“Giù le mani dalla Biblioteca!” e “Senza teatro non si sogna il Duni chiuso è una vergogna” , due scritte ostentate sugli striscioni della manifestazione studentesca promossa dagli studenti delle medie superiori di Matera e di ” Studenti 21” che hanno denunciato, ancora una volta, quali siano le occasioni mancate finora di ” Matera capitale europea della cultura 2019”, perchè parte della vera identità cittadina, messa da parte per assenza di coraggio, chiarezza e subdoli movimenti dei maneggioni della politica che lavorano sui tavoli dell’opportunismo per fare altro. Bravi ragazzi per la chiarezza, colorita, rumorosa e senza mezze misure finchè si vuole, ma che ha affermato con chiarezza come due realtà del patrimonio culturale di Matera vanno valorizzate con la piena operatività, aldilà dei fumi, dei sogni speculativi che adombrano la capitale europea della cultura per il 2019. La manifestazione degli studenti medi superiori e dell’associazione ”Studenti 21″, preceduta da un ”bully” wolkswagen che diffondeva musica, è servita a dare un scossone al torpore di un sabato freddo, che ha avuto il suo momento più alto nell’assemblea all’aperto (chiamiamola cosiì) in via Roma all’altezza della Biblioteca e del Teatro Duni, evidenziata da interventi e slogan per rivitalizzare le due istituzioni culturali. Un segnale forte di appartenenza, identitaria, che amministratori locali e istituzioni locali devono tenere in grande considerazione. C’erano alcuni consiglieri comunali, come Paolo Manicone e Antonio Sansone firmatari nei mesi scorsi di un ordine del giorno sulla Biblioteca e tra i più attivi anche sulla vicenda teatro, e sopratutto rappresentanti dell’Associazione ”Amici della Biblioteca” che stanno contribuendo insieme al personale, al sindacato (Cgil in primis) a tenere alto il dibattito su questi temi. E i ragazzi, con l’entusiasmo e la freschezza che contraddistingue la loro azione hanno messo in guardia (urlando a voce alta) da un progetto annunciato di ”community” (i termini inglesi come il latinorum manzoniano per la gente comune nascondono sempre una fregatura) della Fondazione ”Matera-Basilicata 2019”. E poi il Teatro Duni che ha rappresentato, finora, l’occasione persa di un lungo confronto tra Amministrazione comunale e proprietà, e poi tra privati e proprietà, che si è tradotto in un nulla di fatto. Responsabilità tante. Mancato coraggio, volontà, chiarezza sul come muoversi tra illusioni sulle stime tra domanda e offerta, senza dimenticare le tante mediazioni (alcune ipocrite) che hanno lasciato il caro vecchio Duni nella situazione attuale. Eppure c’era e c’è il progetto presentato dall’architetto Luigi Acito, che ci ha messo tanta passione per far sedere tutti intorno al palco del Duni…ma le buone intenzioni si sono perse in galleria. Sì ,ci sono altri progetti in corso. Ma il Duni come la Biblioteca non possono essere lasciati nel limbo dell’insipienza e dell’inconcludenza. Gli studenti che hanno manifestato in via Roma sono una parte dei ”” veri” abitanti culturali della città messi da parte o delusi dall’ immobilismo strumentale delle Istituzioni locali, dopo la proclamazione di Matera a capitale europea della cultura per il 2019. AI ragazzi va l’invito a non mollare e a lavorare sui singoli temi. C’è un’altra parte della città che non ci sta all’inedia e non si trastulla con gli eventi in programma per Matera 2019. Perchè si guarda al dopo a quello che resterà o che avremo perso dopo quella data. Pessimismo? Cominciamo dal Duni e dalla Biblioteca e l’elenco potrebbe continuare. Non state lì a guardare venite qui a lottare, ritmava uno slogan studentesco del passato. E’ sempre valido. L’impegno per Matera non deve mancare, come hanno dimostrato di voler fare i ragazzi di Matera 2017 e oltre.

I SEI PUNTI DELLA VERTENZA STUDENTESCA

1) La nostra biblioteca provinciale, tra le più importanti del Mezzogiorno è abbandonata a sè stessa. Senza direttore e con personale insufficiente. Bisogna difendenderla. 2) Nessuna scuola materana è a norma per la sicurezza. Mancano attrezzature tecnologiche e gli spazi sono spesso inadeguati. Vogliamo essere sicuri quando andiamo a scuola! 3) Il Liceo musicale, dopo sette anni dalla sua creazione, non ha ancora una propria sede e attrezzature adeguate. 4) Non abbiamo spazi liberi dove noi studenti possiamo incontrarci, discutere o semplicemente studiare insieme. Vogliamo luoghi sociali!5) Il nostro teatro, citato nei libri di architettura resta chiuso per la maggior parte del tempo e quest’anno non potrà ospitare il “Banco della solidarietà” 6) L’Università a Matera è incapace di trattenere i giovani e ogni anno siamo costretti ad abbandonare la nostra terra per poter continuare a studiare.