Filippo tirerà dritto come ha sempre fatto, continuando a fare il medico e il giornalista. Lo conosciamo dalla Prima Repubblica, quando fu eletto sindaco di Scanzano Jonico nelle file del Psi e sul piano professionale dai tempi del settimanale Citta domani, come corrispondente dal Metapontino. Spaziava e continua a farlo su tutto dallo sport alla cronaca, nera e giudiziaria compresi, ”sempre sul pezzo”, distinguendosi per la puntualità dei servizi. E’ andato sempre a fondo alle cose, per una spinta non comune di descrivere, voler comprendere e far capire quanto accadeva intorno, compresi quelli legati all’inchiesta condotta dalla Procura distrettuale antimafia sulla fascia jonica. Le pagine sulla ” Gazzetta del Mezzogiorno” ne hanno riportati resoconti e ricostruzioni fino al ritrovamento, davanti all’abitazione di campagna a Scanzano Jonico, di una busta con proiettile inesploso e di una bic di colore rosso. Lui non si è scomposto è ha denunciato la cosa ai Carabinieri, che conducono le indagini. Lo abbiamo sentito e ci ha confermato che andrà avanti per la strada di sempre, pur non nascondendo il rammarico per quanto accaduto. Tanti gli attestati di solidarietà di cittadini, colleghi, dell’Ordine dei giornalisti e di associazioni come Famiglia & Sussidiarietà e Scanziamo Le Scorie. Ma è sulla sua pagina Facebook, che descrive quanto accaduto concludendo a nome di una intera comunità ” La Mafia uccide.Il silenzio pure. Noi vogliamo vivere”’

DALLA PAGINA FACEBOOK
di FILIPPO MELE

SCANZANO JONICO – Stamattina ho ricevuto il “regalo” della criminalità per me. Ad un metro dal cancello della mia casa di campagna ho trovato una busta bianca con all’interno un foglio, anch’esso completamente bianco, una penna biro col tappo rosso, un colpo di pistola. Ho chiamato i carabinieri che sono intervenuti subito. Con loro, poi, ci siamo accorti di un buco praticato nella tettoia a destra della palazzina. I cocci delle tegole e del legno erano alla distanza di circa 3-4 metri. Uno squarcio. Il “regalo” mi ha turbato ed emozionato. Ora, mentre scrivo, a distanza di qualche ora, sono più rilassato. Ma la minaccia è pesante. La penna rossa può significare che ho scritto articoli con errori, da cancellare. Oppure che non ne devo scrivere più di similari. Oppure il rosso indica il sangue. Il colpo di pistola che i carabinieri mi hanno detto essere inesploso significa che sono nel mirino. Il prossimo può esplodere su di me. Scrivo queste cose con due finalità. La prima è rivolta ai miei familiari, ai miei amici, ai miei pazienti, ai miei lettori su La gazzetta del mezzogiorno, sul mio blog e sulla mia pagina facebook: sento il vostro sostegno, il vostro appoggio morale, la vostra vicinanza. Nel contempo, però, chiedo anche il vostro aiuto concreto, fisico: guardatemi, proteggetemi, sostenetemi. La seconda finalità è rivolta a chi mi sta minacciando. IO NON HO PAURA DI VOI. Perchè agite di notte, con il buio? Perchè non vi presentate faccia a faccia con me, alla luce del sole? Io sono il vostro bersaglio. Sapete dove trovarmi. Venite ad affrontarmi. Sappiate, intanto, che la vostra penna biro col tappo rosso ed il vostro colpo di pistola inesploso non mi impediranno di continuare a scrivere ed a parlare. Proprio come ho scritto e parlato sino ad oggi. Uguale. Neanche un rigo p una parola in meno. Voglio troppo bene al giornalismo, al mio giornale, alla martoriata Scanzano Jonico ed al Metapontino, per poter star zitto. Voglio concludere con lo striscione dei giovani che ho fotografato e presentato al convegno contro la criminalità in parrocchia del 5 ottobre scorso: LA MAFIA UCCIDE, IL SILENZIO PURE. NOI VOGLIAMO VIVERE.

Solidarietà a Filippo Mele

Altro pranzo che viene avvelenato al dessert da una cattiva notizia che discende dal nostro TG3: al medico Filippo Mele, corrispondente della Gazzetta del Mezzogiorno da una vita, fra le terre opime e tormentate del Metapontino, è stato recapitato in busta un proiettile di minaccia.
Filippo, fregatene! Continua l’apostolato antiracket e antiusura che ti ha fatto primo fratello di uomini come noi della Fondazione Lucana Antiusura, dell’Adiconsum e dell’Associazione antiracket e antiusura “Famiglia e Sussidiarietà”. “Non sono giganti, sono mulini a vento” diceva Sancio Panza a Don Chisciotte.
Tu, Filippo, evita ogni inutile titanismo. Non farti consolare dalle processioni dei ragazzi armati di bandierine e di slogan ritriti. Resta probo, libero, tempestivo, cane senza collare.
Nonostante tutto, credi nel firmamento sereno, nella meglio gente nostra e nella tua terra generosamente fruttifera. Avanti.
firmato
Don Basilio Gavazzeni – Presidente Fondazione Lucana Antiusura
Marina Festa – Presidente Adiconsum Matera
Angelo Festa – Presidente Associazione “Famiglia e Sussidiarietà”

Matera 10-10-2018

Scanziamo Le Scorie
L’Associazione ScanZiamo le Scorie esprime solidarietà e vicinanza al giornalista Filippo Mele per le gravi minacce ricevute. Chiediamo alle forze dell’ordine e agli inquirenti di individuare al più presto i responsabili per garantire nel territorio del metapontino sicurezza e giustizia. Davanti a questi fatti non dobbiamo stare zitti perchè “La mafia uccide, il silenzio pure…”.