Un e mail congiunta da TelecomItalia-Tim, che invita a ridurre i messaggi di posta elettronica e cliccare in basso per salvare quello che è custodito nella remota casella postale, può sembrare una normale comunicazione agli utenti che lascerebbe immaginare- sulle prime- una sistemazione di alcune funzioni del server. Ma non è così e a una lettura più attenta del mittente si scopre che ci sono alcune perplessità da MyTIM e poi Telecom Italia-TIM islm00@isutrecht.nl. Una telefonata al ‘’187’’, una verifica dell’operatore e la conferma che si tratta di una truffa in agguato per carpire password o attivare contatti per altri fini. L’invito a non aprire agli sconosciuti resta tale. Non è il solo. Occhio alle bufale, come quella della nota Ascom sul portachiavi con tanto di microprocessori, regalato da stranieri ( pare romeni), agli automobilisti in transito agli impianti di carburante. Se avete dei dubbi non prendete per oro colato quello che passa per il web e soprattutto dai social lungo le catene di Santantonio (povero Santo di Padova). Una telefonata allunga la vita. La Polizia Postale, per esempio, ha tanta esperienza per mettervi in guardia dagli sconosciuti. Di seguito alcune note che possono aiutarvi ad aprire gli occhi.
QUELLA DI TYM- TELECOMITALIA

Telecom Italia-TIM


Gentile pincopallo@alice.it

Le email sono state collocate in attesa sui nostri server, per evitare di perdere messaggi importanti
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E QUELLA DEL PORTACHIAVI illustrata su un sito web sulle bufale
Comunicato ASCOM (Digitando “Comunicato ASCOM Portachiavi” già si trovano millemila notizie di bufala)
In questi giorni vengono distribuiti dei portachiavi (in che luogo d’Italia?) da agganciare all’interno della vostra auto; le persone ve li offrono gratuitamente presso i parcheggi o i distributori di carburante (e i parcheggiatori/benzinai non hanno nulla da ridire?). Non accettateli…essi contengono un microchip all’interno dei gadget. Questi delinquenti poi vi seguono fino a casa e vengono a conoscenza dei vostri movimenti per effettuare intrusioni e furti (una tecnologia così sofisticata e costosa, la regalano? E se, poi, in casa, non trovano una mazza? Alla faccia che pirlosauri!).
Secondo la polizia (ricercando in google “polizia portachiavi microchip” si trovano ancora notizie di siti di debunking) si tratta di bande di rumeni.
Divulgare, per la sicurezza, anche dei vostri parenti. Fallo girare. (ma perché divulgare tramite facebook quando una simile notizia dovrebbe essere diffusa dai telegiornali, raggiungendo anche chi facebook non lo usa?).
Con un minimo di ricerca e la giusta dose di razionalità, senza alcun problema si sarebbe scoperto che si trattava di una bufala di proporzioni mastodontiche.
Quanto scritto nel messaggio, infatti, è a dir poco ridicolo.
Un portachiavi con tecnologia di geolocalizzazione non costa certo due centesimi e, per produrlo in serie, di soldi ne servono ancora di più, ma poi le metodiche della distribuzione sono ridicole!
Insomma: se io volessi seguire una persona sino a casa senza farmi vedere, non le regalerei certo un portachiavi. Seguendo i più noti film di spionaggio, farei meno fatica ad attaccare questo favoloso strumento all’interno del paraurti, senza dare nell’occhio regalando qualcosa in luoghi pubblici dove potrei dare nell’occhio!
Sarebbe anche più economico: una volta servito al suo scopo, potrei recuperarlo e riutilizzarlo per altri furti, risparmiando denaro.
Una bufala, insomma, in cui molte persone stanno cadendo. Ma tu che mi leggi sarai sicuramente intelligente ed eviterai di diffonderla.
G.E.

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