Abbiamo appreso con enorme dispiacere della scomparsa -ieri sera- di Salvatore Urgo, il geniale inventore -insieme ai suoi familiari- de “La Galleria del Mobilio” di San Mauro Forte.

Per tutti,  in paese, è stato sempre solo “Torino, il direttore”, da quando negli anni 50 fu eretto quel palazzo adibito ad esposizione delle migliori marche del mobilio nazionale e con l’antica tecnica del “passa parola”, della calorosa accoglienza/ospitalità per i clienti, nonchè con la promessa -sempre mantenuta- che “qui pagherete meno che alle altre parti“,   è riuscito a sfondare sui mercati extra regionali (persino in Puglia, dove pure i “mobilifici” non mancano) e ad effettuare consegne in ogni dove in Italia ed in diversi Paesi d’Europa.

In tante parti in cui ci è capitato di andare, al nome di San Mauro Forte, tanti che associavano “La Galleria del Mobilio” e giù a raccontare delle diverse generazioni della propria famiglia che si erano tutte recate in questo paese dell’entroterra materano a comprare il proprio mobilio, avendone ampia soddisfazione e ottima accoglienza.

A questa sua impresa, partita negli anni 50,  sono legati tanti ricordi d’infanzia,  quando  periodicamente giungevano gli arei con attaccato lo striscione pubblicitario de “La Galleria” che lanciavano sulle nostre teste una pioggia di paracadutini di carta con  pacchetti di caramelle appese. E noi a correre nei prati per raccoglierne il più possibile.

“Torino” era una persona che aveva il commercio nel sangue. Con una dote innata da “venditore”. Con quella sua affabilità e quei conteggi che ripetevano sotto i tuoi occhi su un foglio di carta, spesso incomprensibili, ma che alla fine portavano a raggiungere il massimo punto d’incontro tra l’aspettativa del cliente venuto da lontano per “risparmiare” e la giusta tenzone al “guadagno” che stava legittimamente dietro il suo agire. Difficilmente un cliente è andato via senza concludere.

Personalmente ricordiamo la sua disponibilità, durata per qualche decennio, a fornire materiali vari e persino l’arredo di intere  “camerette” (per le estrazioni finali) a quella che è stata -allora, per gli anni 70 e 80- la festa più importante di quella comunità: “La Festa de l’Unità“, pur non essendo lui di quella parte politica. Ma tale era la stima personale che si respirava tra persone per bene. E soprattutto era anche quella sana pubblicità….perchè ….tutti hanno un figlio che si sposa, comunisti e non.

E ricordiamo ancora quel suo fare gentile, cortese e rispettoso con cui si poneva ogni qualvolta ci è capitato di incontrarlo, sempre più raramente negli ultimi anni.

Con Salvatore Urgo (che era nato nel dicembre del 1929) va via un pezzo di carne viva di questo paesino a cui ha dato tanto lustro…e lavoro a diverse famiglie, pur con le contraddizioni di una piccola impresa.

E con lui, sul viale del tramonto sembra, purtroppo,  esserci anche la sua creatura costretta ad affrontare una lenta inesorabile crisi.

I funerali si terranno domani pomeriggio, martedì 10 luglio – alle ore 16,00 – nella Chiesa dell’Annunziata, proprio dinanzi casa in Largo Monastero.

Condoglianze affettuose a tutti i familiari.