Dighe, immobili, strade, gazometri e altro ancora figurano nell’elenco d 80 opere per un importo di 220 milioni di euro nell’elenco delle ‘’incompiute’’ che vede la regione Puglia tra le prime di questa speciale classifica negativa delle cose rimaste a metà. Nino Sangerardi le cita tutte provincia per provincia insieme agli anni della lista di attesa e,chissà, al tempo che resta per cominciare a completarla qualcuna. Mica facile. Il governo guidato dall’ex presidente del consiglio Matteo Renzi si era impegnato a finanziare uno strumento di intervento per rimediare al problema. Ma siamo ancora fermi al palo. Anzi il degrado delle incompiute aumento. Che peccato…si dice in Puglia e nel resto del BelPaese.

 

 

Radiografia delle opere pubbliche incompiute pugliesi

 

Nino Sangerardi

 

Ottanta. E’ il numero di opere, servizi pubblici incompiuti rilevati in territorio pugliese dall’ultimo monitoraggio,anno 2016, svolto dai tecnici del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.

Un bel salto di qualità,in materia di uso del pubblico denaro, dato che  strutture e complessi edilizi non conclusi passano da 59(anno 2013) a 81(fine anno 2014),81(anno 2015).

La Puglia,insieme a Calabria e Abruzzo e Lombardia, è  la regione con il più alto numero di impianti essenziali non ultimati o,peggio, senza inizio lavori.

Ecco : a  Foggia e provincia  se ne contano 22, a Lecce e provincia 13,  a Taranto e provincia 16,a Barie provincia 11, a Brindisi  e provincia 9, e 3 nella provincia di Barletta Andria e Trani.

Risultano non completati impianti irrigui, carceri, scuole,cimiteri,mercati rionali e ortofrutticoli,condutture fognarie, bonifiche ambientali,palazzotto dello sport,idrovie.

Il valore monetario ammonterebbe,più o meno, a  220 milioni di euro.

Tra le opere che richiedono un  pacco grande di soldi per la consegna definitiva c’è la sistemazione idraulica di Capodacqua situata nelle zone che comprendono Gravina, Poggiorsini e Spinazzola(34 milioni di euro),la realizzazione del serbatoio d’acqua riconducibile alla Diga Saglioccia in agro di Altamura i cui lavori di costruzione sono iniziati nell’anno 1973 (30 milioni di euro), la bonifica della zona Gasometro che si trova nella parte settentrionale del quartiere Libertà in Bari(12 milioni).

Tra i progetti eseguiti al 0,00% ci sono il Piano stralcio S3 riqualificazione Lama Urbana Balice di Bari con stanziamento di 2.535.803,37 euro in favore del Comune barese, la viabilità interna al Piano di zona 167 stralcio B di Martina Franca euro 1.665.647,00,i lavori per l’edificazione di 24 alloggi a Lecce riconducibili a Arca Sud Salento per 2.065.827,00 euro.

Invece è al 6,13% la messa in opera della ristrutturazione dell’immobile denominato Palazzo Uffici di piazza Archita nel centro storico di Taranto con una dotazione di 29.592214,64 euro, e degli impianti sportivi di Manfredonia,località Scaloria, per la cui ultimazione occorrono 10.000.000,00 euro.

Il 3 giugno 2015 il Governo nazionale presieduto da Matteo Renzi interviene sulla questione “opere incompiute”. Sostiene  che è in via di elaborazione “ uno schema  di provvedimento teso a fornire agli Enti locali  il superamento delle criticità economico-finanziarie determinati l’incompiutezza delle opere,nonchè misure per il reperimento di risorse finanziarie anche attraverso un fondo specifico per quelle opere di valenza istituzionale e strategica”.

Ad oggi,luglio 2017,non si ha  notizia o provvedimento burocratico in merito sia allo schema per gli Enti locali e sia al Fondo unico monetario.

Nel frattempo i manufatti incompleti restano imprigionati nel degrado fisico,con relativa moltiplicazione dello spreco di finanziamenti statali,parastatali e regionali.