Successo, per le imprese a Confapi di Matera, che hanno partecipato alla 57esima edizione del Salone del Mobile di Milano, fiera internazionale dell’arredo-design che quest’anno ha attirato oltre 300mila visitatori da 165 Paesi.

Oltre 2mila aziende espositrici  e tra gli espositori erano presenti molte piccole e medie imprese aderenti a Confapi Matera che, grazie alla leva dell’export, hanno fatto registrare incrementi degli ordini del 17%, suscitando l’interesse anche di buyers di mercati fino a ieri molto tiepidi.

L’entusiasmo degli operatori per i risultati lusinghieri ottenuti testimonia una certa ripresa di quello che non molti anni fa era considerato il fiore all’occhiello dell’economia del Materano e che adesso, dopo anni di durissima crisi che ha mietuto vittime tra imprese e lavoratori, sembra riprendere nuova vita, sia pure con numeri palesemente inferiori rispetto al passato.

Il successo del Salone di Milano e quello delle aziende di Confapi Matera conferma che le fiere di livello internazionale sono fondamentali e strategiche per le Pmi, molto più di quanto lo siano per i grandi gruppi. Purtroppo l’attenzione delle istituzionali locali competenti per l’internazionalizzazione è ancora molto lontana da standard accettabili, forse perché non si è ancora ben compresa l’importanza della manifestazione fieristica per le imprese minori e l’esigenza di sostenerne i costi che sono sempre molto elevati.

Con i mercati di Cina, Europa e Stati Uniti in testa, ma con una presenza sempre maggiore di altri mercati asiatici, il Salone di Milano ha dimostrato che le fiere sono una vetrina importante per la promozione dei prodotti delle imprese di minori dimensioni.

Ordini, fatturati, business, numeri in crescita anche le Pmi materane e murgiane, che a Milano hanno dimostrato ai visitatori italiani e stranieri di saper coniugare la tradizione artigianale con il design e l’innovazione tecnologica con la sostenibilità ambientale della cosiddetta economia circolare. Dalla capitale europea della cultura una lezione mondiale di cultura d’impresa grazie alle piccole e medie imprese.