” …Signori. Buon giorno…volete visitare i Sassi?…Se siete interessati a breve sta per partire una visita guidata e se vi occorre dove dormire, pranzare, fare acquisti o ogni altra utile informazione per il vostro soggiorno a Matera dite pure...”

E’ in sintesi il fuoco di fila che guide o promoter della filiera ufficiosa, a giudicare da cartellini di riconoscimento (senza foto) poco leggibili o con loghi e diciture legati in qualche modo alla città della cultura, rivolgono alle comitive di turisti che giungono in città raggiungendo i punti più frequentati del centro.

Tanta disponibilità va apprezzata e del resto l’accoglienza è un buon biglietto da visita per gli ospiti, ma qualche perplessità ce l’abbiamo a sentire le osservazioni di alcuni visitatori, che hanno trovato da ridire sulle modalità di applicazione delle tariffe e del rilascio di una ricevuta o di uno scontrino fiscale.

Ci ha avvicinato una giovane guida – dice Maurizio di Milano- dimostratasi subito disponibile a farci visitare i Sassi. Gli abbiamo chiesto quanto costa per cinque persone, dei quali due minori, e la durata della visita perché eravamo di passaggio. Per un paio d’ore ci ha chiesto 20 euro a testa e per i ragazzi 12. Ci ha dato l’appuntamento dopo mezz’ora ed eravamo insieme a un’altra piccola comitiva di italiani. Siam partiti. Città bellissima, qualche problema nel scendere sulle chianche delle scalinate, sopratutto per mia moglie, abbiamo visto una abitazione tradizionale, per le chiese rupestri si paga a parte, abbiamo acquistato dei souvenir e poi siamo tornati al Piano. Qui abbiamo preso un caffè e con l’occasione abbiamo pagato la nostra guida, ma chiedendo una ricevuta, uno scontrino, come si fa per l’accesso e la fruizione di tutti i servizi. E qui l’amico è rimasto un po’ in difficoltà, invitandoci a lasciar perdere cercando di sviare il discorso sul tema che la visita era andata bene e che la ricevuta era un dettaglio. Sono un impiegato e le tasse le pago, anzi il fisco controlla quello che faccio fino all’ultimo centesimo di euro e che , pertanto, tutti dobbiamo pagare le tasse… e che è una questione di legalità. La guida, forse un po’ sorpresa dalla richiesta, alla fine ci ha detto di attendere qualche minuto. Abbiamo atteso invano. Del resto si trattava di meno di 80 euro...”

Un caso limite? Di certo la città non ci ha fatto una bella figura. Cosa farà Maurizio, che ha trascorso la giornata di sabato 20 nella città dei Sassi prima di raggiungere Castellana Grotte ( Bari) e poi il Salento ? Forse lascerà perdere o posterà qualcosa sui social, si rivolgerà alle associazioni dei consumatori o scriverà al Sindaco (visto che l’assessore al Turismo non c’è) denunciando la cosa e chiedendo che si facciano controlli con la Polizia Municipale sui servizi di accoglienza. Ma potrebbe fare il mea culpa all’insegna del ”che mi serva di lezione” e per il futuro sarà meglio rivolgersi alla professionalità delle guide ufficiali, contattando siti internet e consultando le tariffe per prestazioni in italiano e lingua straniere, per piccoli gruppi o comitive.

Il mercato è libero – ci dice Giovanni Ricciardi, guida turistica autorizzata –fermo restando che ci si accorda su durata, itinerari, numero di partecipanti e altri dettagli che possono venire dal committente. I professionisti, le guide autorizzate sono tenute agli adempimenti amministrativi e fiscali e questo a garanzia del turista. Del resto nei mesi scorsi la Guardia di Finanza ha effettuato controlli a operatori turistici e guide. L’Associazione nazionale delle Guide turisti che ha stabilito uno standard qualitativo per i servizi di guida, che deve durata di almeno tre ore e poi deve essere fatto per un numero superiore di 50 persone”.

E ritorniamo alle problematiche su abusivismo, figure ibride di una offerta che ha ancora dei punti neri o a nero… quando si parla di evasione fiscale. Ai turisti va l’invito a rivolgersi a società e professionisti che rispettano le regole, agli enti locali e alle autorità ispettive, ai diversi livelli, a monitorare il fenomeno mettendo le mani nelle tasche dei furbi. E questo a tutela di quanto come l’impiegato Maurizio di Milano, delle professionalità e delle aziende che le tasse le pagano fino all’ultimo centesimo di euro.

Matera, in vista del 2019, da quanto leggiamo nelle note di rappresentanti istituzionali, di authority e garanti di vari settori, è sotto osservazione…Attendiamo riscontri.