Non sappiamo con quale film il vecchio ”Cineteatro Duni” ha fatto registrare, di recente, il tutto esaurito. Di certo con un film di successo o da cassetta ma la proiezione di un film in bianco e nero restaurato come ”La Lupa”, che Alberto Lattuada ha girato nella Città dei Sassi nel lontano 1953, ha attirato il pubblico delle grandi occasioni.

E per una proiezione per inviti, gratuita, grazie alla lungimiranza della Lucana Film commission, e all’ apporto di una piccola banca dal ”grande cuore”-la BCC di Laurenzana BASILICATA- che ha sostenuto l’operazione sposandola a un momento di crescita della sua attività, con l’apertura di una filiale in via La Martella. E la gente, di diverse fasce di età, alcuni adolescenti all’epoca del film, ha apprezzato quel tutto nel passato con i rioni Sassi ‘scena’ naturale per una nota novella di Verga, rappresentata con continuità anche a teatro.

I titoli in bianco e nero hanno restituito fotogrammi di luoghi e consuetudini di una civiltà scomparsa, ma viva nella memoria degli anziani e di quanti hanno respirato la fatica ,le speranze e i sacrifici di quei luoghi. E tra questa la festa del 2 Luglio mutuata in quella di Sant’Agata, le luminarie della ditta Faniuolo di Putignano e la manifattura tabacchi ospitata nell’ex Consorzio Agrario (poi in via delle Cererie), entrambe ringraziate nei titoli iniziali.

E poi le speranze dei cantieri di Opere pubbliche della Cassa per il Mezzogiorno, con le ditte del Nord che portavano attrezzature e macchine d’avanguardia che mettevano da parte via via carri e muli. Del film e dei protagonisti abbiamo scritto abbondantemente in altro servizio http://giornalemio.it/cinema/amarcord-in-bianco-e-nero-con-la-lupa-restaurata/ ma ci piace evidenziare le impressioni raccolte dopo la proiezione durante il rinfresco allestito in una hall che sembrava quello del Metropolitan di New York…

E chissà che un giorno non accada, qualora si decidesse di mettere mano al progetto dell’arch. Luigi Acito. Una divagazione, quella sul comfort e sull’arredo, che contrasta con la storia aspra del film (un melodramma erotico) e con il ruolo dell’indemoniata ” Lupa” . Una donna capace di ogni nefandezza per raggiungere l’obiettivo di rovinare la felicità altrui e di non darla vinta a nessuno, tranne che alla disperazione e alla morte.

Il pubblico ha apprezzato l’attualità (purtroppo) del messaggio e dei protagonisti della novella verghiana, passati nel mondo virtuale dei social dove la ”cattiveria”( è un eufemismo) non conosce confini, come ha evidenziato il presidente del Centro sperimentale di Cinematografia, Felice Laudadio, nella presentazione del film insieme al direttore della Lucana film commission, Paride Leporace.

E quest’ultimo, nel ricordare le tappe che hanno portato al restauro presso la Cineteca nazionale di Bologna, con la intuizione di Bernard Tavernier e le preziose collaborazioni che hanno portato alla ”soirèe ” di Matera ha auspicato che si possa portare nella Città dei Sassi le immagini del fotografo ufficiale Federico Patellani. E del resto, come abbiamo scoperto sul web, Milano si appresta a farlo dal 22 novembre al 15 gennaio 2018 nel foyer del cinema Spazio Oberdan con la mostra fotografica dal titolo “Matera 1953. La Lupa: il film di Alberto Lattuada, le foto di Federico Patellani”.

L’iniziativa è della Fondazione Cineteca Italiana a uno dei suoi fondatori, Alberto Lattuada. Nell’occasione sarà proiettata ” La Lupa”, tornata a nuova vita dopo il restauro. Attendiamo,come ha auspicato Paride Leporace, che altre immagini della Lupa- quelle fotografiche di attori o di luoghi ritratti durante sopralluoghi o del set- tornino a Matera. E del resto siamo al ”ciak” della vigilia per il 2019, con lo spazio dovuto al cinema e ai suoi protagonisti, con l’auspicio che il vecchio Duni lo viva non da comparsa ma da protagonista.

Quel tappetto azzurro steso davanti all’ingresso, tra fiori e luci è un sogno che può diventare realtà. Basta volerlo…