Rivedere il sistema del rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). È un assurdo che attività come quella del Centro Olio Val d’Agri (COVA) sia sottoposta ad AIA Regionale e non nazionale. È quello che è emerso ieri dall’audizione di ISPRA in Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera”.

Lo afferma il deputato Gianluca Rospi del Movimento 5 Stelle che ha richiesto l’audizione di ISPRA in Commissione per acquisire elementi di conoscenza sugli esiti delle analisi ambientali condotte in Basilicata, con particolare riferimento all’incidente avvenuto a novembre 2016 al COVA, dove si è avuto uno sversamento di 400 tonnellate di greggio.

Le indagini fatte da ISPRA a maggio 2018 – spiega Rospi– hanno confermano un elevato inquinamento della falda e delle aree limitrofe il Centro. Le analisi hanno restituito elevati valori di metalli pesanti, con valori di manganese che superavano 100 volte la concentrazione di soglia di contaminazione, e un’allarmante presenza di idrocarburi totali, con valori oltre i 130.000 g/l. È stata riscontrata anche l’assoluta inconsistenza di alcune barriere idrauliche, esponendo l’ambiente e le falde, di cui è ricca la Basilicata, a contaminazioni di idrocarburi e metalli pesanti”.

Dopo anni di omissioni e mancata trasparenza della Regione e dell’ARPAB, oggi, grazie anche ai dati forniti da ISPRA, possiamo parlare di disastro ambientale” afferma il parlamentare lucano che sostiene, pertanto, comeAlcune attività di particolare valenza ambientale nate come AIA regionale oggi devono necessariamente passare a controlli nazionali sotto il Ministero dell’Ambiente, al fine di garantire maggiori tutele e avere un protocollo unico di monitoraggio e comparazione dei dati su base nazionale”.

Sono anni che denunciamo la pericolosità delle attività del Centro Clio Val d’Agri e delle estrazioni petrolifere sull’ambiente e sull’uomo. A conferma di questo, se guardiamo la curva di incidenza dei tumori, la Basilicata registra un incremento rispetto alle altre regioni d’Italia dagli anni 1990 ad oggi. Lo dice uno studio del Istituto Superiore di Sanità. Sarà legato alle estrazioni petrolifere? Bisogna fare chiarezza e dare risposte ai cittadinicontinua l’esponente del Movimento 5 Stelle.

Ma non ci sono solo cattive notizieconclude Rospiieri i vertici ISPRA hanno confermato che sono partite le gare europee per l’avvio della bonifica e caratterizzazione delle aree SIN ValBasento e Tito, ed è partito il tavolo tecnico della trasparenza dell’area Ex Fenice di Melfi per garantire anche qui le attività di Bonifica”.