metà degli anni Ottanta per cambio di attività, aprendo la galleria d’arte Studio di Arti Visive”.

Ricordi della cultura di un passato che ci sembra di sentire sulle note dei giradischi di un tempo e per la personale esperienza avuta fino al 1978 con Radio Castelvecchio, che si riforniva dal negozio di dischi Di Pede. Con la rubrica contenitore ” Castelvecchio flash” mettevamo in palio un buono omaggio per ritirare un disco da Di Pede .

Si doveva indovinare un brano misterioso dopo l’accenno di poche note. Utili per riconoscere il successo della Hit Parade, che ricalcava quella celeberrima di Lelio Luttazzi. Vinceva chi riusciva a telefonare per primo ,sintonizzandosi sui 102 mhz in Fm.

Altri tempi con fare radio tra musica, informazioni, interviste e tante divagazioni goliardiche. Una esperienza durata poco e portata avanti con non poche difficoltà, come altre piccole iniziative nate in quegli anni. Restano i dischi Di Pede, accuratamente puliti – come ci mostra Franco- con un panno antistatico d’epoca. Ricordi…come la celebra etichetta e casa discografica tricolore.