Avete da lavorare e da scrivere questi giorni…dopo la pentola scoperchiata da Sanitopoli” , con le 30 misure restrittive disposte dalla Procura del Tribunale di Matera nell’inchiesta ”Suggello” condotta dalla Guardia di Finanza, che hanno coinvolto tra gli altri il presidente della giunta regionale Marcello Pittella, il commissario della Asm Pietro Quinto e quello della Asp Giovanni Chiarelli.

Un commento ricorrente misto a preoccupazione, un pizzico di giustizialismo e tanta voglia di sapere come andrà a finire. E sotto questo aspetto ne abbiamo sentite di tutti i toni. ”Finirà in una bolla di sapone…giustizia a orologeria” tra i pessimisti e quelli che si erano già preparati per la campagna elettorale, con un buon numero di liste civiche per suppportare la rielezione del governatore di Basilicata, con tutta una serie di calcoli, proiezioni, alleanze, recuperi di personaggi trasversali pur di far numero e consenso.

Un dato è certo ed è quello che l’inchiesta c’è, supportata da intercettazioni, audio e video, durate un anno e mezzo sino alla ‘soffiata’ come scrive il Gip Angela Rosa Nettis nel ”provvedimento”, che ha indotto alcuni degli indagati a maggio 2017 a cambiare repentinamente rotta nei comportamenti. Ma è servito a poco.

La ricostruzione dei tanti episodi di aggiustamento dei concorsi, fino a falsare punteggi per quelli indicati nella lista verde, distruggere verbali, annunciare tracce, avanzare richieste di raccomandazioni o segnalazioni ( un tema da prendere con le pinze perchè non è reato), compensare favori con un potere alimentato dal potere per il potere, da soddisfare a ogni costo, hanno coinvolto nelle intercettazioni nomi importanti delle Istituzioni.

Precisiamo che non sono indagati. Ma il segretario nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore, in una nota – che pubblichiamo più avanti- ha chiesto la rimozione del Questore di Matera Paolo Sirna, il cui nome emergerebbe dall’inchiesta. Non è il solo, insieme a funzionari dello Stato, sacerdoti, vescovi dall’identità non meglio precisata, parlamentari in carica come Salvatore Margiotta ed ex Filippo Bubbico, Guido Viceconte, imprenditori e via elencando -come riportano le cronache- custoditi nelle oltre 400 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare. Ma aldilà della richiesta di legalità e del rispetto per le persone indagate, tutte innocenti fino alle fasi finali di giudizio e nella piena considerazione che i processi si tengono nelle aule del Palazzo di Giustizia, abbiamo riscontrato un diffuso sentire che le ”perplessità” sui concorsi erano cosa risaputa.

E molti auspicano che il Procuratore Argentino, il sostituto procuratore della Repubblica Salvatore Colella, il gip Angela Rosa Nettis e il Comando della Guardia di Finanza, continuino a scavare negli anni….citando le polemiche sui concorsi per autisti del 118, per operatori dei servizi sanitari, disabili e tecnici assunti alla Asm, una buona parte di Potenza e provincia, e poi trasferiti nel capoluogo di regione o in altri distretti e aziende sanitarie.

Un elenco articolato, che indica la filiera delle strutture del servizio sanitario regionale- prossimo a un ulteriore disegno e percorso accentratore- che individua a Matera la sede della Asl di Basilicata .

Se ne sarebbe parlato dopo le elezioni amministrative per le regionali e con tanto di designazione naturale sul campo. Ma ora i disegni sono destinati a cambiare e la ricerca del consenso, legata a scambi di favori o di promesse, non regge, salvo i cultori dell’ottimismo a tutti i costi e i maneggioni della politica, pronti a sgusciare con tanta ipocrisia e opportunismo da una parte all’altra nella pentola dell’affarismo.

L’affaire ”Matera 2019” è tra questi e la visita dei ministri per il Sud Barbara Lezzi e ai Beni culturali e turismo Alberto Bonisoli hanno messo in luce ritardi, responsabilità, inefficienze, nascosti dall’assenza di trasparenza e da quella coltre di interessi trasversali che ha portato agli attuali risultati. E che il clima sia cambiato, aldilà delle esortazioni a lavorare bene per i prossimi cinque mesi, lo abbiamo riscontrato dai volti tirati e corrucciati dei tanti rappresentanti istituzionali che hanno ascoltato in silenzio le accuse di inefficienza, di precise responsabilità (ma senza indicare nomi e cognomi) sui ritardi nella esecuzione delle opere pubbliche.

Preoccupazione diffusa, tra quanti sono abituati alla politica delle mani libere e agli affari di bottega concordati al bar per esempio, tanto da vedere nella sala del Tribunale, per la conferenza stampa, persone venute lì per ascoltare. Certo è che la città e la Basilicata, dal 5 al 6 luglio, e su questioni diverse, hanno offerto in ”negativo” una immagine con tante ombre su quello che chiamiamo da sempre ”familismo immorale”.

Del resto da scontrinopoli, al petrolgate a ricorrenti puntate, all’usura dei colletti bianchi che attraversa trasversalmente la regione, alla vicenda del consorzio trasporti ad altre questioni che continuano ad ammorbare l’aria e la politica della Basilicata, confermano che ”L’aria ha da cagnà” come ripete una nota canzone del compianto Pino Daniele.

Ma non abbiamo assistito ad alcun ”mea culpa” anzi. Con i soliti noti al loro posto come se nulla fosse accaduto, per esempio, dopo il voto del 4 marzo 2018.

Guardate il Comune di Matera. Da tre mesi si attende la nuova giunta o il ricambio degli assessori dopo le dimissioni di Adriana Poli Bortone (Matera si Muove) e Michele Casino ( Forza Italia). Si aspettano i soliti equilibri, che riguardano gli equilibri delle correnti in casa Pd. Che si aspettano le regionali o la festa della Crapiata al borgo La Martella?

Nel frattempo si avanti con gli effetti dell’inchiesta ”Suggello” sulla sanitopoli territoriale. All’inizio della prossima settimana, probabilmente martedì cominceranno gli interrogatori di garanzia per il direttore della Asm, Pietro Quinto, e del direttore amministrativo Maria Benedetto. Poi toccherà agli indagati ai domiciliari a cominciare dal presidente della giunta regionale, Marcello Pittella -dimissionario nella carica e sostituto dall’assessore alla Sanità Flavia Franconi- e via via tutti gli altri.

E c’è attesa per le nomine che la giunta regionale farà per i nuovi commissionari alla Asm e alla Asp. Già le nomine. Occorre fare i concorsi. Probabilmente li farà il prossimo governo regionale.

Ma alla vigilia della campagna elettorale occorrerà procedere alle nomine nei diversi enti subregionali, alcuni dei quali diventati di fatto come la Fondazione per Matera 2019. Servono discontinuità e garanzie di legalità, mettendo da parte comparizi, comarizi, carriere promesse dai curriculum fallianti, promesse e circoli viziosi di ricatti tra tante facce ipocrite immortalate in tv o nelle passerelle dell’eventificio stagionale di feste, sagre e premi stagionali .

FIORE (FN): “IL QUESTORE DI MATERA VA RIMOSSO”

Il terremoto giudiziario che ha colpito la Basilicata è devastante per le sue ramificazioni nel tempo e nello spazio”, ha dichiarato questa mattina Roberto Fiore, Segretario nazionale di Forza Nuova, alludendo al fatto che le indagini in Lucania stanno coinvolgendo il Pd a livello nazionale, risalendo ad una mala gestione consolidata negli anni.
“I fatti nuovi che via via emergono non solo toccano il PD nazionale – aggiunge Fiore – ma anche uomini che avrebbero dovuto servire lo Stato a prescindere dalla politica; a questo proposito chiedo al Ministro degli Interni la rimozione immediata del Questore di Matera, Paolo Sima, il cui nome emerge nell’ inchiesta”.
I recenti scandali di Benevento, Fondi e, appunto, della Lucania dimostrano – secondo il Segretario di Forza Nuova- che “negli affari di corruzione è sempre presente anche qualche traditore dello Stato”.