Multisale? Cinema tradizionale?…Macchè d’estate vanno bene le arene, magari poco confortevoli, all’aperto, sotto le stelle e con film di qualità o che hanno avuto poche apparizioni nei circuiti ufficiali.

Una conferma viene dal “Parcomurgiafilm” che a Matera sta proponendo a Jazzo Gattini un interessante cartellone, abbinando nel biglietto la degustazione di un piatto tipico o di un panino, con vino, birra o altri deliziosi passatempi, alla proiezione di una pellicola scelta da Cinergia. E’ un pubblico fedele, abituato a ritrovarsi sotto il cielo stellato e ad attendere il primo ciack di un siglario divertente e accattivante disegnato e ideato da Egghia. Nell’era dell’ergonomia modulare e dell’high fidelity a tutti i costi, assistere alle proiezione su una seduta di spugna sintetica poggiata sulla nuda roccia dell’anfiteatro dello jazzo è una esperienza indimenticabile.

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E poi la prospettiva è impagabile e si vede bene anche nelle prime file, al contrario degli ambienti ovattati delle nuove proposte delle sale di proiezioni. Tutti insieme come una volta, ma all’aria aperta e con la possibilità di scambiare impressioni a caldo, senza disturbare gli altri visto che gli effetti di fonoassorbenza ballerina o di dispersione non esistono. Ci potrebbe scappare una zanzara o il suono di un grillo, ma vuoi mettere le improvvisazioni sonore della ‘’natura’’ con gli effetti booster e surround del digitale spinto?

Saverio Tarasco, che cura la rassegna, monitorando di persona tutti gli aspetti organizzativi, parla di un successo che consente di avvicinare il pubblico al cinema, mettendo insieme titoli interessanti, un contesto da “star carpet” da notte naturale in una estate che offre una opportunità in più ai materani e ai turisti. Il Bue che mangia spighe di grano cinto da  un collare, simile a quello del leone della MetroGoldwyn Mayer, con la dicitura “l’ort, sc’cutt l’ort, p l’ort’’ che tradotto dal dialetto materano in italiano fa “l’arte, solo l’arte, per l’arte” e sottotitolo “Cinema, musica, degustazioni nei migliori jazzi della murgia”. Siamo al muggito sotto le stelle  o quasi… Egghia! E’ il caso di dire…

Il cartellone è cominciato a luglio con “Si alza il vento’’  e conclusione a settembre con ‘’ Tutto puo’ accadere’’ di John Carney. E non sono mancate le sorprese come quella del 14 agosto, con la presenza all’inizio e a conclusione del film del cantautore-cantastorie Franco Caputo, che ha dato un saggio del suo repertorio, spezzando una lancia a favore di esperienze di autogestione e di sale in disuso di proprietà pubbliche e a rischio di trasformazione o demolizione, come il cinema “America’’ di Roma. Ora è uno spazio dove si produce culturale, che aggrega e che ha fatto scoprire un patrimonio comunale di ‘’sale’’ che possono essere recuperate per favorire aggregazioni e coinvolgere cittadini di diverse fasci sociali in attività cinematografiche, teatrali, di arte, danza, formazione, poesia e altro ancora.

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Ma c’è il rischio di dover pagare tasse come quella della Società per gli autori e gli editori. Franco Lomonaco è tra quelli, che a livello locale, sta portando avanti una azione ‘’bloccata’’ in Parlamento in attesa dei regolamenti attuativi. A livello locale, e in rappresentanza del  Movimento “Abbondanza Frugale per Tutti” ha proposto  al pubblico e ai gestori delle location “una firma per sottoscrivere la “Petizione per la semplificazione SIAE“.

Nello specifico si chiede una convenzione tra Società degli autori e degli editori, Regione Basilicata, Fondazione Matera2019 e Comune di Matera in cui si stipula l’accordo a liberare da vincoli e tassazione i “piccoli spettacoli dal vivo” che vengono eseguiti in luoghi al di sotto delle 200 persone. Se andasse in porto sarebbe un bel risultato per lo svolgimento di piccoli spettacoli, oberati da tante spese vive e da introiti che spesso non coprono le uscite.

Anche il mondo del Cinema della Basilicata attende interventi che aiutino ad andare avanti e ad effettuare gli investimenti. A Matera l’esordio del Red Carpet, la prima multisala cittadina localizzata nella isolata area industriale del borgo La Martella, ha destato un iniziale interesse per la varietà dell’offerta e qualche perplessità quanto al “comfort delle prime file’’ nella fruizione degli spettacoli. Senz’altro un investimento, a capitale interamente privato, da seguire con interesse, anche in relazione alla crisi delle tv a pagamento che offrono film on demand e del nolo di dvd.

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Seguiremo allo stesso tempo la eventuale risposta dei cinema cittadini. Il cineteatro Duni, struttura privata, è chiuso da due mesi fatta eccezione per il concerto già in scaletta di Francesco De Gregori. La proprietà aveva denunciato nel corso di una conferenza stampa, in piena campagna elettorale, la difficoltà a sostenere i costi di gestione  e aveva ipotizzato una serie di percorsi per riaprire a breve  e avviare il rilancio della struttura, anche in funzione delle esigenze di Matera capitale europea della cultura per il 2019.

Il Comune ha ascoltato, recepito le proposte dei privati e le parti si rivedranno a settembre per una soluzione, che non lasci la città senza teatro. Ricordiamo infatti che  le stagioni di eventi promosse da Festival Duni, Teatri Uniti di Basilicata, da compagnie locali e da altri soggetti rischiano di non essere attuate senza un contenitore ‘’adeguato’’ che possa ospitarlo. E sì, perché, senza innovazione e comfort l’offerta continuerà a essere penalizzata.

Ma il Comune, ricordiamolo, non esclude di poter favorire la nascita di una struttura moderna e polifunzionale  che possa accogliere varie forme di spettacolo, in rapporto a esigenze diverse delle produzioni e della fruibilità del pubblico. Un progetto che rientra nel discorso più vasto sul recupero e la  rifunzionalizzazione dei contenitori a valenza culturale, per i quali ci sono dal 2013  sette milioni di euro con i Fondi di coesione e sviluppo, a cominciare dal recupero della  Cava del Sole che d’inverno potrebbe ospitare una tensostruttura. Il problema è nella progettazione e nella cantierizzazione delle opere entro giugno 2016. Le attuali condizioni della pianta organica e, in particolare degli uffici tecnici e amministrativi del Comune, lasciano non poche perplessità.

E’ agosto è la programmazione dei film è contrassegnata da bacheche vuote…

Il Piccolo Duni, una sala cittadina gestita da privati che ha investito in comfort, e qualità delle pellicole, riprende dopo la pausa estiva. Chiuso il Duni per i problemi descritti. Chiuso temporaneamente per lavori il Comunale che, con il cineteatro  Kennedy è di proprietà comunale,  affidato alla gestione di privati, si attendono proposte per ridestare interesse verso la settima Musa. Una sfida sui costi, su programmazione e su un sostegno dal pubblico in attesa di un ‘’convincente’’ ciak…

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Matera è città del cinema per le tante produzioni di successo che ne hanno promosso l’immagine, come set naturale nel mondo, ma finora –aldilà di mostre ed eventi, che hanno coinvolto Enti e associazioni- non è riuscita a realizzare un percorso e realtà concrete per consolidare questo legame. Musei, attività formative, teatri di posa, scuole? A Matera capitale europea della cultura troverebbe il luogo di elezione ideale.

Attendiamo progetti e cantieri, anche da parte di privati, italiani e stranieri.