Esattamente 62 anni fa, nelle miniere di #Marcinelle, in Belgio, morirono 136 operai italiani. Lottiamo per difendere questa memoria, perché il nostro futuro e il nostro presente hanno le radici in quella memoria. I morti di ieri e di oggi lottavano per la stessa cosa: la dignità.”

A ricordarcelo, tra i tanti che hanno rilevato questa tragica coincidenza di date, è anche il tweet  di Aboubakar Soumahoro, il sindacalista dell’USB africano, che lo pubblica nel  mentre è in marcia dai campi del foggiano alla testa  dei #berrettirossi , ovvero la massa di braccianti in protesta per le condizioni disumane di sfruttamento a cui sono sottoposti e per il doppio tragico incidente che ha visto morire 16 loro compagni di sventura nel giro di 48 ore.

Abbiamo scelto emblematicamente  il suo perchè ad unire la tragedia di tanti anni fa (morirono in 262) e quella di queste ore, è il tragico filo rosso del sangue versato da lavoratori emigrati e sfruttati, nonchè il nero colore delle pelle delle vittime di oggi e quel nero del carbone che tingeva la faccia dei minatori tirati fuori dalle viscere della terra.

Tutti emigrati in terra straniera a lavorare per sopravvivere…ed invece caduti come carne al macello privi dei più elementari diritti e tutele.

E’ l’eterna guerra tra profitto e lavoro. Nessuno si illuda che sia cambiato qualcosa. Chi ciancia superficialmente, in nome di di una presunta modernità che avrebbe cancellato la antica “lotta di classe”, è un cieco o uno che mente.

E’ il liberismo bellezza, quel pensiero unico che ha spianato tutta la concorrenza, che ci costringe ad un ritorno indietro nel tempo.

Peggio addirittura delle condizioni dei primi anni in cui si formava nelle campagne pugliesi il giovane Giuseppe Di Vittorio a cui somiglia tanto questo giovane sindacalista africano Aboubakar Soumahoro.

Chiamatelo caporalato, chiamatela mafia…….ma qui siamo ad un modello diffuso -noto a tutti coloro che ora fanno ooh! e la faccia meravigliata dagli scranni di governo e/o parlamentari- in cui sono coinvolte migliaia di imprese senza che nessuno faccia nulla.

Imprese, spesso piccole e medie,  anch’esse costrette a queste pratiche per non essere stritolate  dai prezzi imposti dai più forti attori di quel “mercato” lasciato libero  di fare ciò che vuole….anche ammazzare pur di fare profitto.

Ecco, se non si crea una coscienza diffusa che è il sistema che va cambiato o quantomeno corretto e delle forze politiche e sindacali che portino avanti questo obiettivo….le chiacchiere e le finte lacrime di coccodrillo di oggi non serviranno a nulla.

Ci saranno tante altre stragi di innocenti………perchè al centro di tutto non c’è l’uomo, il suo benessere, la sua dignità, ma solo il profitto di pochi a mezzo dello sfruttamento di tanti.

Questo fino a quando gli sfruttati di tutto il mondo non si riuniranno di nuovo per fare massa critica contro un potere che sembra essere invincibile.

Ma manca un nuovo Davide che si batta contro Golia ……per cui la giustizia e la dignità dei lavoratori possono attendere, chissà quanto!