Medici, cittadini, ordini professionali, sindacati, l’Azienda sanitaria di Matera si sono fatti sentire di persona o con una nota, ma dalla Regione Basilicata nessun segnale. La solidarietà è un atto a volte sentito, a volte di circostanza, ma quando si parla di sicurezza sui luoghi di lavoro a tutela dei medici, qualcosa occorrerà pur dire. Visto che gli episodi, grandi o piccoli che siano si susseguono, anche in relazione al fatto che i nostri centri ( tra tagli alla spesa e spopolamento) sono sempre meno sicuri, figuriamoci se si parla di presidi come una guardia medica, un ambulatorio o un pronto soccorso o una farmacia alla mercè di soggetti border line o disagiati o che non hanno rispetto per le funzioni altrui. Lo diciamo con un pizzico di rammarico, ma con obiettività notiamo che nè l’assessore regionale alla Sanità Flavia Franconi e nè tantomeno il presidente della giunta regionale, Marcello Pittella, che è un medico, abbiano sentito il bisogno di intervenire su un argomento di rilevanza sociale. L’auspicio è che lo facciano in seguito, rispondendo alla domanda di  sicurezza che viene da più parti. Ma, come si diceva, finora nessuna nota sull’argomento. Abbiamo atteso il passaggio della trasmissione tv ” La Vita in diretta”, andata in onda mercoledi 6 settembre, con collegamenti dallo studio e dall’Ospedale Madonna delle Grazie di Matera, dove è ricoverato dallo scorso fine settimana il dottor Leonardo Trentadue, vittima di una violenta aggressione presso il suo ambulatorio di Ferrandina. L’ ha scampata bella e ha potuto raccontare e denunciare. Che il suo appello alla sicurezza non resti inascoltato.