Pubblichiamo a seguire un intervento di Nicola Pavese, Presidente Associazione Matera Ferrovia Nazionale, circa la centralità da dare sin da ora all’scalo ferroviario di Ferrandina.

“La stazione di “Ferrandina-scalo Matera” (è questa la nuova denominazione ufficiale) dista dal capoluogo appena 20 minuti di auto (30 minuti con il bus) e consente con i Frecciarossa 1000 e gli Intercity di raggiungere direttamente Taranto, Potenza, Salerno, Napoli, Roma, Firenze, Bologna, Milano. Questo significa che bisogna riflettere su varie cose, perché in città come Bari, Napoli, Roma (solo per fare qualche esempio) quando la stazione ferroviaria dista a 20 minuti di auto si dice che si “trova sotto casa”. E’ evidente, quindi, che per chi deve raggiungere da Matera il Centro-Nord dell’Italia non ci dovrebbe essere solo Bari, la cui stazione si raggiunge in non meno di 60 minuti, traffico urbano permettendo.

Dopo aver illustrato nei giorni scorsi, nei dettagli e in maniera documentata, lo stato dell’arte della costruenda ferrovia Ferrandina – Matera La Martella, ci sembra il caso di fare alcune realistiche considerazioni sul sottovalutato scalo basentano.

Dove, certo, è stridente la contraddizione tra il Frecciarossa 1000 (segno di modernità ed efficienza) e lo stato di degrado in cui si trova quello che comunque da dicembre scorso è anche lo “scalo Matera”. Attraverso il quale transitano ogni giorno pendolari, studenti universitari, cittadini e decine di turisti interessati a visitare la Città dei Sassi.

Per questa ragione l’Associazione “Matera Ferrovia Nazionale” se ne sta occupando da almeno un anno, al fine di accelerare e realizzare al meglio i previsti lavori di riqualificazione in modo da offrire a chi viene in Basilicata, spesso dopo aver utilizzato l’Alta Velocità fino a Salerno, una immagine più accogliente e dignitosa.

E questo anche per non sminuire l’importante lavoro di impegnati parlamentari locali che, insieme al nostro sodalizio e agli organi di informazione regionale, hanno portato avanti una battaglia di civiltà per dotare finalmente Matera, dopo 150 anni, dell’atteso collegamento alla rete nazionale delle Ferrovie dello Stato Italiane. Conquista avvenuta con una battaglia di grande coraggio e determinazione, a fine 2016, in un clima di incomprensibile immobilismo, se non di ostilità, delle istituzioni locali.

Adesso è necessario riconsiderare il ruolo strategico di questa stazione proprio alla luce di Matera 2019. E lo dovrebbero fare, senza indugi, innanzitutto i due sindaci più strettamente interessati, ma anche i loro colleghi dei paesi che gravitano intorno alla media valle del Basento oltre che l’ente Provincia. E questo dando per scontato l’investimento e gli interventi che Rete Ferroviaria Italiana e il Dipartimento regionale alle Infrastrutture si accingono ad avviare nelle prossime settimane e a concludere entro il 2018.

E’ sotto gli occhi di tutti, infatti, che con il moderno Frecciarossa 1000 (Taranto-Milano) l’utenza è aumentata e il piazzale esterno, tra bus e auto in sosta, è ormai insufficiente e non proprio sicuro. Per questo bisogna risolvere al più presto la questione delle coincidenze dei bus per Matera e Ferrandina città, riaprire i bagni e sistemare la sala d’attesa che va arredata, rivedendo la segnaletica verso i binari e i sottopassaggi, per non dire dei display informativi e dell’impianto di videosorveglianza che va sistemato.

Comunque, tutte questioni che i tecnici stanno considerando in questi giorni. Tra gli interventi, insieme al previsto terminal bus con pensiline per consentire un comodo interscambio gomma-ferro, è il caso di pensare inoltre alle paline con gli orari dei bus in transito, all’istituzione del servizio taxi, ai parcheggi liberi e custoditi (anche per roulotte e caravan), assicurando la presenza di vigilantes in corrispondenza dei treni principali, ed eventualmente un autolavaggio con servizio assistenza. Come pure va sistemata la bretella stradale in uscita verso la Basentana e quindi per Potenza, Matera e Metaponto.

E all’immagine di una stazione riqualificata ed efficiente contribuirebbe anche l’abbattimento di uno stabile abbandonato la cui area potrebbe essere utilizzata per varie destinazioni di servizio.

Lo stesso Bascalo Café, in questo nuovo contesto, oltre che punto ristoro e vendita di prodotti tipici, può diventare un riferimento per le informazioni sull’andamento dei treni e l’accoglienza ai viaggiatori (soprattutto per quelli in attesa di coincidenze) e la diffusione di materiale turistico di Matera e di tutta la regione.

Il luogo si offre, altresì, per collocare, nel piazzale stazione, grandi pannelli fotografici riguardanti i siti, le località, i monumenti e le bellezze da visitare. Dunque, lo scalo basentano può rappresentare in questo modo un immediato luogo per promuovere la Basilicata, incentivando il turismo e ponendo un argine allo spopolamento dei paesi dell’interno e all’emigrazione dei giovani: vera piaga della nostra regione.

In chiusura, con i binari per Matera già predisposti sin dall’ammodernamento della stazione effettuata nel 2006 e quelli esistenti per la zona industriale di Macchia, il previsto insediamento della ZES Valbasento e, in prospettiva, di una possibile e auspicabile tratta Salerno-Potenza-Matera-Bari, bisogna proiettare sin da subito la stazione di “Ferrandina-scalo Matera” verso il futuro perché anche da qui passa il rilancio delle aree interne.

Noi con passione e responsabilità lo stiamo facendo da un anno. Ma serve soprattutto un impegno corale di tutte le componenti istituzionali, economiche e sociali, per realizzare un progetto che non è solo utopia.