A volte i lavori di ristrutturazione di un edificio, in questo caso, della centrale via del Corso, a Matera, riservano gradite sorprese e per gli appassionati di storia locale e di curiosità è una occasione per guardare al passato. E così al civico n.57,accanto a un noto bar esclusivo, dove per tanti anni c’è stato un negozio di abbigliamento,la rimozione di una vetrina a cassonetto che incorniciava l’intera facciata ha riportato alla luce la scritta ” w la monarchia” e forse altro a ridosso dell’architrave, che un tempo doveva essere di altre dimensioni. Una parola di colore nero, ormai quasi scolorita, scritta con il pennello che di certo risale all’ immediato dopoguerra, probabilmente riferita al 2 giugno 1946 quando l’Italia venne chiamata a esprimersi nel referendum costituzionale per la Monarchia e la Repubblica. A Matera, per la cronaca, vinse l’elettorato fedele alla real casa ”Savoia” con 7067 voti rispetto ai 5789 della Repubblica. Su scala nazionale,la Nazione si orientò verso la Repubblica co 12.717.923 voti contro i 10.719.923 voti. Seguirono polemiche, ricorsi, e Umberto l’ultimo re d’italia finì in esilio a Oporto (Portogallo). Il resto, con il rientro dei reali è storia d’oggi e il principe Emanuele Filiberto con la consorte Clotilde venne in visita privata a Matera il 25 novembre 2005 e il 26 a Montescaglioso per la nascita di un Centro di ricerca medica e di cultura del Mediterraneo. Una scia monarchica che appartiene alla storia cittadina, con piazze e strade del centro a ridosso di via del Corso, dedicate a re Umberto,Vittorio Emanuele II a via regina Margherita,dove e’ ricomparsa la scrittà Caffè Elena, tralasciando le dizioni fasciste dedicate all’Impero come ha testimoniato fino a quasi 30 anni fa, prima del cambio di denominazione in cinema Comunale. E poi l’ubicazione delle sedi, a ridosso dei circoli dei galantuomini, della reggenza monarchica e dei movimenti per la monarchia, tra piazza del Sedile e via La Vista, e poi del Pdium (partito democratico di unità monarchica) poi confluito con alcuni candidati nel Msi. Ricordiamo l’ultimo erede di quella antica tradizione monarchica, insieme ad alcuni professionisti cittadini, che in più occasioni si recò da Matera a Oporto a rendere omaggio al Re di maggio, quell’avvocato Crapulli che ho conosciuto e che a Marina di Ginosa (Taranto) aprì un Lido dedicandolo ai “Savoia”. Ci fermiamo qui. La scritta è stata l’occasione per aprire una vecchia pagina in bianco e nero sulle note della marcia reale ” W il Re” e alla visita ufficiale del sovrano Vittorio Emanuele III effettuata a Matera il 13 maggio 1926 per inaugurare il Monumento ai Caduti. Lo accompagnarono il conte di Misurata Giuseppe Volpi, ministro delle Finanze,e l’on montese Francesco D’Alessio.Nella stessa giornata venne posata la prima pietra per la ”Scuola dell’Avviamento” in via Lucana. L’anno dopo Matera venne elevata al ruolo di Provincia. Dopo 90 anni nessuno, a livello istituzionale, ha ricordato quell’evento.Provincia in ”diminutio” tra deleghe e risorse dimezzate dopo il fallimento(inevitabile) del referendum costituzionale del 4 novembre 2016. I protagonisti di quello sfascio, però, non hanno mollato l’osso mai domi per i dissesti che intendono continuare a creare. Quasi quasi un altro referendum per mandarli a casa ci starebbe…