Una chiacchierata, più che una cerimonia civile di commiato, come sarebbe piaciuta al ” Direttore” Leonardo Saccco, sempre pronto a parlare, commentare a incazzarsi per ore su questo o quel tema delle ”incompiute” di Basilicata, a cominciare dalle promesse sulla biblioteca archivio, magari tirando fuori una foto in bianco e nero merlettata, un ritaglio di giornale ingiallito o una lettera scrittagli da questo o quel grande personaggio del giornalismo, della letteratura o della politica.

Sacco sotto questo aspetto era un motore diesel, euro zero se vogliamo, rumoroso, spigoloso, combattivo come la radice del suo nome ”Leonardo”, ma ha detto e fatto sempre su quello che ha pensato fino alle sue ultime volontà di farsi cremare. Si era iscritto,infatti, alla Socrem- come riporta un manifesto da lutto della società- e in piena coerenza ha deciso per tempo cosa avrebbe voluto a conclusione della sua intensa esistenza. Tant’è, e ce lo ha ricordato il collega Carlo Vulpio, alla casa di riposo proprio non voleva starci.

Era troppo ‘limitato’ nell’autonomia e così lo ha riportato a casa al rione Piccianello, dove ha vissuto gli ultimi anni tra libre, carte,telefonate e assistito dalle amorevoli cure di amici di una vita come Emanuele Festa che per ultimo lo ha salutato nella ex Chiesa del Cristo Flagellato, prima dell’applauso di amici e parenti. Leonardo Sacco tutto d’un pezzo nella sua inquietudine e nella capacità di interpretare i fatti e le contraddizioni del presente con i grandi nomi del meridionalismo, della letteratura e del giornalismo del passato. Non è da tutti. E a ricordarne qualità, figura, insegnamento ed eredità si sono alternati in tanti.

Ha comminciato l’architetto Luigi Acito, che ha sostituito all’ultimo momento il prof. Mimmo Calbi presidente dell’associazione Adriano Olivetti. ” Il suo sogno e desiderio – ha detto Acito, che ha descritto le finalità dell’associazione, della quale Leonardo Sacco era presidente onorario- era la realizzazione della biblioteca dedica al grande e illuminato imprenditore piemontese. Per quella di La Martella i lavori non sono ancora iniziati. A Spine Bianche, che sto seguendo, si sta andando avanti. Molte volte mi ha chiesto del progetto dopo la donazione alla Regione di un patrimonio libraio di 20.000 volumi, custodito in più sedi. Avrei dovuto dirgli una bugia…Ma la macchina burocratica è lenta. Faremo la nostra parte, anche perchè Leonardo voleva che il quartiere, e Spine Bianche per la riconosciuta storia architettonica e urbanistica, avesse la biblioteca.

Impegnamoci di tutti e diamoci appuntamento da qui a un anno”. E su questo tema, tra ricordi personali e culturali, è intervenuto anche il sindaco Raffaele De Ruggieri. ” Porto la solidarietà e l’amarezza della città -ha detto il sindaco. Ho ricordi personali della sua figura e di un tempo di impegno sociale, politico e culturale sulla città. Ricordo le elezioni del 1958 che portarono in consiglio comunale i rappresentanti del gruppo di ”Comunità”, impegnatisi per il borgo La Martella. E poi la prefazione che Sacco scrisse per il libro di Eleonora Bracco ” Arte di Pastori” per il circolo La Scaletta. E’ stato uno spirito libero ed eretico, precursore del superamento della vergogna nazionale dei Sassi in un celebre convegno del 10 dicembre 1967 con Carlo Levi e altri. Fu anche editore, di spirito socialista. La sua opera merita di essere continuata e il progetto della Biblioteca al rione Spine Bianche, che porterà il suo nome,è nei nostri obiettivi. Abbiamo luogo, fondi, progetto preliminare, ma continuiamo a fare i conti con i tempi lunghi fatti di ritardi e silenzi burocratici. L’ho detto di recente ache a Napoli se i Comuni vogliono vivere devono accontonare Cantone. Contiamo di aprire la biblioteca per la prossima primavera”.

Bene. Ne prendiamo atto, anche se siamo perplessi sulle osservazioni fatte all’Anac dove a Matera la politica delle mani libere in economia è prassi e i cittadini sanno poco o nulla dei progetti cantierizzati, visto che raramente vengono presentati. Piuttoso il sindaco farebbe bene a dire quali e dove sono i silenzi e i ritardi burocratici, in modo che la città sappia dove sono le responsabilità. L’ex sindaco di Matera e presidente della Fondazione ”Matera-Basilicata 2019” Salvatore Adduce, che ha ricordato la sua voce stridula, quando il ”direttore” denunciava con enfasi le cose che non andavano, ha rimarcato il rischio di evocare.

” Rimpianti ? -ha detto Adduce.Certamente perchè lascia una eredità straordinaria. Di episodi da citare ce ne sono tanti. Resta il recupero della forza provocatoria della sua esistenza, della sua esperienza socialista e di essere contro il provincialismo. Aveva rapporti con figure e realtà nazionali. Leonardo amaraggiato? Un po’ sì sui temi che gli erano cari, a cominciare dalle scelte urbansitiche con il confronto con i poteri forti. Non cedeva in un millimetro. Era fatto così. Rimpianti? Qualcosa per lui siamo riusciti a farla con il sostegno al settimanale. Ora dobbiamo farlo per la Biblioteca che è un progetto complesso, nonostante i ritardi”.

E di complessità del progetto, ma comunque da realizzare, ha parlato il collega della Corriera della Sera Carlo Vulpio. ” Per me -ha detto Vulpio- era un maestro, un amico, uno spirito inquieto, come è nello radice del suo nome. Quanto alla vicenda della biblioteca, aldilà dei limiti dell’Autorità nazionale anticorruzione. fa specie leggere le lettere della Regione del 2012 che ‘stiamo facendo…tutto procede bene…”. La realtà è che il progetto è lì…lo si deve realizzare per un bene comune e per Leonardo che era socialista questo è importante”.

Già la matrice socialista con Nno D’Agostino, redattore di Basilicata, e al comitato di programmazione regionale dove conobbe per continguità Leonardo Sacco.” Aveva un merito -ha detto D’Agostino- quello di raccordare le figure di grand meridionalisti come Nitti, Scotellaro, Ciccotti con l’attualità e la storia contemporanea. Per esempio il fallimento delle Regioni, ma con le proposte per rilanciarle. Il libro ”Il Cemento del potere’ ,nel quale Sacco scrive e descrive perchè la Regione sta morendo e come può risorgere,ha contribuito a tirare fuori il Piano di assetto del territorio. Ma resta , riferendosi al ”sacco” di Potenza all’alleanza tra impresa edilizia e politica che costituisce un potere invincibile e la cosa continua. Ci sono personaggi che, con il pallottoliere, recuperano consensi…guardando alla spesa pubblica.Un argomento di scontro e di insofferenza per tutta una vita, fino alle vicende burocratiche della biblioteca”. La parola a un altro socialista, Nicola Savino, che ha denunciato la ”sofferenza” di non avere più o quasi una casa socialista visti i cataclismi politici, partitici e correntisti degli ultimi lustri. E quanto alla blblioteca ha aggiunto, con veemenza, che qualcosa la si poteva pur fare utilizzando gli spazi esistenti.

Poi l’intervento della collega Sissi Ruggi, a nome dell’Ordine dei giornalisti di Basilicata, il commiato degli amici e l’invito a leggere i tanti libri e articoli di Basilicata, in attesa della biblioteca che porterà il suo nome.