Una chiamata al centralino dei Vigili del Fuoco di Matera e una richiesta di aiuto particolare per soccorrere due giovani escursionisti che si erano avventurati nella ”gravina” e avevano perso il senso dell’orientamento. Allarme lanciato e giovani in salvo. Meno male che l’intervento è stato effettuato nel primo pomeriggio, e in condizioni metereologiche ottimali, ma ci è voluto del tempo per raggiungere i luoghi partendo dalla Caserma di via Timmari. Se ci fosse stato quel presidio nei rioni Sassi, tanto richiesto dai sindacati con un documento inviato in sede ministeriale e poi sollecitato in Prefettura, quell’intervento sarebbe stato effettuato in tempo reale. E già perchè ,professionalità e tempestività dei Vigili del Fuoco a parte, il tempo è prezioso. Mettete che la persona o le persone da soccorrere avessero avuto problemi fisici, di mobilità o fossero in una situazione di difficoltà e in condizioni meteo sfavorevoli…Beh non sappiamo come sarebbe andata. I vigili del Fuoco, che rappresentano la punta avanzata, lo zoccolo duro della Protezione civile, miracoli non ne fanno ma vanno messi in condizione di poter operare con efficacia. E Matera, con l’imminenza della stagione turistica e alla vigilia dell’appuntamento del 2019, non può partire con una ”lacuna” evidente. Serve un presidio adeguato, di uomini e mezzi, negli antichi rioni di tufo anche per raggiungere tutti quei luoghi del Caveoso o del Barisano o della Civita, dove oggi ci sono tante tipologie di strutture turistiche. In caso di incendio o di altra calamità, che auspichiamo non accadano mai, servono interventi immediati e senza perdere del tempo prezioso – come accade adesso- quando i mezzi di soccorso devono attraversare la città con i rischi di un traffico imprevedibile e con l’imbecille di turno sempre presente, purtroppo. Non vorremmo che per passare dalle parole ai fatti, come l’attivazione della struttura di pronto intervento nei rioni Sassi, si debba aspettare che accada una disgrazia, seguita dalle imprecazioni da senno di poi….e il consueto ”scaricabarile” di responsabilità. La vicenda di Rigopiano insegna. Chi deve fare, sia a livello locale che nazionale, deve darsi una mossa. Siamo a febbraio ed è suonato il primo campanello di allarme, ma che diventerà ricorrente nella buona stagione. Quando gli escursionisti si avventureranno nel parco della murgia con tanta buona volontà ma con poco senso di orientamento. Servono fatti e non gli scontati ” Si…faremo”. La sicurezza de cittadini non ha prezzo, sia che si tratti di residenti che di turisti. E non possiamo,in proposito, permetterci d rimediare figuracce sulla scena europea e mondiale.