E’sempre più difficile operare sia per i sindacati che per gli editori e a rimetterci sono i giornalisti, in un clima di attacco ai diritti conseguiti in passato e non fatti rispettare da governi che operano all’insegna del ‘’lasciar mano libera al mercato’’. Colpa della globalizzazione che ha precarizzato tutto o quasi? Anche ma se le cose non vanno la verità sta nel mezzo e chi sbaglia paga, superando quella illusione che il mercato offre tante situazioni di precarietà pronte a lavorare o svendersi senza tutele e per il classico tozzo di pane.

La notizia di alcuni giorni fa di una sentenza del tribunale di Taranto, che ha dato ragione –come riporta una nota di Nino Sangerardi- ad ex dipendenti della emittente Blustar nella vertenza con Trm di Matera, conferma che le regole vanno rispettate e che il mercato deve (non dovrebbe) avere regole precise che tenga conto delle esigenze degli editori e tutele per quanti operano nel settore giornalistico e della comunicazione.

Facile? Il Bel Paese è pieno di contraddizioni e di canali privilegiati. Dibattito aperto ma basta con risorse a fondo perduto, a pioggia, a guerre di frequenze che alla fine danneggiano quanti vi operano e gli stessi radio e tele spettatori. Questione di canoni, abbonamenti, pay tv, pubblicità, sondaggi, rilevazioni e di altre antenne perse tra i sensori dell’etere.

Nino Sangerardi

Tribunale di Taranto, Trm assuma ex personale BlustarTV
di Nino Sangerardi

Il passaggio del canale 16 del digitale terrestre in Puglia da Blustar Tv di Taranto a Trm (teleradiotelevisione del mezzogiorno) di Matera in Basilicata ha rappresentato una vera e propria cessione di ramo d’azienda e come tale richiedeva il passaggio anche del personale”.

Lo ha stabilito, secondo quanto reso noto da SLC Cgil e Assostampa Puglia, il Tribunale di Taranto.Quest’ultimo con sentenza emessa dal Giudice del lavoro Annamaria Lastella, ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato Ester Spada, legale di fiducia del sindacato, per conto di un tecnico televisivo.

Condannando in solido le due società televisive a quanto segue : a) reintegro immediato, b) al pagamento delle mensilità maturate dal licenziamento alla data della sentenza, c) risarcimento delle spese legali.

“Il Tribunale di Taranto – spiegano Andrea Lumino, segretario provinciale della SLC Cgil e Mimmo Mazza, vicepresidente di Assostampa Puglia – ha non solo accolto il ricorso del lavoratore ma anche stabilito un principio importante. Ovvero che nel settore televisivo canali e frequenze non possono essere considerati merce di scambio sulla testa dei professionisti dell’informazione e della comunicazione”.

La SLC Cgil e l’Assostampa Puglia sottolineano di aver “più volte sostenuto, anche in occasione degli incontri tenuti in Prefettura, che la chiusura della emittente televisiva Blustar doveva passare attraverso un tavolo di confronto tra le due società e le organizzazioni sindacali.

Invece si è scelto di disertare gli incontri e di procedere in maniera unilaterale.Lo scontro non ha pagato,e non pagherà nemmeno a chi pensa di affrontare la delicata crisi del sistema radiotelevisivo a Taranto, ricorrendo a colpi di mano e atteggiamenti che per nulla si addicono a un settore così democraticamente sensibile come il pluralismo dell’informazione”.