E Matera è a due passi per motivi storici, geografici, economici e con il 2019 alle porte per essere la sesta ”M” ( e il percorso è avviato da tempo) di un programma di investimenti culturali avviati dalla Regione Puglia. Mediterraneo, Mondo, Madre, Mezzogiorno e Mare– come riportato nel servizio di Nino Sangerardi- sono al centro di un progetto di sostenibilità presentato a Roma,con l’intenzione di internazionalizzare le sue bellezze e di costruire la sua specificità a partire da alcune tematiche su cui la Regione è particolarmente sensibile. L’investimento, in 10 anni è di 400 milioni di euro, e promettere di essere quella leva dinamica e creativa per portare valore aggiunto all’economia locale. Si punta sul Prodotto, che deve essere di qualità, al Lavoro, perché senza buona occupazione non c’è economia della Cultura, alla valorizzazione dell’Identità, alla Cultura d’Impresa, in grado di realizzare innovazione di prodotto e di processo. Pochi concetti ma un’unica direttiva che darà i suoi frutti già dalla prossima stagione e con le azioni di destagionalizzazione avviate .

Regione Puglia investe 400 mln euro nel Piano strategico della cultura

Nino Sangerardi

Un nuovo modello di sviluppo economico basato sulla cultura. E’ questo l’obiettivo della Regione Puglia che ha presentato,a Roma, il Piano strategico della cultura nell’ambito della seconda edizione della Manifestazione “All Routes Lead to Rome”, evento ufficiale dell’Anno Mondiale del turismo sostenibile, proclamato dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO).

Con un investimento di 400 milioni di euro per dieci anni (2017-2027) i vertici politici della Regione hanno deciso di puntare su cultura e turismo.

Un Piano lungo duecento pagine che intende sviluppare un prodotto culturale capace di generare lavoro e auspica il pieno coinvolgimento del tessuto produttivo e delle comunità pugliesi.

Durante il convegno “Verso l’economia della felicità, PIIIL Cultura in Puglia”, tenutosi nel Salone delle conferenze di Palazzo Massimo, la Puglia è emersa come la prima Regione in Italia ad aver redatto un Piano strategico decennale della cultura. “La valorizzare dell’identità della Puglia – sottolinea Loredana Capone, Assessore Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia–è fondamentale anche per dare una prospettiva di lavoro ai nostri giovani”. «La Puglia ha dimostrato che si può investire una cifra altissima solo sulla cultura– afferma Aldo Patruno, direttore Dipartimento turismo, economia della cultura della Regione — La sfida che ci poniamo è molto difficile, ma ci muoviamo tutti verso uno sviluppo culturale di qualità, un sistema che viaggia verso un’unica direzione e mira alla valorizzazione del patrimonio culturale”.

Strumento di pianificazione e sviluppo nel lungo periodo, il “PIIIL Cultura” si ispira alle 5 M del territorio: Mediterraneo, Mondo, Madre, Mezzogiorno e Mare, con l’intenzione di internazionalizzare le sue bellezze e di costruire la sua specificità a partire da alcune tematiche su cui la Regione è particolarmente sensibile.

Si punta infatti al Prodotto, che deve essere di qualità, al Lavoro, perché senza buona occupazione non c’è economia della Cultura, alla valorizzazione dell’Identità, alla Cultura d’Impresa, in grado di realizzare innovazione di prodotto e di processo. Claudio Bocci, direttore di Federculture, ha introdotto una tavola rotonda dal tema “La pianificazione strategica in campo culturale”, in cui sono stati analizzati gli obiettivi principali del Piano, tra cui la pianificazione pluriennale, elemento fondamentale del progetto, la qualificazione della spesa e dei contenuti, la formazione del pubblico, il monitoraggio costante della cultura e la costruzione di un unico sistema normativo regionale.

«La Puglia è una di quelle poche regioni – rileva Claudio Bocci – che ha ben compreso l’importanza della cultura come elemento costitutivo dello sviluppo di un territorio. La cultura è un’area del welfare, è cibo dell’anima e se viene inserita in un piano di sviluppo integrato e partecipato può dare vita a grandi opportunità».

Un sistema che si muove quindi in un’unica direzione verso la nascita di un’imprenditorialità culturale. «Il Piano rappresenta uno strumento concreto di sviluppo economico, – ha affermato Paolo Ponzio, coordinatore Piano Strategico regionale della Cultura – in Puglia stanno nascendo imprese che vivono di economia culturale, che incoraggia il turismo regionale e permette la destagionalizzazione del turismo, visto come strumento di trasmissione della cultura».