Dal dissenso del governo cittadino alla condivisione del governissimo, nonostante fallimenti e qualche lacerazione, e la Matera della sede municipale di via Aldo Moro in Europa ha fatto un figurone.

Quasi quasi il metodo va brevettato, viste le divisioni e le spaccature che ci sono a varie latitudini, a cominciare dal governo del Bel Paese, che non riesce a trovare la quadra.

Gli esperti della commissione di monitoraggio che hanno incontrato la delegazione di Comune e Fondazione ”Matera-Basilicata 2019” , per fare il punto su quello che è stato fatto e resta da fare per la ”Capitale europea della Cultura ”, hanno apprezzato quel clima di concordia segnalato dalla Città dei Sassi, che porta bene per il prosieguo delle attività da concretizzare e questo, a sentire gli esperti, rappresenta un valore di affidabilità e.

Ma questo termine, che porta inevitabilmente alla mente il naufragio della ”Concordia” la nave della Costa Crociera finita sugli scogli dell’isola del Giglio, a seguito dell’inchino deciso dal capitano Schettino, non è proprio azzeccato.

E così il sindaco preferisce parlare di armonia: dalla competizione alla collaborazione, citando Salvatore Adduce, candidato sindaco battuto tre anni fa elezioni comunali, con le strategie e gli stravolgimenti politici che sappiamo, come la persona ”più coerente” a gestire la fase finale del dossier di candidatura.

Quanto alle polemiche sulle modalità di elezione del neo Presidente, avvenute il 28 marzo a Potenza, finiscono nel calderone dell’ordinario e si preferisce guardare avanti, citando le rassicurazione date in materia di governance con la lunga gestione per la riforma statutaria, la raddrizzata al consiglio di indirizzi (che dovrà nominare anche due consiglieri comunali di Matera, uno di maggioranza e l’altro di opposizione), l’abolizione della figura del direttore artistico e la nomina del segretario generale avvenuta con il concorso vinto dal funzionario regionale Giovanni Oliva. E non il solo, in relazione al ruolo di peso che la Regione Basilicata sul piano politico e finaziario ha nella Fondazione.

Ma è fatto salvo nel cda il principio che nelle sedute debbano esserci i rappresentanti (l’uno o l’altro) del Comune o della Regione. Per evitare (non si sa mai) colpi di mano o che passi altro contro gli interessi della città. Pericolo superfluo vista la collegialità politica e non imprenditoriale del consiglio di amministrazione. Alcuni, infatti, non si sentono nemmeno tanto sono ”allineati e coperti”. Ma contano i fatti.

E il sindaco, citando le motivazioni sul perchè venire a Matera ”città dell’unicità” ha ribadito perchè possiamo farcela, guardando all’innovazione a quel ” 5G” che sarà possibile attivare quando si potrà intervenire sull’edificio di piazza San Rocco. Attualmente occupato dall’Università, a sua volta impegnata nelle procedure per allestire gli ambienti del Campus nell’ex sede sanitaria di via Castello.

E il presidente della Fondazione, Salvatore Adduce, ha aggiunto che se siamo stati credibili davanti agli esperti di Bruxelles ” …è perche, oltre alla convincenti argomentazioni del sindaco,  abbiamo fatto i compiti a casa, attuando le prescrizioni fornite…e poi abbiamo preso l’impegno di farcela per il 2019′‘.

Sul piano delle garanzie finanziarie e sullo stato di attuazione dei lavori i referenti del programmma ” Matera 2019” hanno riferito delle risorse stanziate nel bilancio dallo Stato per 30 milioni di euro, dei quali 11 destinati al Comune e 19 alla Fondazione per il programma di eventi in calendario.

Adduce e De Ruggieri hanno anche riferito di essere fiduciosi per l’attribuzione a Matera di risorse per 1,5 milioni di euro con il premio ”Melina Mercouri” sulle capitali della cultura.

Quanto al bando per l’allestimento e la gestione della Cava del sole per lo svolgimento degli eventi di arti performative per Matera 2019”, in scadenza il 29 maggio 2018, è stato definito un valore della concessione per 9.710.000 euro per la durata di quattro anni. Il concessionario dovrà realizzare entro il 31 dicembre 2018 una struttura amovibile e polifunzionale che potrà ospitare 800 persone e strutture di servizi. Comune e Fondazione si sono riservate una quota per far svolgere eventi propri.

Nei giorni scorsi è stata avviata anche la procedura, in scadenza il 27 aprile prossimo, per l’assegnazione dei lavori propedeutici all’allestimento della Cava del Sole, con un invito rivolto a 25 imprese e per un importo a base d’asta di 971.000 euro. Il resto lo hanno detto Rossella Tarantino, manager sviluppo della Fondazione e del comitato promotore insieme al direttore generale Paolo Verri, e il segretario generale Giovanni Oliva che ha annunciato una nuova stagione di relazione della Fondazione sul territorio.

I visitatori che saranno a Matera nel 2019 -ha annunciato Rossella Tarantino- potranno acquistare un biglietto unico, dal costo di 19 euro e della validità per l’intero anno, per assistere agli eventi legati al programma di ”Capitale europea della cultura 2019” . I biglietti saranno in vendita da settembre 2018. E poi ci sono le novità in arrivo di uno sponsor nazionale di ”platino” e di altri anche locali di buon livello.

E poi le azioni in corso per valorizzare la meglio gioventù del Sud, sotto i 30 anni, con i progetti in corso. Altro ancora verrà con i progetti di cocreazione e coproduzione con realtà nazionali e associazioni della Basilicata, per un investimento complessivo di cinque milioni di euro. A settembre poi l’incontro a Matera con le capitali europee della cultura…a partire da Liverpool 2008 o giù di lì.

Il programma delle cose da fare, per quanti abbiano voglia e pazienza di informarsi, è sul sito della fondazione che- e lo abbiamo segnalato in più occasioni- resta di difficile consultazione. Da parte nostra abbiamo presentato formale accesso agli atti su un settore ”non accessibile” , che il decreto Madia consente invece di visualizzare e consultare. Attendiamo risposte, se verranno, nei canonici 30 giorni da parte dei dirigenti della Fondazione.

Già la trasparenza, che spesso – accanto alle polemiche e alle diatribe della politica, che hanno trasformato la Fondazione in un ente subregionale- ha accresciuto il clima di sfiducia nei confronti dell’organismo e del programma 2019. Le cui competenze, lo ricordiamo, sono diverse se si fa riferimento alle opere pubbliche, alle attività culturali, a consulenze e forniture.

Un equivoco alimentato ad arte e in maniera strumentale, a seconda della incidenza e degli interessi di una campagna elettorale sempre in atto, dai soliti maneggioni e opportunisti della politica :da Potenza a Matera e dintorni.

Da parte per un momento interrogazioni ed esposti a Procura della Repubblica o alla Corte dei Conti, che seguiranno il loro corso, abbiamo apprezzato le parole del segretario generale Giovanni Oliva sulla ”fase di recupero” di immagine e di rapporti con il territorio che la Fondazione intende avviare.

Ne prendiamo atto e attendiamo l’evoluzione di questo percorso.