Si è tenuto ieri, 29 maggio 2018, presso Palazzo Lanfranchi a Matera, l’incontro promosso dal Comune di Matera e dalla SVIMEZ, dal titolo: Matera 2019 e oltre: condizioni e sfide per il rilancio dell’area. Vi hanno preso parte l’Ing. Enzo Acito, Assessore all’Innovazione del Comune di Matera, Luca Bianchi, direttore Svimez, Giuseppe Provenzano vice direttore e Vincenzo Viti, consigliere Svimez.

Sull’evento ha già scritto Franco Martina (http://giornalemio.it/cronaca/svimez-non-ce-giannola-ma-sul-piano-strategico-si-gira-a-vuoto/) . A seguire pubblichiamo una nota del Comune che riferisce dell’evento e sull’intervento di chiusura del Sindaco.

Ha chiuso i lavori il Sindaco di Matera Raffaello de Ruggieri.

È stata una discussione aperta sulle strategie di rilancio dell’economia territoriale partendo dall’esperienza di Matera 2019, al fine di costruire un piano industriale di rilancio della competitività mettendo a sistema le potenzialità esistenti nel territorio e le nuove opportunità offerte dal digitale. La Svimez è stata incaricata dal Comune a supportarlo nel percorso delle strategie di rilancio economico e sociale, partendo ovviamente da Matera 2019 per costruire un solido piano industriale.

L’obiettivo – ha dichiarato l’Assessore Acito aprendo il confronto – è la partecipazione e la condivisione di un progetto di rilancio che può interessare un territorio molto più ampio, puntando alla sperimentazione, primi in Italia, per una nuova Zona Economica Speciale, la ZES 2.0″.

È subito seguito l’intervento dell’on. Viti, in rappresentanza del presidente Svimez Adriano Giannola, che ha chiesto un percorso di approfondimento per il piano strategico non disgiunto dal concorso critico degli ordini professionali.

Hanno continuato Bianchi e Provenzano, che nel sottolineare entrambi il lavoro positivo svolto dal Comune di Matera, hanno dichiarato di aver guardato alla città molto prima del 2019, durante la crisi e nella fase ripresa. Poi hanno dato l’avvio a uno studio sulle capitali europee e all’accompagnamento dei progetti virtuosi attraverso la raccolta dati. È emerso, dall’intervento dei due membri dell’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, che è importante salvare il capitale reputazionale, auspicando che questo non si esaurisca a breve termine e che sia un momento partecipativo con beneficiari i cittadini.

Sono seguiti vari interventi che si sono detti, tra l’altro, entusiasti del progetto Svimez-Comune e del livello partecipativo auspicato dai relatori.

Le conclusioni sono state affidate al Sindaco di Matera che ha dichiarato: “Il gradino sul quale vorrei si collocasse il nostro incontro odierno, è un gradino più ambizioso di tutto quello che si è detto questa sera ed è il gradino della rappresentatività meridionale di questa città. Il lavoro che faremo con la Svimez avrà certamente successo, perché è figlio di una notte di riflessione con Adriano Giannola e perché solo la Svimez potrà portare a questa conclusione. Il capitale reputazionale della città non è solo quello storico ma è quello di un meridionalismo vincente. Questo è dunque il livello reputazionale della città. Io che giro le città meridionali e non solo, registro questa attenzione e registro questa richiesta che Matera diventi punto di riferimento di un nuovo snodo meridionale e mediterraneo. Se noi non riusciamo a comprendere questo livello di reputazione che come comunità abbiamo acquisito, ancora una volta stiamo scivolando in una situazione di normalità e non di eccezionalità. “.

De Ruggieri ha poi raccontato dell’incontro di Napoli di alcuni giorni fa con i sindaci di Palermo, di Napoli e il Governatore della regione Campania, dove è emersa questa attenzione particolare per Matera che sfugge all’ordinarietà di essere Capitale europea o italiana della cultura.

Continuando, il Primo Cittadino ha ricordato: “Nel Mezzogiorno, il valore aggiunto che noi abbiamo, è in questa simbologia che abbiamo acquisito e se questo è il valore reputazionale, dobbiamo lavorare con la Svimez per far sì che questa proposta del piano strategico punti alla costruzione di un esempio di laboratorio territoriale e sperimentale da portare a punto di riferimento nazionale di un nuovo snodo, di una nuova generazione di ZES. Questa è l’ambizione di una città che non vuole morire di provincialismo ma di protagonismo.”