Un altro capitolo nella vicenda dell’edificio in costruzione, a metà di via Protospata, a Matera, e con il cantiere ancora bloccato dopo la sentenza del Tar di Basilicata che ha accolto il ricorso presentato da privati in relazione ai permessi a costruire rilasciati dal Comune a favore dell’impresa costruttrice, entrando nel merito delle questioni.

Le argomentazioni addotte, tra norme, superfici e volumetrie previste e poi realizzate in sopraelevazione, segnalano le violazioni riscontrate e i le indicazioni da seguire per riportare il fabbricato nei parametri standard.

Un nuovo progetto? Adozione di altre misure, attesa, ricorsi oppure… La soluzione non sembra essere dietro l’angolo. Però c’è una sentenza (pubblicata il 16 settembre scorso N.00899/2016 reg.prov.coll N.00929/2015 reg. ric) che ”accoglie il ricorso introduttivo e l’atto dei motivi aggiuntivi nei sensi indicati nella motivazione” con argomentazioni su tempi, procedure e norme di riferimento che annullano o precisano quanto autorizzato in passato. Il Comune , come indicato nei passaggi finali delle motivazioni alla sentenza, potrebbe accogliere un nuovo progetto di demolizione e ricostruzione del fabbricato con la stessa volumetria, diversa sagoma e un aumento della superficie del 35 per cento dei locali monopiano.

Il condizionale è d’obbligo vista la valutazione dei costi e della opportunità della eventuale decisione. La gru è ferma da tempo. La parola a tecnici e amministratori vista la complessità della materia e le prescrizioni della sentenza