Ancora 11 mesi e poi anche la libreria Mondadori  di via del Corso, a Matera, dovrà abbandonare la sede dove opera da 18 anni per far posto – probabilmente- a una attività commerciale che nella Città dei Sassi va per la maggiore e per dirla con un termine in voga di food& beverage. La storia si ripete e ancora una volta, dopo quella della Libreria dell’Arco o della Galleria Plasmati, di laboratori artigianali di fotografia, grafica e scultura, le oasi di cultura e arte pagano a distanza l’effetto ” Matera 2019” con i costi di negozi, laboratori, appartamenti che lievitano a prezzi di mercato. E così anche per Antonio Sacco, che titolare della libreria affiliata ” Mondadori”, è venuta l’ora di prepararsi al trasloco forzato,a causa di un canone di locazione ”insostenibile” per l’attività che conduce. Ha ricevuto dalla proprietà la lettera preventiva di cessazione del rapporto e a luglio 2018 dovrà liberare il locale di 55 metri quadrati, che occupa al numero 12 di via del Corso. Per la verità, come ci ha raccontato Antonio, ha tentato di evitare che ciò accadesse,ma invano. Tra l’altro il dinamico libraio aveva in animo di riqualificare arredi e spazi, comunicando la cosa alla proprietà, ma ha dovuto fermarsi di fronte alla richiesta di un canone superiore alle proprie possibilità.” Purtroppo – commenta Antonio-manca un rapporto etico che tenga conto di persone e attività. Prevale la logica degli introiti immediati senza la dovuta programmazione, con gli effetti anche negativi che vediamo nel gradimento e nelle scelte dei turisti. E’ il mercato e si può fare poco o nulla. I prezzi li fanno i proprietari di immobili e tendono a massimizzare le opportunità del momento. Matera 2019 ha portato anche a questo”. Antonio nel frattempo ha ricevuto tanti attestati di solidarietà e alcuni amici, passati da esperienze come la sua, gli stanno segnalando delle alternative per non allontanarsi troppo dal centro. E per la città, gli appassionati di libri e di cultura, sarebbe una sconfitta se ciò dovesse accadere. La Mondadori è avvertita e considerata come una libreria cittadina, frequentata da turisti che hanno trovato in Antonio professionalità, simpatia, accoglienza, tanti buoni consigli per un tour a Matera e – tra le tante cose- il gusto per la lettura con le frasi di grandi autori, su libri e scaffali, che invitano a farlo o l’offerta di generi che continuano ad aver nuovi appassionati. Senza dimenticare i laboratori con i bambini delle scuole, la presentazione di libri e di spettacoli teatrali con Skenè, per esempio, o di giovani cantanti come Chiara. Sono passati 18 anni da quando stipulò un contratto di locazione, laddove era un negozo di abbigliamento, al n.12 di via del Corso accanto a una edicola (ora sostituita da un ristorante) e da un negozio di scarpe, anche questo passato ad altra attività. ” Avevo deciso – ricorda Antonio- di cambiare lavoro. Da parte l’esperienza di venditore in un mobilificio mi guardai intorno e decisi di approfondire il discorso delle librerie. Contattai Feltrinelli ma giudicarono allora Matera poco interessante, salvo a ricontattarmi qualche anno fa, e allora avviai il rapporto con Mondadori. Il resto è storia d’oggi. Sì, la Casa editrice, in questa fase ha verificato come potermi venire incontro ma sul locale non si poteva fare nulla. Dovrò cercare e valutare altra soluzione. Mi spiace. Matera 2019? Rispetto allo scorso anno, quando gli affari e il flusso turistico erano più consistenti aprivo il negozio anche alle 15.00. Quest’anno c’è un calo di presenze e in giro lo si può notare. Può sembrare paradossale ma i grandi editori non tengono in considerazione Matera 2019. Hanno altre logiche e parametri di riferimento, che consentono di tenere il mercato”. Ad Antonio non possiamo che augurare buona fortuna e di tirare dritto per la sua strada. La solidarietà di quanti hanno apprezzato le sue qualità e le sue capacità imprenditoriali sono un punto di forza per ricominciare e, ed è auspicabile, in una strada centrale o pericentrale ,comunque di transito dei flussi turistici e degli appassionati di lettura. Contro il mercato dei canoni di locazione non si può intervenire.Dobbiamo farcene una ragione? Per carità le regole di mercato fanno i prezzi e svuotano i centri storici di attività considerate a ”basso valore commerciale” e allora …dentro con fast food, franchising fashion, bags and Shoes, body cult e hair ( dalle paninoteche ai negozi di abbigliamento, alle attività per la cura del corpo). Poi non meravigliamoci se a conti fatti con un canone di locazione, in media di 3000 euro al mese, e spese aggiuntive fisse di gestione, non fanno tornare i conti e i prezzi al dettaglio lievitano con gli inevitabili ”post” negativi di cittadini e turisti. E allora per restistere ci vorrebbero introti da 6000 euro al mese,senza dimenticare i costi del personale legati spesso al precariato o ai voucher. Un sommerso sul quale c’è stata solo la denuncia del sindacato. Tacciono, aldilà di qualche presa di posizione, all’indomani dei servizi sul trasferimento obbligato in altra strada della Libreria dell’Arco, istituzioni ed enti locali. Registrammo lo scorso anno l’intervento ddel sindaco Raffaello De Ruggieri per tutelare in qualche modo (non abbiamo ancora saputo come) le attività e le identità culturali di Matera ”capitale europea della cultura” e per adottare quelle misure ”restrittive” , decretate dal sindaco di Firenze Nardella contro la maleducazione dei turisti. Ci sono stati ordinanze sulle questioni della dispersione dei fumi in strada, (friggitorie e rosticcerie) e della lotta all’abusivismo commerciale . Silenzio anche dalle associazioni di categoria, rappresentate e presenti in diverse sedi istituzionali. A quanto pare spiazzate dalla liberalizzazione del mercato delle licenze, che consentono di aprire attività l’una dietro l’altra e con un tournover altrettanto veloce, tra quanti tentano il gran passo e poi sono costretti a chiudere o a passare la mano. Ed è importante che siano quelle giuste e non quelle di malavitosi, per riciclare danaro sporco, o degli usurai come ha più volte denunciato la Procura distrettuale Antimafia che ”monitora” Matera 2019. E allora come mantenere le attività ‘culturali’ nei centri storici?In Umbria hanno fatto cose interessanti…Basterebbe garantire incentivi a quanti investono in questo settore ( imposte, animazione territoriali ecc), ai proprietari degli immobili e alle associazioni di strade che rivediamo puntualmente, tra tante polemiche, in occasione degli eventi pasquali e natalizi. Ma stranamente si continua a tacere e a non far nulla. Nemmeno uno studio sul problema. Cui prodest? Conflitti di interesse? Mediocrità culturale? Scarsa cultura di impresa? Fatto sta che un’altra attività culturale va fuori dal centro, pagando gli effetti al rialzo di Matera 2019. Si va avanti come il ”carrozzone ” di Renato Zero. Ma, attenzione, a fossi e ostacoli sul percorso… A rimetterci, comunque, sono Matera e i materani, quelli che non l’hanno venduta o svenduta per il classico piatto di lenticchie.