Quante volte ci hanno ripetuto dall’Amministrazione comunale che in piazza Vittorio Veneto, il salotto buono di Matera, non ci deve essere ”tutto e il contrario di tutto”, ma che occorre regolamentare e selezionare eventi, spettacoli, presenze e attività di vario tipo…visto che dovremmo mantenere la fruibilità degli spazi, dei monumenti e le condizioni di ”vivibilità e accessibilità urbana”, che hanno costituito uno dei fattori di successo della candidatura a capitale europea della cultura per il 2019?

E invece siamo alle solite, dopo la levata di scudi sul megapalco della diretta del 31 dicembre scorso di Raiuno ” L’anno che verrà”, che ha ostruito l’accesso al centro per alcuni giorni. Fu un successo, ma le perplessità rimasero, tacitate dal fatto che si trattava come lo è stato di un evento promozionale ad alto valore aggiunto. La storia si è ripetuta con il palco (di dimensioni ridotte) per la festa degli studenti con un concerto durato tutta la giornata, salvo una pausa pomeridiana, e al quale hanno assistito alcune centinaia di giovani .

Questi ultimi hanno tutto il diritto di proporre , di divertirsi e di coinvolgere la città, ma ci si chiede perchè proprio in centro dove al sabato cittadini e turisti sono soliti passeggiare per incontrarsi, visitare qualcosa, ma senza dover alzar la voce a causa dei megawatt diffusi fino a tardi? La città ha tante piazze e luoghi pericentrali e periferici adatti allo scopo, che potrebbero ospitare vari tipi di eventi. Piazza Matteotti, Piazza Cesare Firrao, il ”boschetto” di via Lucana ma anche i quartieri di Agna, Serra Venerdi,Lanera, piazza degli Olmi, i borghi sono spesso esclusi dalla animazione territoriale e poi i giovani sarebbero benvenuti.

C’è anche piazza san Giovanni ma questo sabato era in programma un balletto di Artedanza, tant’è che si è dovuta rinviare ad altra data la replica dell’Elisir d’amore di Donizetti. Sovrapposizione di date,dimenticanze o assenza di coordinamento ?Accadde lo scorso anno con il festival Duni, che a causa dei megawatt provenienti da concerto in piazza fu costretto ad annullare un evento di musica classica.

Cosi non va. Evitiamo paradossi e incongruenze. In tanti mi hanno chiesto e si sono chiesti perchè una festa concerto non stop trovi spazio in piazza Vittorio Veneto, mentre il silenzioso mercatino delle ”cose del passato”- da alcuni mesi- sia stato relegato in due tronconi tra piazza Matteotti e il cortile antistante il palazzo di città. Decoro, inopportunità o altro ?

Ma allora perché buttare bambino, bacinella e acqua sporca? Scelte che dovrebbero essere supportate dal beneficio della chiarezza, ma si va avanti comunque e il salotto buono ospita di tutto. Così non va. Città della cultura o dell’incultura che sceglie da caso a caso. Se Piazza Vittorio Veneto è ”zona franca” lo si dica e affittiamola, per fare cassa, come spazio espositivo per esporre veicoli o per ospitare le corse di dromedari del sultanato di Abbarabbis. Basta stendere uno strato di sabbia e il gioco è fatto.

E allora, caro Sindaco, tiri fuori accanto all’ordinanza sugli olezzi da cucina, al pugno d’oro contro i venditori abusivi in centro, un regolamento per tutelare l’integrità del salotto buono della città e assicurare la tranquilla fruizione di cittadini e turisti. Accanto a questa ricordiamo quella sul decoro procurato dalle deiezioni canine e dalla pericolosità di cani di grossa taglia ma senza museruola condotti con spavalderia da proprietari esibizionisti, certi dell’impunità. E’questione di immagine, coerenza e cultura dell’accoglienza.