Abbandonare il concetto di demonizzazione del turismo e mantenere l’importanza della città, attraverso il racconto del suo sviluppo in particolare dal Rinascimento ad oggi.

Sono questi alcuni degli  aspetti emersi nel corso dell’incontro promosso giovedì 16 novembre a Palazzo Lanfranchi dall’associazione Cittàchelegge e che ha messo a confronto le opinioni dell’architetto Lorenzo Rota e del presidente di Federalberghi Antonio Panetta.

Lo spunto centrale dell’incontro erano state le parole del testo “La mia Matera” di Rahar Ben Jelloun. Lo scrittore marocchino, ospite della città nel febbraio scorso, l’aveva descritta come “Una sinfonia” dove “Gli uomini hanno scolpito nella pietra più che una città, un punto di riferimento per le stagioni felici”. Lo scrittore nella sua descrizione di Matera aveva proseguito parlandone come di “Un libro aperto, un manoscritto conservato con cura, con i suoi segreti”.

Ed è stato l’auspicio di ospitarlo ancora in città,  uno degli aspetti sottolineati da Marta Ragozzino, direttore del Polo Museale di Basilicata che si è augurata che riflessioni come quella avviata dall’associazione possano svolgersi ancora e con maggiore richiamo.

“I momenti di confronto – ha detto – sono molto importanti anche perchè rappresentano una significativa crescita per la città”.

Dalle parole dello scrittore è iniziato anche l’intervento dell’architetto Lorenzo Rota che, con un itinerario cominciato nel 1500 ha aperto la sua descrizione del percorso compiuto da Matera. Dall’epoca in cui si può datare la sua staordinaria morfologia alla vera e propria stratificazione culturale che ne ha accompagnato il cammino, passando dal lavoro di ricerca e approfondimento svolto dal prof. Raffaele Giura Longo, l’architetto Rota ha poi affrontato aspetti come la percezione della nuova Matera o la presenza dei turisti con il rischio di fare della città l’ostaggio dei visitatori.

Provocazione che Antonio Panetta ha colto a pieno, ricordando i dati relativi alle presenze nel 2016 pari a 409.421 persone in nome di un turismo culturale, ha spiegato che non può essere bloccato dal pregiudizio cognitivo, ovvero dalla concezione che tutto ciò che passa attraverso alberghi, strutture ricettive, bar e pizzerie sia a priori negativo. Il movimento economico che questo settore muove, ha sostituito quello che fino a qualche anno fa era rappresentato dal Polo del Salotto.

Elementi su cui è necessaria una riflessione. “Anzichè pensare all’assedio della città – ha aggiunto – è necessario valorizzare il turismo”.

“Il segnale non trascurabile lanciato dal nostro incontro – spiega Antonella Ciervo – presidente di Cittàchelegge – può rappresentare un tassello sul quale costruire una filiera di alleanze che non guardi solo al 2019, ma allo sviluppo dell’intero territorio. I due volti di Matera, quello che guarda al futuro e al suo ruolo nel contesto turistico internazionale e quello che ne racconta la storia millenaria, devono viaggiare insieme per diventarne motore di crescita e sviluppo”.