Confermiamo il plauso per la marcia su Roma Termini di sindaci, amministratori e parlamentari della Basilicata, una cinquantina rispetto ai 131 che guidano la regione, promossa dal volenteroso e caparbio assessore Aldo Berlinguer, ma avevamo nutrito non pochi dubbi alla vigilia sul come si sarebbe comportata Trenitalia.

Il twitt del presidente del consiglio Matteo Renzi, che dice tutto ma che non fa seguire nulla per colmare le carenze infrastrutturali per Matera 2019, e un paio di annunci fatti dal ministro delle Infrastrutture Graziano del Rio, la dicono tutta su quello che è il metro di valutazione e di concretezza di Trenitalia.Etr 500, nuovi treni per potenziare linee e ridurre i tempi di percorrenza ? Come no, anche per la Basilicata, ma si va al contratto di servizio 2017…e si bussa a cassa: 5 milioni di euro dovrebbero bastare per le novità, ma per il resto si dovranno vedere i conti e i costi che nella nostra regione non sono remunerativi per le ex Ferrovie dello Stato.

Chiediamoci, piuttosto, come mai restiamo la ”cenerentola” della spesa nelle infrastrutture ferroviarie e non solo. Scarso potere contrattuale? E perchè? Lucani brava gente? Ma la nostra storia è fatta anche di reazioni ferme, che hanno sorpreso. Ma il ”mea culpa” passa anche per i silenzi, gli opportunismi, le strategie sbagliate del passato per la stazione sotto casa, mentre la Basilicata passava sotto la gestione di ben tre compartimenti extraregionali,chiudevano via via le piccole stazioni, non si investiva nel materiale ferroviario, si continuava a chiudere gli occhi sulla Matera – Ferrandina ( tuttora incompleta) con tanto di pronunciamenti ufficiali e interessati che a Matera, e a al suo comprensorio, il collegamento alla rete nazionale non serviva.

I nomi dei responsabili sono tutti lì e qualcuno meriterebbe di finire a spalar carbone sulla vecchia locomotiva del convoglio d’epoca delle Fal…il Murgia Express, che ci riporta ai tempi andati. Peccato. Se a Roma ci siamo fatti sentire restano sui binari il rammarico per lo spreco di risorse e di opportunità, e ritorniamo alla Matera-Ferrandina- in direzione Adriatica. che hanno tagliato i binari della crescita alla nostra regione anche in funzione di Matera 2019. Siamo su un binario morto anche per le aziende dell’indotto ferroviario, per quanto hanno rappresentato e rappresentano da Ferrosud, Firema alle officine grandi riparazione di Melfi.

Protestiamo pure: il governo e Trenitalia hanno detto chiaramente cosa non vogliono fare, perchè la Basilicata non fa parte del ”bussiness” aziendale. A meno che non allentiamo i cordoni della borsa, per far viaggiare una utenza, che dal management romano giudicano poco remunerativa.Che San Cristoforo, protettore di ferrovieri e conducenti, alzi le croci di Sant’ Andrea ai passaggi a livello che portano in Basilicata. Chissà che il Pendolino non capiti da queste parti, come le ”LIttorine” della Breda. Ma quelli erano altri tempi…

Signori, in carrozza: da Potenza inferiore a Roma in tre ore o poco più, salvo ritardi. Ma l’assessore non molla e promette battaglia, come riporta la dichiarazione che segue.

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Berlinguer: è solo l’inizio. Non tolleriamo più questo isolamento insopportabile

Siamo partiti alle 8,38 da Metaponto -afferma in una dichiarazione l’assessore assessore ai Trasporti della Regione Basilicata Aldo Berlinguer- poi Ferrandina, Grassano;  alle dieci da Potenza, poi da Bella-Muro. Siamo giunti a Roma alle 14,34.Ore e ore di viaggio con l’intercity, vale a dire il treno più rapido messo a disposizione da Trenitalia per collegare tre regioni del Mezzogiorno con la Capitale. Un tempo infinito, non quello che si impiega nell’Italia di serie A. A noi non sono consentiti confort e velocità che possiamo solo immaginare, mentre oggi la tratta Mi-Roma si percorre in meno di 3 ore. Non è più tollerabile questo stato di cose, non è tollerabile l’indifferenza rispetto a tale problematica, senza collegamenti  adeguati non c’è futuro per i territori. Oggi si può e si deve fare rapidamente, si può avere da subito materiale rotabile cioè treni adeguati e collegare in tempi civili la Basilicata al resto d’Italia. Certo servono anche interventi infrastrutturali che abbiamo richiesto al ministero delle infrastrutture. Ma ora vogliamo subito gli ETR disponibili, peraltro dismessi dalla tratta principale e spostati su altre linee, e vogliamo più corse. Nel 1998 da e per Roma avevamo 14 treni, oggi solo 4. È assurdo sapere che tale materiale rotabile resosi disponibile Trenitalia vuole si utilizzarlo ma come sempre in altre zone d’Italia. In un Paese civile ciò non accade.. non sarebbe consentito. La manifestazione di oggi, opportunamente voluta dall’assessore Berlinguer e dall’Anci Basilicata, che ha visto la presenza di oltre 50 Sindaci con il presidente Adduce,  del consigliere regionale Santarsiero, cui si è aggiunto il Senatore Margiotta , non può restare un episodio isolato o sterile protesta. È un punto di partenza per un cammino irreversibile. Il Ministro Delrio sta facendo la sua parte. Ma i vertici di Trenitalia si sono rifiutati di incontrare la nostra delegazione. Fingono di non sentirci. Auspichiamo che nelle prossime ore Trenitalia capisca che cosi non si puo andare avanti e provveda a dare risposte alla Basilicata.” Speriamo. Ma la ”Voce delle ferrovie abbandonate” pare voler rinviare tutto al Patto per il Sud, per la Basilicata e via elencando. Quando, come, con quali risorse? C’è una programmazione che arriva fino al 2018 in tempo per le elezioni e alla vigilia di Matera 2019. E poi arriva con il convoglio preferito del ” si vedrà’‘.

Se non ci credete scendete dal treno delle promesse e passate su quello dei desideri, come riporta una nota canzone di Adriano Celentano.
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