Il tricolore non va inquinato o imbrattato con il sangue di sparatorie e atti giustizialisti contro i migranti, ma rispettato a cominciare da quelle Istitutuzioni che continuano a non tirar fuori progetti concreti e credibili: dall’accoglienza all’integrazione al rispetto delle regole. Che piaccia o no il nodo è tutto qui. Non paga il ”laissez faire”, il buonismo misto a paternalismo, che non va oltre il piatto caldo e laddove possibile anche del posto letto o del rifocillamento per strada.E questo per non vanificare le aspettative di quanti dopo tante peripezie raggiungono le coste del Bel Paese diretti verso il Nord Europa, che non li accetta, e la patata bollente resta a noi con tutte le conseguenze spesso negative di un sistema di accoglienza ( è un eufemismo) che proprio non convince. Una parte degli italiani ha paura proprio perchè si è fatto poco o nulla per considerare l’immigrazione una opportunità. E quando accadono fatti di cronaca orripilanti come la giovane ragazza romana, allontanatasi da una comunità terapeutica, fatta a pezzi e ritrovata in un trolley, e con uno spacciatore di nazionalità nigeriana indagato per quell’episodio, e allora aumentano paure e intolleranza. Del resto, e lo vediamo anche a Matera, capitale europea della cultura 2019, gli immigrati in attesa di asilo battono con insistenza locali pubblici, strade,piazze, chiese per chiedere – e spesso con insistenza- la elemosina. Qualcuno risponde male o in maniera insofferente se non riceve l’obolo o se lo giudica insufficiente. A Potenza il sindaco ha emesso una ordinanza.A Matera va bene così in continuità con la politica delle ”mani libere” . E poi sono tornati i lavavetri, in via Dante, qualcun’altro dorme in ricoveri di fortuna. Senza fissa dimora. Irregolari? Altri, e dalla cronaca non si scappa, sono stati arrestati da Polizia e Carabinieri per spaccio di sostanze stupefacenti. Gran parte dei migranti ,tranne poche eccezioni, trascorre la giornata arrangiandosi, altri si danno fare per trovare un lavoro sia pure precario. Ma sono pochi. Progetti di accoglienza ( gli Sprar sono sempre pochi) con il contagocce, mentre crescono le situazioni ”border line”. Insegnamento della lingua, rispetto della Costituzione, formazione e formazione lavoro. Zero o quasi. Cosi non va e la gente diffida o ha paura e quando delinquono o ricevono l’intimazione a lasciare il Bel Paese. Beh… la frontiera è dietro l’angolo. Andrebbero rimpatriati. E invece restano qui. Norme dalle maglie larghe, aldilà delle statistiche sull’argomento. E poi ci sono le situazioni paradossali di protesta dei centri di accoglienza, dei campi o dei centri per la manodopera con tutte le condizioni di sfruttamento, senza dimenticare i tentativi di delocalizzazione di migranti in questo o quel centro con la reazione di sindaci e popolazioni che si oppongono o indicono consultazioni o referendum. Inchieste come Roma Capitale o l’uso distorto di risorse italiane in Libia per fermare gli sbarchi alimentano perplessità. La gente forse in maniera qualunquista o disinformata , fermandosi a quello che vede commenta : ” Mangiano, si vestono, prendono una indennità… hanno la casa popolare e gli italiani?”. Guerra tra poveri? Piuttosto contano i fatti aldilà del pugno duro e dei comitati per l’ ordine e sicurezza pubblica convocati dal governo, dopo gli interventi unanimi di vari rappresentanti delle Istituzioni e politici nei confronti dell’autore della sparatoria di Macerata . Un ex candidato leghista , Luca Traini, che dopo il raid in auto si è fermato davanti al Monumento ai Caduti coprendosi con il tricolore e facendo il saluto fascista. Le cronache e le testimonianze, comprese quelle di dirigenti della Lega di Corridonia, dove Traini si era candidato ma senza essere eletto, parlano di persona cambiata nel tempo dopo essere passato per militanze politiche nell’estrema destra e per esperienze personali e sentimentali che lo avevano profondamente cambiato. Non sta a noi indagare sui motivi o sulla molla che ha fatto scattare la decisione punitiva di prendersela con migranti africani. Ma l’episodio deve far riflettere e non poco, per il brodo di coltura che può favorire gesti simili in altre realtà del Paese. E non solo per la condanna espressa dal dal leader della Lega Matteo Salvini .” Chiunque spari è un delinquente’ ha commentato”,aggiungendo che “è chiaro ed evidente che un’immigrazione fuori controllo, un’invasione come quella organizzata, voluta e finanziata in questi anni, porta allo scontro sociale”. In questi anni le responsabilità su questo tema si sono sovrapposte ma il problema resta irrisolto. E’ vero. Non puo’ fare tutto da sola l’Italia. Serve l’Europa che è spaccata e ci riserva solo plausi di riconoscenza, ma se ne frega… L’Italia ha poco potere contrattuale, per le condizioni di ricatto continuo legato ai conti pubblici. Ma l’Italia deve darsi una mossa, cominciando dal rispetto delle regole. In Germania anche per un Erasmus devi mostrare un contratto di locazione, quanto resti, senza dimenticare che  devi iscriverti nei ruoli dell’Amministrazione municipale e poi ci sono gli obbighi di conoscere lingua e Costituzione. Da noi si sorvola. Al massimo si contrasta l’abusivismmo commerciale o si effettuano controlli suppletivi quando ci sono fatti di cronaca. ”E poi dicono che uno si butta a destra”per dirla con Totò. Allusioni del passato che confermano ancora una volta come il ” Buonismo” non paghi. Il Tricolore, la Costituzione vanno difesi tutelando i diritti di tutti, anche quelli dei migranti, ma a patto che facciamo rispettari i doveri. E qui l’altra domanda e gli italiani del sommerso? Quante contraddizioni nel Bel Paese… Un popolo di Santi, Poeti e di migranti dal passato che ritorna. Ma i nostri padri e zii in Svizzera (ricordate Pane e cioccolata con  Nino Manfredi) o in Belgio (ricordate le baracche degli internati di Marcinelle?) furono trattati in ben altra maniera. Materia per i prossimi governi, inciuci permettendo. Ne riparliamo dopo il 4 marzo…