Piano strategico territoriale e poi quello unico? Quando? E la prima sruttura del retroporto lucano, il centro logistico intermodale di Ferrandina, vera e concreta struttura di riferimento per il porto di Taranto? E la uniformità di tariffe, credito di imposte che dovranno costituire l’appeal di attrazione per gli imprenditori? Risposte appese tra Puglia e Basilicata per la Zes, mentre altre realtà italiane sono avanti e sono di una chiarezza esemplare, come ha già fatto la Campania con l’approvazione nell’aprile scorso del piano strategico della ZES … Torre Annunziata-Castellammare, Marigliano-Nola, Pomigliano, Salerno. E così quando si scende nel merito di quello che chiede la normativa sulla Zona economica speciale Taranto-retroporto Basilicata a realtà aumentata…con una perimetrazione a macchia di Leopardo, per non scontentare nessuno o quasi, e allora i nodi vengono al pettine. Come è emerso con estremo senso di concretezza nel corso dell’incontro promosso dal Comitato zes Lucana 2017 , presso l’infopoint della Zfu Matera, con il segretario generale dell’autorità portuale di Taranto, Fulvio Di Blasio, per discutere dello stato dell’arte e dare un altro contributo per accelerare i lavori di redazione del Piano Strategico. Un incontro proficuo senza peli sulla lingua con gli apporti dell’on Ludovico Vico, sempre pronto a riannodare i fili di una tela con pochi tessitori, e di Pierluigi Diso coordinatore del comitato che tira dritto con iniziative e proposte di stretta attualità visto l’apporto che ieri hanno dato un apporto di idee e di operatività, tra gli altri, Carlo Chiurazzi, presidente del Consorzio per lo sviluppo industriale, Francesco De Giacomo presidente della Provincia, Nicola Pavese presidente dell’Associazione Matera, il presidente della commissione comunale al turismo e attività produttive Gaspare L’Episcopia, l’on Maria Antezza che con il collega Vico ha sostenuto le fase attuative delle Zes, Giampiero De Meo esperto del Comtitato Zes Lucana 2017 lungo la rotta Matera-Taranto, Vincenzo Malfa direttore di Altrassociazione, Eustachio Nicoletti segretario della Cgil da e il sindaco di Ferrandina Gennaro Martoccia che non ha nascosto la sua delusione su come stanno andando le cose in Basilicata. Ed è stato proprio il sindaco del Comune della Valbasento, che ha subito un vistoso calo di funzioni e di identità territoriale con la crisi dell’area industriale.” Siamo davanti a un fallimento-ha detto Martoccia- non si può trasformare un progetto come quello della Zes,partito con determinate indicazioni, dove tenere dentro tutto e tutti. Occorre essere concreti e partire dalle cose da fare. L’area di Ferrandina e il comprensorio di riferimento sono retroporto naturale e immeditato per il porto di Taranto. Il progetto per il sistema logistico intermodale è ancora lì…mentre la politica è avviluppata in un personalismo regionalistico che nuoce alla Basilicata. E io sono un sindaco del Pd…”. Parole che hanno scosso l’uditorio, per la presenza di iscritti e rappresentanti istituzionali del partito renziano e pittelliano, per i riferimenti al clima di campagna elettorale perenne e all’assenza di concretezza nel dare una svolta all’economia locale. Ci ha pensato il presidente della Provincia Francesco De Giacomo a cercare di dare una risposta alla questione del centro intermodale, nella consapevolezza che spetta alla Regione e al presidente della giunta regionale Marcello Pittella, farlo ma con atti concreti e quando si supererà la fase della gestione provvisoria del bilancio. ” Capisco lo sfogo del sindaco Martoccia- ha detto De Giacomo. La Provincia in passato, con l’accordo stottoscritto con l’autorità portuale di Taranto, ha anticipato la Zes per inserire l’area logistica di Ferrandina e dar vita alla piattaforma agroalimentare. Un progetto da 60 milioni di euro. Un investimento corposo che puo’ coinvolgere i privati ma con una sponda di fondi pubblici. La Regione sta cercando di ridimensionare quell’investimento in modo da concretizzarlo”. Quando e come non lo sappiamo. Il sindaco di Ferrandina ha continuato a scuotere la testa ed è come San Tommaso, e fa bene, e non crede se non vede su tutta una serie di progetti che riguardano il suo Comune e la Valbasento. Atrettanto concreto il presidente del Consorzio per lo sviluppo industriale Carlo Chiurazzi che ha parlato di oggettivi ritardi sulla Zes, ricordando tutte le potenzialità e le funzioni delle aree industriali, che devono fare i conti con le scelte risultate poi onerose del passato quando ne sono state realizzate tante e ovunque,senza dimenticare i p.i.p comunali per gran parte improduttivi e in abbandono. Periodi di vacche grasse e da campagna elettorale diffusa; un clichet riprodotto all’infinito e senza creare un minimo di appeal per gli investitori nonostante risorse e utylites da offrire a prezzi di repubbliche baltiche. Ma il contesto è diverso e senza cultura di impresa non andiamo da nessuna parte. Certo è come ha ricordato il presidente della commissione comunale, turismo e attività produttive, Gaspare L’Episcopia Matera è al centro delle province di Taranto e Bari e la Zes è una opportunità da concretizzare. Ma occorre fare i conti con una perimetrazione che spazia da Ferrandina a Gualdo di Lauria, al Senisese alla Valle del Melandro al Melfese con una coperta troppo corta e che convince poco sulla possibilità di tenere dentro tutto e tutti. E su questo e altri aspetti contraddittori è intervenuto come un rullo compressore il segretario della Cgil, Eustachio Nicoletti, reduce dal recente ”J’accuse” su Lavoro, cultura e legalità sul programma Matera 2019. ” La frammentazione proposta e disegnata per la Zes- ha detto Nicoletti- depotenzia tutto forse per lasciare le cose come stanno per non scontentare nessuno, alla luce di una politica di sviluppo economico che non esiste in Basilicata e nel resto del Paese come hanno voluto i governi che si sono succeduti finora. A bene vedere solo la Sata, con la realtà e i numeri che ha potrebbe dialogare con le condizioni dovute con il porto di Taranto per la Zes. Ma Viggiano, per esempio, con i suoi sette ettari dove va? Petrolio? Ma quel sistema è autonomo. E poi le Zes funzionano se si riducono i costi della spesa dii commercializzazione dei prodotti. Si continua poi, non far nulla per il piano di sviluppo delle Zes che è altro dalla zona economica speciale:la norma è chiarissima. La verità è un’attra è che da noi siamo sempre in un clima da campagna elettorale, che rinvia decisioni per non perdere quel poco di consenso che è rimasto e la Basilcata va a picco. E questo è un atteggiamento irresponsabile”. A rincarare la dose sugli aspetti logistici dell’area retroportuale della Zes con Taranto ci ha pensato Nicola Pavese, presente con alcuni componenti dell’Associazione ”Matera-Ferrovia nazionale”. Ha parlato di opere come centro intermodale e piattaforma logistica che da sole, se finanziate e attuate, valgono il retroporto di Taranto, della bretella che Trenitalia costruirà alla stazione Ferrandina-Matera proprio per il settore merci e sulla necessità di attivarsi per favorire il prolungamento della Ferrandina Matera fino a Gioia del Colle -Taranto, consolidando le potenzialità dell’asse ferroviario che da Metaponto giunge fino a Salerno. “Senza dimenticare -ha aggiunto Pavese con veemenza-che occorre incalzare la Regione affinchè stanzi 1 milione di euro per riqualificare la stazione di Ferrandina Matera, per superare tutte le pecche procurate dagli allagamenti. Trenitalia il progetto ce l’ha e va solo finanziato”. C’è un problema ed è di esercizio finanziario provvisorio . Per stanziare quei fondi la Regione deve superare i limiti di questa fase, altrimenti si resta al palo. Tutto chiaro sulla Zes l’on. Ludovico Vico, che vedremmo positivamente alla presidenza della Zes Taranto- Basilicata per la competenza e la pacatezza nel tirare fuori priorità e concretezza, ha ricordato come proprio la piatta forma logistica e il centro intermodale siano le strutture prioritarie da attivare, insieme al piano strategico, alla uniformità di tariffe e dei ‘vantaggi’ anche normativi da mettere in campo per accrescere la competitività della Zes interregionale. ” Ma occorre darsi da fare -ha detto Vico- Basilicata e Puglia devono incontrarsi, perchè il tempo passa e le occasioni per rendere appettibili le nostre aree rispetto ad altre rischiano di sfumare”. Un coordinamento con altre regioni del Mezzogiorno, come ha proposto l’on. Maria Antezza? Interessante. Ma occorre dimostrare sul campo che Basilicata e Puglia ci sono. E Pierluigi Diso prima, ricordando cosa ha fatto in maniera autonoma e propositiva il Comitato Zes Lucana 2017, e il segretario generale dell’Autorità Portuale di Taranto, Fulvio di Blasio, in vari interventi articolati hanno messo a fuoco le fortune ma anche la serietà e la capacità imprenditoriale di altre realtà di forte aggregazione e innovazione. ” Stiamo lavorando -ha detto Di Blasio- all’implementazione di funzioni che possano portare valore aggiunto al progetto. Tra queste sono lo sportello unico amministrativo, all’innovazione con gli acceleratori di impresa su temi logistici, servizi e attività portuali come è stato fatto adi Rotterdam. Ma ci sono altri fattori sui quali lavorare come ho avuto modo di constatare in Polonia o in Lettonia dove sono state create le condizioni ideali per attrarre investimenti, che vanno dal business alla finanza, dall’università alla ricerca all’innovazione, dalle infrastrutture anche immateriali ai costi dei servizi e queste sono le condizioni per attrarre investimenti. Poi tocca alle imprese presentare un proprio piano industriale e questo caratterizza e dà continuità alle Zes e alle loro specificità. Taranto e il retroporto Basilicata possono svolgere un ruolo interessante in questa direzione, ma occorre essere concreti e tirare fuori i piani strategici”. E ritorniamo al nodo principale. Ai presidenti delle Regioni Marcello Pittella e MIchele Emiliano va l’invito a darsi una mossa. Di tempo e di energie (nessun riferimento ad altra tipologia di zone speciali) se ne è perso tanto. Si facciano concreti passi avanti. Sarebbe paradossale se da qui a sei mesi fossimo a cantare per le Zes , parafrasando il ritornello della canzone di Moro e Meta… ” Non ci avete fatto niente, non vi dobbiamo niente perchè non abbiamo fatto niente”