Cittadini, residenti e turisti a rischio infortuni quando si inerpicano da via Madonna delle Virtù a alla Civita per raggiungere il Musma, via Muro o Piazza Duomo e viceversa. A causa di barriere architettoniche reali, ormai consolidate e che prima o poi richiederanno l’intervento dei mezzi di soccorso, come abbiamo abbondantemente riportato nei servizi sulla necessità di un presidio di soccorso dei Vigili del fuoco nei rioni Sassi. E la nota dei residenti dell’ambito 20 lo conferma. Rappresentano l’unico intervento pionieristico di insediamento sociale, con quelle che un tempo furono le giovani coppie che si insediarono nei rioni Sassi, nell’ambito 20 della Civita appunto, con la speranza di sostenere una esperienza unica per un nuovo modello dell’abitare sostenibile .All’inizio, lo ricordiamo, fu  difficile per la presenza tutt’intorno di varie illegalità e di un degrado da contrastare giorno per giorno. Si pensava che con il passare del tempo programmazione, monitoraggio e manutenzione seguissero agli aspetti tecnici e normativi dell’Ufficio Sassi, via via smantellato , ridimensionato o riaccorpato –se preferite- per le esigenze più ampie e impellenti dei Lavori Pubblici. Così non è stato e i risultati si vedono. La denuncia dei residenti per la presenza di barriere ‘fisiche e mentali’’ hanno nei gradini da 20 centimetri… “ u’ squalàun’’ (lo scalone)di dialettale memoria, confermano la scarsa attenzione verso la sostenibilità e il buon senso. I cittadini chiedono che gli accessi siano facilitati come accaduto per altre zone della città, con scivoli, ridimensionamento di altezze e pendenze (quante incongruenze nei Sassi). L’appello è all’Amministrazione comunale, in primis, e agli Enti che si occupano di sicurezza e a quanti frequentano o risiedono negli antichi rioni da sempre. Anche il sindaco è stato un pioniere, scegliendo di andarci a vivere negli anni Settanta. E’ opportuno che un segnale concreto venga dal primo cittadino,aldilà della stantia e inconcludente sfida per Matera 2019. Cittadini, disabili,anziani, bambini e altre categorie svantaggiate chiedono che vengano rimosse barriere fisiche e mentali. Fatevi una passeggiata negli antichi rioni di tufo (la foto di via Sant’Angelo è eloquente) e vi renderete conto di quello che diciamo e di quello che dicono nella nota i residenti dell’ambito 20. Ma guardate bene dove mettete i piedi…il rischio di farvi male o di ‘’spezzarvi una gamba’’, scivolare, cadere e farvi male è reale.

Sassi: Barriere fisiche e mentali

 

Dopo la legge del 1986, nella città di Matera, si iniziava a respirare un’aria nuova. I Sassi iniziarono ad essere considerati non più come “vergogna nazionale” da cancellare e nascondere, ma una risorsa da recuperare e conservare che, successivamente, sarebbe stata inserita nella lista del patrimonio mondiale tutelato dall’UNESCO. Un particolare che ultimamente sfugge a chi progetta ed interviene nei lavori pubblici, violentando e deturpando la nostra storia e il bene patrimonio di tutti.

Nei programmi di attuazione della legge, l’amministrazione comunale destinava un’area degli antichi rioni alle giovani coppie, previo bando, per ottenere una residenza in edilizia agevolata in quello che veniva identificato come Ambito 20 per residenze e servizi. L’idea sembrava allettante anche perché parallelamente stava partendo per la stessa area un altro bando riguardante attività commerciali. Dopo diversi anni di attesa e sollecitazioni, finalmente venivano assegnate le agognate unità catastali, perché definirle case ancora non si poteva! Sono partite le ristrutturazioni, non sempre facili, né preventivabili con precisione se si vogliono RISPETTARE LE REGOLE. Un po’ alla spicciolata ci siamo trasferiti, pieni di entusiasmo, ma ignari di ciò che sarebbe avvenuto a pochi anni di distanza. Delle attività commerciali a servizio dei residenti neanche l’ombra, manutenzione insistente da parte dell’amministrazione pur sempre proprietaria degli alloggi e beneficiaria dei canoni di locazione, pulizia urbana e taglio dell’erba episodici, e via discorrendo. Come se non bastasse continui vincoli, lacci e lacciuoli a volte incomprensibili che paiono il frutto di un disinteresse o, peggio ancora, di una precisa volontà di complicare la vita quotidiana a chi ha speso tutte le sue energie, fisiche ed economiche, per far rivivere in tempi non sospetti un angolo dei nostri meravigliosi rioni.

È di questi giorni l’ultima novità dell’amministrazione comunale: nel rifare, finalmente, i marciapiedi lungo Via Madonna delle Virtù sono stati usati “due pesi e due misure” a seconda della zona di intervento.  Nelle zone ad alta densità di strutture ricettive e attività commerciali sono stati realizzati, a giusta ragione, scivoli e gradini bassi e larghi (così come siam soliti vedere nei Sassi), invece nella rampa di accesso all’Ambito 20, a maggioranza residenziale, di scivolo sul piano strada neanche l’ombra e per di più nel recuperare l’antica scalinata è stato realizzato un gradino con un’alzata di ben 20 cm completamente diverso, nei materiali e nella forma, dai preesistenti. Oltre ad essere discutibile dal punto di vista estetico, è inaccessibile con qualsiasi tipo di passeggino, carrello o sedia a rotelle ed anche faticoso da salire per chi, nel 2018, non è più giovane coppia, ma ha pur bisogno di proseguire nel suo ménage familiare!

Ci si chiede, dunque, quale oscuro disegno si celi sotto quest’intervento, perché l’inserimento di una barriera architettonica così invasiva in una scalinata che è a servizio di una zona abitata e individuata come itinerario turistico?

Tutto ciò nel momento in cui proprio dall’altra parte del grabiglione si sta sventrando senza pietà un’area dei Sassi per la realizzazione di un ascensore di servizio in nome della sacrosanta legge sull’abbattimento delle barriere architettoniche.

I residenti dell’Ambito 20 Rione Sassi Matera