Ci eravamo illusi che il disegno di piazza San Francesco d’Assisi a Matera, tra le poche opere pubbliche e di arredo per l’anno che verrà, dovesse seguire il percorso di via del Corso e di via delle Beccherie , con la sostituzione delle vecchie chianche o di una fetta di esse. E,invece, siamo al candore delle basole…di altro segno e disegno. Materani perplessi, dopo la rimozione della recinzione, e confronto inevitable con via del Corso, con l’inevitabile commento : ”…E cos’è una piazza mosaico? Ad Arlecchino?” Tanto pià che via Rocco Scotellaro è stata bitumata e qualcuno ci ha chiesto, preoccupato, se prima o poi non toccherà anche a via ”Alessandro Volta”. Abbiamo risposto con un ” Quien sabe…chi lo sa?” che non li ha convinti, insieme all’apertura laterale di accesso agli ipogei sul versante della Banca d’Italia, dove nei giorni scorsi sono stati rimossi i ‘denti’ o gradini a ridosso della Banca Popolare dell’Emilia Romagna. Perplessità legate a un accesso ripido e rapido di acqua nell’ipogeo che in caso di acquazzone, come è capitato oggi mercoledi 20 giugno tra le 13 e le 15, finisce con il saltare la grata di raccolta . Pensiline? Mah lasciamo perdere, anche se si tratta di proteggere quanti d’inverno dovranno raggiungere l’ascensore e poi il foyer dell’Auditorium, a sua volta in attesa di essere riqualificato.E così monta il ”sarebbe stato meglio lasciare le cose come stavano” mantenendo l’ingresso principale dall’ipogeo originario, di fronte a piazza Sant’Eligio,e realizzando un piccolo montacarichi o ascensore per persone con difficoltà di deambulazione. Si continua ,così, a scuotere la testa per le polemiche che hanno accompagnato quell’intervento con l’inevitabile ”…Ma non ci si poteva pensare prima?”. Con i sè e i ma,però, la storia non si fa. Tanto più che la festa del 2 Luglio incombe e di recintare il versante ” contestato” della piazza o di tirar fuori una perizia per rimediare non sembra sia dietro l’angolo. Del resto l’Amministrazione comunale di problematiche sulle opere pubbliche ne ha tante, a cominciare dal progetto della nuova stazione delle Fal in piazza della Visitazione, sulla quale restano perplessità. E si attende, dopo la festa del 2 Luglio, che si metta mano alla riqualificazione del versante di piazza Vittorio Veneto prossimo alla Prefettura. Se ne parla da tempo ma se ne sà poco o nulla. Tanti i rumors, perchè la città non conosce che tipo di intervento sarà effettuato. E sarebbe veramente ‘cosa buona giusta’ -per usare un termine liturgico- che il progetto, e non solo questo, ci riferiamo anche alle periferie ed altre situazioni da appaltare e cantierizzare, della quale i cittadini non sanno nulla. La fretta, e per vari motivi ,di appaltare e spendere comunque, che sta accompagnando Matera 2019, non è una buona consigliera e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Preferiamo che nel cuore antico, visti i tempi ridotti, si curi la manutenzione ordinaria, sostituendo le chianche spaccate o deteriorate come continuiamo a osservare in via Ridola, dove il transito di mezzi pesanti continua a creare danni. Le “pezze” con cemento o bitume devono essere temporanee, altrimenti la cultura dell’arredo urbano verrà continuamente ignorata. Guardatevi in giro e in centro, nel salotto buono della città, dove si continua a far finta di nulla. Anche in via San Biagio chianche sconnesse e idem su via Duomo. E gli esempi della scarsa attenzione sul decoro della città c’è tutto. Non attendiamo il 2020 per annotare la conta dei danni della mediocrità o della superficialità. Matera è di tutti. Chi non la ama stia fermo, che di danni – e in vari contesti- ne ha fatti già abbastanza.