Ultimi giorni utili per visitare una mostra che ha avuto grande successo,tanto da prorogarne la sua chiusura fino alla metà di ottobre.

E’ l’esposizione delle Madonne lignee della Diocesi di Tricarico, esposte nel Museo diocesano di Tricarico nell’ambito della mostra “Maternità divine” inaugurata lo scorso 11 luglio.

Opere di straordinaria suggestione apprezzate anche a Firenze nell’ambito della mostra “Sculture lignee della Basilicata dal Medioevo al Settecento” che si è tenuta dal 16 dicembre 2017 al 24 marzo 2018, nel Sacrario di Santa Croce, a cura di Elisa Acanfora, docente associato di Storia dell’Arte moderna all’Università degli Studi della Basilicata.

Le Madonne sono quattro capolavori che si trovano due nella chiesa di Armento, raffiguranti la Beata Vergine col Bambino sulle ginocchia (secoli XIII-XIV); una nella chiesa di Calciano “Madonna orante” (secolo XV), proveniente da una bottega veneziana e una a Stigliano, Sant’Anna, la Beata Vergine e il Bambino (secolo XVI). Tale iniziativa, promossa dal direttore del MuDiT, don Nicola Soldo e realizzata in collaborazione con il Curatorium del MuDiT,s’inserisce nell’esposizione permanente delle opere d’arte del territorio. Il Vescovo della Diocesi di Tricarico, monsignor Giovanni Intini, ha sostenuto personalmente l’iniziativa partecipando all’inaugurazione con un suo contributo di meditazioni mariane. Tutte le attività del MuDiT hanno questo obiettivo: creare dialogo, diventare crocevia di scambio e condivisione così da rendere fruibile e corresponsabile il territorio stesso del suo patrimonio. La mostra, collocata nella prima sala del Museo diocesano, ha comportato la realizzazione di un allestimento dedicato:l’idea progettuale dell’architetto Sabrina Lauria, scaturita dal confronto e dal supporto tecnico del restauratore Giuseppe Marinelli, componente della Commissione Beni culturali della Diocesi di Tricarico, ha previsto un “museo nel museo”, una sorta di contenitore/galleria disposto nella parte centrale della sala e realizzato con elementi modulari flessibili, intercambiabili e riutilizzabili. La realizzazione del sistema di allestimento ha avuto la costante collaborazione di Giuseppe Franchino e di Giuseppe Lostrangio, che hanno aiutato a concretizzare al meglio il progetto ideato. La diffusione della devozione alla Vergine Maria nella Diocesi di Tricarico dal Medioevo all’Età moderna, attraverso la dedicazione di chiese e cappelle,come ha sostenuto Carmela Biscaglia,referente scientifico per i beni storici, archivistici e librari della Diocesi di Tricarico, nel suo intervento alla conferenza di inaugurazione della mostra, risale alle origini bizantine della Chiesa tricaricese e ai monaci italo-grechi che diffusero il culto della Gran Madre di Dio, come attesta la più antica titolazione che è quella del monastero della Theotókos del Rifugio (ante 984) in territorio di Tricarico.

Una buona occasione, per chi non lo avesse ancora fatto, per visitare la mostra, potrebbero essere le due giornate d’autunno dedicate al FAI e cioè il 13 e 14 ottobre.

Sarebbe un modo per conoscere, oltre al paesaggio, ai tesori preziosi spesso nascosti, anche l’arte scaturita dalla religiosità e dalla fede di un popolo.

 

La mostra può essere visitata il martedì e il giovedì, dalle 9.00 alle 12.00; il mercoledì e il venerdì, dalle 15.00 alle 17.00; il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00.