Una voce fuori dal coro. Lontana dal clichet che la Puglia abbia investito tanto per Matera 2019. Ma che, anzi, se ne starebbe immobile negli investimenti culturali per Matera 2019.Ad affermarlo Sergio Ventricelli , presidente di Dialogòi, il Distretto Produttivo Pugliese dell’industria Culturale. E per ribadire la sua tesi cita quello che si sarebbe potuto fare, realizzando una azione di co-marketing che nei fatti non ci sarebbe stata. Il perché e il per come, riteniamo, forse è legato alla rottura di quel trait d’union che per lungo tempo è stata la presenza di Paolo Verri in PugliaPromozione365 che, a livello di sinergie, riteniamo potesse essere positiva anche sul piano culturale.Nel frattempo sono venuti alcuni incentivi, ne abbiamo parlato ripetutamente con i servizi di Nino Sangerardi, e con altre iniziative presentate in Fondazione. Ma citiamo per obiettività anche quello che nella breve e contrastata parentesi materana, con progetti come quelli legati alla cooperazione mediterranea, seppe fare all’assessorato al Turismo la senatrice salentina Adriana Poli Bortone. I tentativi e i percorsi di sinergie culturali ci sono stati. Ma poi sono emersi i limiti e tanti sul piano politico tra le due regioni e nonostante l’ombrello del governo nazionale. Non dimentichiamo poi tutte le problematiche che stanno accompagnando il percorso attuativo dei programmi dall’anno della proclamazione (17 ottobre 2014) di Matera capitale europea della cultura 2019. I matrimoni, ricordiamo a Ventricelli, si fanno in due e quando non c’è cultura d’impresa e ci si ferma alle intese con strette di mano e foto istituzionali non si va da nessuna parte. La Puglia, e ne parliamo con cognizione di causa, è nei fatti presente in Matera 2019 per il ruolo di Hub che Bari in particolare sta svolgendo sul piano infrastrutturale e dei trasporti (Porto, aeroporto, ferrovia) e delle vie di comunicazione .L’adeguamento della statale 96 è una realtà progettata da Anas Puglia oltre 10 anni fa. E meno male che quell’investimento è maturato ora. Per la Ferrovia , lo ricordiamo per i ripetuti pronunciamenti fatti dall’ex ministro Graziano Del Rio e del presidente della giunta regionale Michele Emiliano, si sta investendo sull’adeguamento delle Ferrovie Appulo lucane. Investimento pugliese anche per la banda larga del ‘’5G’’ per il comprensorio Bari-Matera. Si poteva fare di più? Se l’esempio sono le Zes a macchia di leopardo e con i ritardi e le strumentalizzazioni da campagna elettorale che sappiamo e allora non meravigliamoci più di tanto. Sinergie? A Matera siamo scoperti o quasi per il teatro. A due passi abbiamo il Mercadante di Altamura e il Metropolitan di Ginosa, a Bari Petruzzelli, Piccinni, Margherita e via elencando. Si poteva lavorare insieme? Come no. E allora? Le possibilità ci sono state anche con contesti politici uguali, prima della scoppola elettorale del 4 marzo 2018, da Roma alla Puglia alla Basilicata. Ma si è perso tempo. Le analisi postume servono per non ripetere errori, ma contano i risultati e il piatto piange non solo a Matera, ma in Basilicata e in tutto il Sud. A poco serve constatare che su Matera hanno investito e continuano a farlo tanti imprenditori pugliesi, di aria murgiana in particolare, nella filiera turistica. E portano la cultura del territorio. Si è volato basso? Prevedibile,nonostante i tentativi , anche di sinergie tra realtà istituzionali economiche provinciali in vista di Matera 2019.

2019, VENTRICELLI: “LA PUGLIA COLPEVOLMENTE FERMA”
17/09/2018
Il presidente del Distretto Dialogòi, sulla mancata connessione con la Capitale Europea della Cultura

“Quando capitano occasioni straordinarie e non le si colgono, bisognerebbe interrogarsi, con pragmatismo, sulle capacità di un’intera classe dirigente. Il colpevole immobilismo con il quale la Puglia non ha azionato alcuna significativa leva di co-marketing su Matera Capitale Europea della Cultura, evidenzia il miope “vorrei ma non posso” di un territorio schiacciato da un provincialismo manageriale, che le impedisce di costruire una visione capace di valorizzare pienamente opportunità irripetibili come questa”. Così Sergio Ventricelli, presidente di Dialogòi, Distretto Produttivo Pugliese dell’industria Culturale, a poco più di cento giorni dal 2019, l’anno che vedrà il capoluogo lucano, un’ora di automobile da Bari e Taranto, al centro di un’importante valorizzazione internazionale. “Un territorio – continua Ventricelli – con cui la Puglia è storicamente legata, per cultura e tradizione, piuttosto che nei rapporti tra le università e nei collegamenti aerei, ferroviari e marittimi, con molte aziende dell’una e dell’altra parte che spesso trovano spazio nei distretti industriali altrui. Non bastassero questi elementi, che già da soli meriterebbero una puntuale e profonda valorizzazione, anche l’Unione Europea invoca una forte strategia di sviluppo delle macro-aree, con la cosiddetta area appulo-lucana, ovvero quella parte di Puglia denominata Murgia e il Materano, che potrebbero recitare un ruolo primario, in termini di programmazione e di riduzione di sprechi”. Tutto questo sulla carta, mentre altrove, spesso, si traduce anche in buone prassi. Da anni, solo per citare tre esempi, la Valle d’Aosta collabora con la Francia, il Trentino con l’Austria e il Friuli Venezia Giulia con la Slovenia. “Milano e Torino – continua Ventricelli -, “capitali” di Lombardia e Piemonte, da undici anni danno vita congiuntamente al MiTo, Festival di Musica di grande notorietà che, grazie al gemellaggio culturale tra le città offre grande musica a prezzi popolari. Per tutto il mese di settembre gli appuntamenti invadono teatri, auditorium, chiese, cortili e piazze, trasformandole in un’immensa platea. Un festival di avanguardia nei processi di integrazione e come esempio di vitalità culturale. In Puglia, invece, non c’è nulla di mitico ma, purtroppo, nemmeno di ordinariamente tangibile. I circa 400 milioni di euro stanziati un anno fa dal governo attraverso il Contratto istituzionale di sviluppo erano una suggestione importante. La proposta di Dialogòi era di utilizzarli, per trasformare questo territorio in una piattaforma continua di scambi di affari, merci e turismo, con collegamenti ancor più intensi e significativi. Niente di tutto questo è stato preso in considerazione. L’unica partita che si è deciso di giocare ruota attorno all’asse viario tra Bari e Matera. Di reti e infrastrutture sociali, culturali ed economiche nulla. La stessa sorte che sta vedendo Bari, dove si moltiplicano i cantieri, ma non si preparano progetti di valorizzazione degli stessi, salvo poi affidarsi precipitosamente ai privati che, mai interpellati prima, dovrebbero investire prontamente. La sensazione è che la Cultura o, meglio ancora, l’industria culturale, non venga percepita come un collante adatto a favorire distretti industriali virtuosamente inseriti in contesti ambientali da valorizzare e internazionalizzare. Questa doveva essere la grande occasione di Matera. Invece, no. Il 2019 passerà, con la Basilicata che, presumibilmente, ne trarrà dei vantaggi, forse meno a lungo termine di quanto sarebbe potuto essere, ma in ogni caso significativi. La Puglia resterà ai margini, vedendo passare un gran numero di persone e di merci sul proprio territorio, senza riuscire a costruire opportunità rilevanti e, cosa ancora più grave, senza capirne il perché”.