Società di controllo pubblico? Calma e gesso soprattutto quando si parla di decisioni finanziarie e gestionali che interessano più enti, istituzioni per le quali tra compartecipazioni e competenze occorre tenere dentro le diverse responsabilità e il consenso unanime delle parti . La Corte dei Conti ha respinto, giudicandola “Inammissibile’’ la richiesta di parere avanzata dal rettore dell’Università di Bari Antonio Felice Uricchio , d’intesa e in rappresentanza delle Università degli Studi di Foggia e del Salento, del Politecnico di Bari. A parlarcene è Nino Sangerardi. Parere negativo a parte, che farà scuola anche in Basilicata, e si dovrà tener conto dell’entrata in vigore del Decreto Legge n.175/2016 . La norma prevede che amministrazioni pubbliche devono procedere alla revisione straordinaria delle partecipazioni possedute direttamente o indirettamente. L’esito della ricognizione sulle quote societarie deve essere comunicato alle sezioni della Corte dei Conti

Corte dei Conti boccia domanda del Rettore Università di Bari

di Nino Sangerardi

“Inammissibile”. E’ quanto redige la Corte dei Conti,sezione Puglia, a fronte della richiesta di parere inviata da Antonio Felice Uricchio Rettore dell’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari.
Questi, in merito alla definizione di società a controllo pubblico(decreto legge n.175/016) ricava che deve ritenersi conclusa la fattispecie di “società a controllo pubblico” nelle ipotesi in cui una società risulti sotto controllo di un’unica amministrazione pubblica nè sia richiesto—per le decisioni finanziarie e gestionali—il consenso unanime di tutte le parti.
Una lettura interpretativa a cui il Rettore giunge anche sulla base del giudizio reso dal Consiglio di Stato in data 4 giugno 2014.
Pertanto il prof. Uricchio sollecita conferma ai Giudici che non ricorre il caso particolare della società a controllo pubblico quando ci sono due condizioni : a) il capitale sociale appartiene a più amministrazioni pubbliche ma queste raggiungono la maggioranza solo se complessivamente considerate;b) le pubbliche amministrazioni partecipanti agiscano separatamente,non essendo tra loro legate da alcun vincolo legale,statutario o parasociale.
Il Rettore dell’Università barese precisa che il quesito è trasmesso d’intesa e in rappresentanza delle Università degli Studi di Foggia e del Salento, del Politecnico di Bari.
La risposta della Corte? In primo luogo rileva quanto segue : la Legge(n.160/2016) stabilisce che,in materia di contabilità pubblica, possono essere rivolte domande direttamente alla sezione delle autonomie della Corte dei Conti. In che modo? Ecco : “ …per le Regioni,dalla Conferenza delle Regioni e Province e dalla Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative di Regioni e Province; per i Comuni e le Province e le Città Metropolitane, dalle rispettive componenti rappresentative nell’ambito della Conferenza unificata”.
A parte la sopradetta normativa i Magistrati osservano che l’istanza è stata sottoscritta dal Magnifico Rettore dell’Università di Bari “ soggetto non legittimato a sollecitare l’attività consultiva della Corte dei Conti”.
Di più,si riscontra ulteriore profilo di irricevibilità del quesito per”… l’eventuale interferenza con altre funzioni intestate a questa Corte”.
Infatti entro un anno dall’entrata in vigore del Decreto Legge n.175/2016 le amministrazioni pubbliche devono procedere alla revisione straordinaria delle partecipazioni possedute direttamente o indirettamente. L’esito della ricognizione sulle quote societarie deve essere comunicato alle sezioni della Corte dei Conti. Di conseguenza per gli accertamenti svolti o da svolgere dall’Università degli Studi di Bari la Corte competente è quella della Puglia.
In conclusione la domanda del Rettore Antonio Felice Uricchio “ si palesa inammissibile”, scrivono nel referto il presidente Agostino Chiappiniello e Stefania Petrucci,relatore.