Come la volti e come la giri la vicenda della dipartita di quello che avrebbe dovuto essere il Carnevale di Matera 2018 rispecchia in pieno il clima quaresimale, che ha portato alla sua sepoltura anticipata. Saverio Pepe, tra gli animatori con Sergio Palomba e altri delle matinate,  al termine della trasmissione promossa da Trm in Mediateca, per spiegare cosa si intendeva fare fino ai tentativi del Comune di salvare capra e cavoli, ha tirato fuori una proposta sensata che condividiamo, per bruciare la vicenda e tutte le polemiche che l’hanno accompagnato. Un ”carnevalone” da dare alle fiamme in piazza- attendiamo ordinanza del Sindaco-per far risorgere dalle ceneri un evento che aveva entusiasmato molti cittadini . Per essere  poi bloccato, per motivi finaziari e organizzativi, dopo le richieste di chiarimenti e le opposizioni avanzate dal segretario cittadino del Pd Cosimo Muscaridola. In cenere anche il prospetto delle spese, dei possibili introiti pubblici e privati per far decollare un evento che è stato tirato fuori dal 10-12 gennaio dopo un tentativo avviato alla fine del 2017 di vedere in che maniera la Fondazione e per certi versi Regione e Apt potessero  finanziare l’iniziativa. Il comitato tecnico, composto da associazioni di categoria e con l’apporto dell’emittente Trm, ha tirato fuori il programma e cominciato a promuovere la cosa con matinate, dirette video, il coinvolgimento di scuole, associazioni per l’animazione delle piazzette, l’allestimento dello studio in mediateca ispirato alla fortunata trasmissione tv ”Indietro Tutta” di Renzo Arbore. Un appuntamento, quello del Carnevale, ripescato nella vecchia formula di 20 anni fa che avrebbe animato il grigio periodo di gennaio e febbraio, in città e nei rioni Sassi, e mosso l’economia. Ma non se ne è fatto nulla e non per ”tecnicismi” sulle cifre da investire (circa 300.000 euro) in loco ma a causa di quel consolidato muro di diffidenza e di rancori non ancora sopiti tra le diverse anime del Pd, acuite dal rinvio delle elezioni per il rinnovo della segreteria cittadina, la cui data era stata fissata il 13 e 14 gennaio scorso e aggravato dalla formazione delle liste che hanno interrotto aspirazioni attuali e future: dal parlamento alle regionali al sottobosco degli enti locali alla stessa Fondazione ” Matera-Basilicata 2019” ,sempre più regionalizzata nell’organigramma. Saltata la probabile riconferma alla segreteria  cittadina con le azioni di disturbo ,circa le voci di possibili candidati di nomina renziana-antezziana,si è finito con il ravvivare  il fuoco di una già difficile convivenza nel paludato ”governissimo” cittadino. Una situazione che ha finito con il bloccare ulteriormente l’attività politica dell’Amministrazione e, a ben vedere e sentire, anche quello che potrà venire dalle Politiche. Siamo alla resa dei conti e magari con un piatto da servire , all’insegna del ”chi la fa l’aspetti”, a tre anni dalle comunali che portarono alla sconfitta dell’ex sindaco Salvatore Adduce e alla vittoria di Raffaele De Ruggieri alla guida di una eterogenea coalizione con tanti pezzi del pd, del centrosinistra e di alcune civiche collaterali alle componenti renziane. Vedremo come andrà a finire il 5 marzo e se saremo davvero arrivati alla resa dei conti, con l’apertura dei vasi di marmellata del governissimo chiamato a breve a scegliere il nuovo presidente del consiglio comunale e poi ad approvare il bilancio. Ipotesi aperte, ma il clima non è dei migliori. Il Carnevale, un evento festoso, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso con la conta delle voci di spesa ritenute eccessive o improponibili, come quelle logistiche o divulgative, proposte dal comitato organizzatore. Il ”Niet’ non ha smosso più di tanto la possibilità del sindaco e della giunta, dove siedono altre componenti del Pd, di poter attingere al pozzo di san Patrizio del fondo della ”tassa di soggiorno” che andrebbe regolamentato. Anche se in passato proprio da qui sono stati recuperati fondi per un programma, sia pur ridotto, di altre edizioni  del Carnevale. Trasparenza fino alla noia, comunicazione e programmazione sono i metodi di lavoro da concretizzare nonostante l’annuncio in tempo reale o quasi dell’Amministrazione di dar vita a un Programma di eventi che duri tutto l’anno. Bandi, avvisi? E’ auspicabile, ma anche proposte da presentare e valutare a patto che nel comitato di valutazione ci sia un direttore artistico, altrimenti ricominceranno gli scontati sospetti che una parte della politica fa e sceglie quello che gli pare. Vedremo…La proposta,pertanto, di Saverio Pepe di bruciare Carnevalone alla vigilia del mercoledì delle ceneri e in un clima quaresimale ci sta tutto. Ai piedi della pira gli ”Angeli” ,a cominciare dall’Arcangelo Raffaele, figli e figlie di Maria, gli adepti della Confraternita dei Santi Medici Cosma e Damiano e tutta la eterogenea componente consiliare che naviga a vista sull’Arca delle Elezioni. Il sindaco, l’unico uomo di acciaio della triste compagnia di navigazione consiliare, è solo al timone e non lo molla per tutto il 2019 e oltre. Lo farà – come ha ribadito in più occasioni-  qualora l’equipaggio decida di ammutinarsi. Ma i viveri scarseggiano e nessuno molla  dopo aver accettato le lusinghe, le promesse e i compromessi del porto delle nebbie potentine, che ha le carte di navigazione e le risorse per far campare di accattonaggio la venduta e svenduta Matera. Attizza la pira, Saverio, e avanti con il fuoco purificatore. Matera ha bisogno, con il Carnevale, di risorgere- ma in maniera autonoma- dalle sue ceneri. Dopo il voto, naturalmente e intoniamo un carnascialesco ” Tutti….a casa, tutti a casa…” augurando al comitato di fare scelte imprenditoriali stimolando la città a contribuire al progetto. Nel frattempo carnevale spontaneo, comunque, se vi va, e tour tra i Carnevali di Basilicata o tra quelli consolidati come Putignano. Per Matera sarà per la prossima volta…E lasciate perdere il 2019. Se il Comune di Matera avesse avuto autonomia decisionale lo avrebbe già inserito tra gli eventi di promozione insieme a una stagione di concerti come il Lucca Summer festival. E invece siamo all’imprenditoria di cartone. E’ Quaresima…