Ci ha scritto l’ing. Saverio Acito, ex sindaco di Matera ed ex dirigente tecnico della Pubblica Amministrazione, che nella lunga carriera ha progettato, visionato e verificato la funzionalità di tante opere pubbliche per gli usi diversi.

Ci ha inviato una proposta improntata al buon senso che, pur mantenendo la necessità di realizzare una soluzione spartitraffico in via Lanera, ne ridimensiona l’impatto e anche il sacrificio degli alberi.

Merita attenzione prima di avviare il cantiere, ampiamente recintato, e pronto all’impiego dei mezzi. Anche per stemperare le polemiche in atto e questo perché, lo ripeteremo fino alla noia, resta la solita carenza di comunicazione.

I progetti, tutti, vanno presentati alla città soprattutto quando si tratta di argomenti spinosi come l’abbattimento di piante, per la quale c’è anche una relazione tecnica (https://drive.google.com/uc?id=1CMLY05tz0J0f0u5zfbeHh1Y4qgNlcrZC&export=download )
commissionata dall’Amministrazione comunale che elenca problematiche consolidate, lo stato di salute delle piante, le soluzioni in parte drastiche da adottare. E’ prevista anche la loro ripiantumazione.

Se il Comune avesse comunicato meglio , e per tempo, una soluzione possibilmente condivisa si sarebbe trovata. E qui è inevitabile il riferimento alla partecipazione. Le consulte tematiche , gli osservatori sarebbero serviti, eccome , per esaminare questo o quel problema.

Ma la politica, quella miope, preferisce tenere distanti i cittadini nel confronto su questo o quel problema. Questione di volontà e di trasparenza. Non meravigliamoci poi se si ricorre alla carta bollata o agli esposti denuncia. Che sia colpa del ‘’Punteruolo rosso?’’. Mah. Serve buon senso.

Anche perché prima o poi incapperemo nel nodo del progetto (a opera delle Fal) di Piazza della Visitazione…Ce lo presentate prima della ennesima tornata di polemiche su Matera 2019?

UN’ALTRA SOLUZIONE C’E’?

“Allego, per una migliore comprensione di quanto segue, le planimetrie (non nella stessa scala) della rotatoria di progetto e quella proposta allo stesso ufficio tecnico per ridurre l’impatto e l’effetto del rondò di via Lanera.

Il progetto predisposto dall’Ufficio tecnico comunale affronta e risolve l’esigenza di regolate il traffico veicolare all’incrocio di viale Annibale di Francia con via Lanera nel rispetto delle vigenti norme in materia.

Quindi nulla da eccepire sulla scelta tecnica, ma questa esigenza, che per essere rigorosamente rispettata prevede una traslazione dell’asse viario esistente verso nord, interessando anche la pineta dell’ex ospedale, comporta la necessità di dover tagliare un buon numero di alberi ed amplia considerevolmente l’area di intervento (ho usato un termine forse eccessivo: sbracamento!).

Il mantenimento possibile invece dell’attuale asse viario e l’inserimento di una più modesta isola rotatoria, delle dimensioni simili a quella inserita su via Aldo Moro nei pressi della sede comunale e che adeguatamente svolge la funzione di regolare il traffico, eviterebbe il taglio di un buon numero di alberi senza compromettere la bontà dell’intervento e non snaturando il contesto urbano esistente.

La proposta progettuale in esecuzione pur tecnicamente condivisibile, urbanisticamente mal si concilia con il quartiere ed evidenzia ancora una volta una predilezione alle auto anzicchè ai pedoni.

L’esistenza, nei pressi, della Chiesa di Sant’Antonio che certamente, in particolari momenti, provoca una concentrazione di fedeli, la imminente apertura del campus universitario prima e della casa dello studente poi, faranno accrescere le presenze pedonali, e quindi lo sforzo dei progettisti deve privilegiare il soggetto più debole…il pedone

Probabilmente la progettazione e realizzazione del completamento della tangenziale, secondo un tracciato in viadotto, che corra sotto villa Irene e dietro la Chiesa potrebbe salvare capre e … pini.

Anche questo episodio evidenzia come la stagione delle scelte non adeguatamente partecipate e condivise genera reazioni che non agevolano il… “fare”.

Se qualcuno, poi, vuole approfondire può andare a vede il PUM a suo tempo approvato, e troverà a pag. 61 la rotatoria così come ora in esecuzione. Chi all’epoca ha avuto modo di confrontarsi con gli estensori del piano? Chi ha potuto verificare il rischio di tagli di alberi? Chi ha valutato il tracciato di una tangenziale che si sovrappone a viale Annibale di Francia?

Mi verrebbe da chiedere chi si ricorda che esiste un PUM, visto che la città su questo documento, come su quasi tutti i progetti in campo,non viene coinvolta, sorprendendosi, quindi, ogni volta di quello che pochi sanno e tutti gli altri devono subire, possibilmente senza disturbare il manovratore?

Fortunatamente siamo ancora in tempo, tornando al rondò, per riflettere e verificare la realizzabilità di una soluzione “compatibile” con le tante esigenze che l’attuale dibattito ha evidenziato senza irrigidimenti o bracci di ferro. Facciamo vincere la città, potremo beneficiare e vantarcene tutti.

Valga comunque come esempio: il confronto libero e sereno aiuta, senza far scadere la qualità … anche nei rapporti tra portatori di interessi diversi.
Signor Sindaco a Te ora la valutazione saggia e definitiva.

Ovviamente non Ti chiedo di sostituirti ai progettisti, ma di indirizzarli sì.”

Saverio Acito