L’associazione Tolbà dissente profondamente dalla decisione del Governo Italiano di respingere la nave Aquarius. Riteniamo che la decisione del ministro Salvini non sia un atto politico. La politica ammette replica, e nasce da una contrattazione.

L’atto irresponsabile del Ministro è meramente mediatico e lontano da qualsiasi programmazzione. E’ un atto autoreferenziale, un abuso di forza inteso ad avere il plauso degli elettori. Per questo è necessario prenderne le distanze, come cittadini.

La nave Aquarius ha a bordo 629 persone, tra cui 11 bambini, 123 minori non accompagnati, sette donne in gravidanza. Ci sono sudanesi, eritrei, pachistani, bengalesi, nordafricani. Non sono ancora clandestini, categoria che tanto piace alla Lega, potrebbero essere richiedenti asilo, ma per ora sono bloccati in mare da un gioco di forza e da una politica irresponsabile che fino ad ora ha portato solo morte. Come quella di Soumayla Sacko, bracciante e sindacalista maliano nelle campagne calabresi, con regolare permesso di soggiorno.

Ci chiediamo come tali politiche possano portare sicurezza agli italiani. Quale magica equazione leghi, negli slogan del ministro “il benessere di questi ragazzi in Africa e dei nostri figli in Italia”.

Il benessere è frutto di costruzione e ricostruzione politica e non si fa con gli slogan e con le prove di forza. Altra cosa sarebbe chiedere all’Europa politiche condivise e responsabili. La politica di Salvini non bloccherà gli sbarchi, ma ha buone possibilità di alimentare un clima  di odio, violenza e instabilità tra i cittadini.