Mancherà ai materani veraci, che per nessuno motivo al mondo rinuncerebbero a seguire la Festa della Bruna dall’alba del 2 Luglio allo straccio del carro trionfale fino allo spettacolo dei fuochi pirotecnici.Ed Eustachio Vincenzo Barbaro,storico trombettiere dei Cavalieri. che per oltre 30 anni ha partecipato all’evento più atteso dai materani, ne aveva di motivi per non mancare alla ” Cavalcata”, con gli imperiosi squilli di carica o sui toni della ”sveglia” o del bersaglieresco ‘flick flock”. Eustachio era persona umile, modesta, di cuore. Lo avevamo intervistato in più occasioni, tanto da farne uno dei protagonisti della pubblicazione che scrissi nel 2000 ” I cavalieri del 2 luglio” edito da Altrimedia, dopo aver partecipato al giubileo a Roma al cospetto di Papa Giovanni Paolo II. In quella occasione ci aveva raccontato come era nata la passione di suonare la tromba, da audotidatta. Riportiamo un pezzo di quella biografia. ”’…Era il 1967 e provenivo dalle fila dei paracadutisti- ricordava EUstachio- a Bolzano conobbi il cappellano, che aiutavo a servir Messa. Don Battista aveva, oltre alla cura delle anime anche la custodia degli strumenti della fantara. Fu così che provai a suonare la tromba e ho continuato fino alla partecipazione della Festa. Tornato a casa comprai il mio primo strumento, lo pagai 70.000 lire, dal maestro Emanuele De Bellis. Continuai a esercitarmi finchè non giunse il mio momento. Il 2 luglio di 24 anni fa mi chiamarono a sostituire il trombettiere titolare, Giovanni Ambrosecchia, colpito da un improvviso malore. Erano circa le 10.00 e ricordo che stavo per uscire con mia moglie. Vennero a casa altri cavalieri e mi portarono tromba e vestiti. Ero comunque contento e partecipai a quella edizione, dove generale era Enzo Cappiello. Con il generale Leonardo Rinaldelli il trombettiere titolare tornò al suo posto, ma solo per quell’anno. Toccò di nuovo a me e da allora non ho più smesso”. E cosi è stato per oltre 30 anni. Poi la decisione di passare la mano e di far largo ai giovani, ma ogni tanto – ci confessava, quando lo incontravano per strada- una suonatina la faceva. Non partecipava più alla festa e quella era una sofferenza, ma seguiva la Cavalcata e vecchi filmati nel quale era protagonista come la Bruna del 1985 con le artistiche luminarie che disegnavano fontane o la Tour Eiffell. Un momento di grandeur, lacrime , passione e applausi come la carica suonata a grande richiesta nel 1982, in concomitanza con i vittoriosi Mondiali di calcio in Spagna. Ora gli squilli di tromba risuonano da lassù, in quel Paradiso di protagonisti della festa della Bruna che hanno lasciato nei materani attaccati alle tradizioni ricordi e devozione. Domani alle 16.00, presso la chiesa di San Giuseppe, l’ultimo saluto tra i suoi cavalieri, amici, famigliari e la benedizione della Protettrice.